{"id":268,"date":"2017-05-20T14:08:15","date_gmt":"2017-05-20T14:08:15","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2017\/05\/20\/la-stampa-ricordi-che-la-coda-del-cane-e-due-dita-sopra-il-culo\/"},"modified":"2017-05-20T14:08:15","modified_gmt":"2017-05-20T14:08:15","slug":"la-stampa-ricordi-che-la-coda-del-cane-e-due-dita-sopra-il-culo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2017\/05\/20\/la-stampa-ricordi-che-la-coda-del-cane-e-due-dita-sopra-il-culo\/","title":{"rendered":"La stampa sa che la coda \u00e8 due dita sopra il culo?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-267\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/culocane.jpg\" alt=\"\" width=\"364\" height=\"274\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/culocane.jpg 960w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/culocane-300x226.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/culocane-768x578.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 364px) 100vw, 364px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}La stampa locale riesce sempre a incantarci, coi suoi articoli dilaganti riguardanti il sindaco di Corigliano, anche quando, pur stando quest&rsquo;ultimo nel giusto, ne denigra il comportamento. Com&rsquo;&egrave; avvenuto nei giorni scorsi, quando, sui blog e i social locali, sono stati pubblicati alcuni pezzi non proprio lusinghieri sul premio trasparenza dell&rsquo;associazione ASMENET, che quest&rsquo;anno, sul podio della sua particolare classifica, dedicata a quegli enti locali che si distinguono nella garanzia di accesso agli atti amministrativi, ha piazzato il comune di Corigliano. Niente di grave, per carit&agrave;, se non fosse che trascurare o deridere il riconoscimento ricevuto sia particolarmente rischioso, poich&eacute; esso ha un valore significativo, che va al di l&agrave; della polemica spiccia, legata alle buche nelle strade, ai debiti o alle commissioni d&rsquo;accesso da contrapporre alla trasparenza. Infatti, se certa stampa non fosse ossessionata dall&rsquo;esigenza di apparire sempre e comunque come la pi&ugrave; accesa nemica di Geraci (forse perch&eacute; lo pratica poco), si accorgerebbe che il diritto alla conoscenza &egrave; un elemento costitutivo dello <strong><span style=\"font-weight: normal;\">stato di diritto<\/span><\/strong>. Infatti, se oggi appare ben fondata la nozione di istituzioni locali che operano come una sorta di consiglio di amministrazione di tutti i beni pubblici della citt&agrave;, di cui i cittadini stessi sono beneficiari, altrettanto fondato &egrave; il diritto collettivo, riconosciuto a tutti, di conoscerne esattamente la gestione, le garanzie, i processi decisionali. E&rsquo; il principio di trasparenza, che sta alla base delle democrazie liberali, dove sono gli elettori a governare e i cittadini i detentori della <strong><span style=\"font-weight: normal;\">sovranit&agrave;<\/span><\/strong>. Per cui &egrave; vitale che essi abbiano <strong><span style=\"font-weight: normal;\">accesso totale a informazioni<\/span><\/strong> che riguardano materie su cui decidere. D&rsquo;altra parte tutto questo era gi&agrave; chiarissimo quando nel 1806 <strong><span style=\"font-weight: normal;\">James Madison<\/span><\/strong> diede il suo essenziale contributo alla redazione del Primo emendamento della Costituzione americana: &rdquo;l&rsquo;auto-governo &egrave; possibile soltanto nella misura in cui i dirigenti dello Stato rispondono alla volont&agrave; del popolo &hellip; l&rsquo;accesso a tutti i fatti rilevanti per la formazione di un giudizio ragionevole deve essere garantito. Una conoscenza approfondita della gestione pubblica &egrave; essenziale per proteggere l&rsquo;elettorato dall&rsquo;inavvertito condono di errori da parte di che &egrave; al potere..