{"id":293,"date":"2017-06-22T12:37:04","date_gmt":"2017-06-22T12:37:04","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2017\/06\/22\/quando-la-politica-e-ostaggio-di-giudici-e-prefetti-2\/"},"modified":"2017-06-22T12:37:04","modified_gmt":"2017-06-22T12:37:04","slug":"quando-la-politica-e-ostaggio-di-giudici-e-prefetti-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2017\/06\/22\/quando-la-politica-e-ostaggio-di-giudici-e-prefetti-2\/","title":{"rendered":"Quando la politica \u00e8 ostaggio di giudici e prefetti"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-290\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/pulite.jpg\" alt=\"\" width=\"432\" height=\"279\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/pulite.jpg 950w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/pulite-300x194.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/pulite-768x497.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 432px) 100vw, 432px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Edilberto de Angelis}Penso che se Karl Popper avesse conosciuto l&rsquo;Italia di oggi mai avrebbe pensato alla democrazia come il governo sottoposto al controllo del popolo. Perch&eacute; se il filosofo di origini austriache fosse stato cos&igrave; longevo da arrivare fino ai giorni nostri, si sarebbe reso conto di quanto il popolo, in democrazia, almeno da queste parti, non conti pi&ugrave; nulla. Perch&eacute; qui chi deve governare, da oltre un ventennio, quindi dai tempi di Mani Pulite, non lo decidono pi&ugrave; i cittadini attraverso libere elezioni, in cui si confrontano metodi di governo, idee e progetti diversi, ma pezzi importanti degli apparati dello Stato, della nostra burocrazia, oscuri vincitori di concorso quali i magistrati o addirittura i prefetti, che nulla hanno a che spartire con il popolo, la politica e la democrazia. Perch&eacute;, in questo paese, grazie al golpe che va sotto il nome di Tangentopoli (sostenuto dalla stampa e strumentalizzato da certi ambienti politici, per poter giungere facilmente al potere, cui, quando la magistratura ha deciso di mettersi in proprio, a un certo punto &egrave; sfuggito di mano), la verginella societ&agrave; (in)civile, ha miracolosamente scoperto (quasi come se, avendo abitato per anni su Marte, ne fosse del tutto estranea) che la politica non produceva pi&ugrave; risultati decenti, probabilmente perch&eacute; infetta e corrotta da mafie e malaffare, per cui andava in qualche modo ripulita, disinfettata, regolata, nell&rsquo;unico modo possibile: consegnandola a furor di popolo (e infischiandosene di secoli di stato di diritto e separazione dei poteri) nelle mani di quel potente Mastro Lindo delle istituzioni che &egrave; (o vorrebbe essere) il potere burocratico &ndash; giudiziario (di qualunque natura esso sia), il quale da quello sciagurato momento &egrave; finito fuori controllo, poich&eacute;, non dovendo dar conto a nessuno, tanto meno al popolo, ha cominciato a sottoporre a un esame di abilitazione coi fiocchi, perch&eacute; molto selettivo, chiunque aspirasse a far parte della classe politica, e quindi a governare in caso di elezioni e rielezioni (visto che l&rsquo;Italia &egrave; sempre in campagna elettorale). Una cannonata, se si pensa che in politica, fino a poco prima che si scatenassero tutti i Di Pietro, i Woodcock, i prefetti, i Cantone e i De Magistris d&rsquo;Italia, si accedeva senza alcuna selezione. Nel senso che chiunque soddisfacesse il requisito minimo della nascita e della maggiore et&agrave;, e magari avesse tanta passione e una visione interessante della societ&agrave;, che non guastava, acquisiva il diritto a votare e a farsi votare. Tutto qui. Certo c&rsquo;era il filtro dei partiti, la cosiddetta militanza, che per&ograve;, secondo teorici ed epigoni di Mani Pulite, ha funzionato male, perch&eacute; essendo, i partiti, ossessionati dal potere, ma io direi piuttosto dall&rsquo;idea di evitare che nelle istituzioni finissero troppi cretini, perch&eacute; evitarli del tutto era impresa impossibile, avevano dimenticato di bloccare i disonesti. Infatti, ai tempi della cosiddetta Prima Repubblica i dirigenti di partito avevano ancora una formazione crociana, per cui pensavano che il politico onesto fosse quello capace. Un&rsquo;idea mortale per la democrazia, secondo i giustizialisti nostrani, in gran parte pieni di odio e rancore per via della difficolt&agrave; a farsi riconoscere come classe dirigente, che, oggi, grazie all&rsquo;indefesso lavoro di alcuni magistrati e alcuni prefetti, &egrave; stata finalmente scongiurata, rimossa. Infatti, i cittadini il diritto a farsi votare e a governare, in caso di elezione, lo ottengono ingraziandosi prima che gli elettori magistrati e prefetti, i quali esercitato un potente, anche se sottilissimo, potere di controllo (e in qualche caso di veto) sulla politica. Per cui, ai politici conviene avere idee e comportamenti pubblici conformisti, cio&egrave; in linea con quel pensiero unico e politicamente corretto che tanto piace agli apparati burocratici e giudiziari, garanti dello status quo, perch&eacute; se cos&igrave; non fosse alla prima occasione potrebbero ritrovarsi tra le mani un avviso di garanzia (magari per concorso esterno ad associazione mafiosa o per abuso d&rsquo;ufficio) o, se eletti sindaci di un comune importante, una bella commissione d&rsquo;accesso agli atti (preludio di un possibile scioglimento per infiltrazioni mafiose), che tenendoli sulla graticola mediatico-giudiziaria per un bel po&rsquo; di tempo ne garantirebbe la fine o la normalizzazione attraverso la censura o le dimissioni. Poi, starebbe al politico o all&rsquo;eletto dimostrare il contrario, magari dopo una ventina d&rsquo;anni di esilio, com&rsquo;&egrave; accaduto al povero Calogero Mannino. E&rsquo; la rivoluzione giacobina voluta dalla gente, bellezza mia, come direbbe qualcuno, che ha spazzato via partiti che non devono pi&ugrave; garantire capacit&agrave; e meriti, autonomia e libert&