&rdquo;. Ha quindi radici estremamente solide nella storia e nel pensiero contemporanei l&rsquo;intuizione di alcune associazioni che sia giunto il momento di enunciare, con una serie di riconoscimenti, pubblici, un preciso <strong><span style=\"font-weight: normal;\">diritto alla conoscenza, poich&eacute; l&igrave; dove la conoscenza declina c&rsquo;&egrave; un netto declino anche delle libert&agrave; individuali<\/span><\/strong>. E la stampa queste cose dovrebbe saperle. Come avviene in molti comuni di questa sciagurata parte d&rsquo;Italia, che lasciando molto a desiderare in fatto di diritto alla conoscenza, quindi di accesso agli atti, spesso &egrave; vittima di fenomeni di corruzione, impunit&agrave; e discriminazioni tra i pochi al potere e la massa dei cittadini. Ecco perch&eacute; l&rsquo;esercizio puntuale del diritto di informazione, la piena trasparenza dei processi decisionali (intesa come &ldquo;accessibilit&agrave; totale&rdquo; alle informazioni che riguardano l&rsquo;organizzazione e le attivit&agrave; delle pubbliche amministrazioni) e la responsabilit&agrave; politica verso la societ&agrave; civile, sono particolarmente rilevanti nel rendere una citt&agrave; e un territorio, liberi e civili. Sono principi che nonostante siano riconosciuti da numerose leggi e risoluzioni, dichiarazioni formali e convenzioni, non sono sufficientemente praticati, dando cos&igrave; l&rsquo;impressione che troppo spesso i poteri pubblici, centrali e periferici, abbiano imboccato la via del diniego della conoscenza, anzich&eacute; del riconoscimento di questo diritto. La sfida che oggi attende la politica, e che condensa tutte le altre, cos&igrave; com&rsquo;&egrave; avvenuto a Corigliano, &egrave; proprio quella di migliorare lo stato di diritto e la legalit&agrave;. E sar&agrave; una scelta che dovr&agrave; caratterizzare gli obiettivi, gli strumenti, le risorse, la formazione, la mentalit&agrave; stessa della sua azione, anche in futuro. La promozione dello stato di diritto interagisce con la protezione dei <strong><span style=\"font-weight: normal;\">diritti umani<\/span><\/strong>. Nessun altro campo del diritto ha un cos&igrave; evidente <strong><span style=\"font-weight: normal;\">fondamento morale<\/span><\/strong>: il pensiero che ogni uomo, semplicemente in virt&ugrave; del proprio esistere, &egrave; titolare di alcuni essenziali, e in certi casi incondizionabili, diritti e libert&agrave;. Se riusciremo a dare anche un piccolo impulso in questa direzione, come ha fatto il comune di Corigliano, avremo risposto, io credo, a nostre responsabilit&agrave; di cittadini e a doveri suggeriti dalla nostra coscienza. A una <strong><span style=\"font-weight: normal;\">democrazia vera<\/span><\/strong> si arriva solo con la libert&agrave;. Alla libert&agrave; si arriva solo con la conoscenza. Alla conoscenza si arriva solo con il rispetto che si deve a tutti gli uomini. Noi parliamo della conoscenza, cio&egrave; del nocciolo vivo della democrazia. E&rsquo; una <strong><span style=\"font-weight: normal;\">battaglia<\/span><\/strong> di civilt&agrave; che dovremmo combattere tutti, quotidianamente. Qui c&rsquo;&egrave; la politica pura, tutto il resto sono solo chiacchiere. Ecco perch&eacute; chi scrive dimenticando tutto questo, al di l&agrave; dei mille difetti che possono esserci in una amministrazione, non &egrave; titolato per dare lezioni culturali e morali n&eacute; a Geraci n&eacute; ad altri politici. E tenga conto che spesso una certa intransigenza inquisitoria esibita a ogni costo &egrave; come la coda dei cani, i quali la agitano per ostentarla davanti al padrone, inconsapevoli che essa &egrave; due dita sopra il culo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}La stampa locale riesce sempre a incantarci, coi suoi articoli dilaganti riguardanti il sindaco di Corigliano, anche quando, pur stando quest&rsquo;ultimo nel giusto, ne denigra il comportamento. 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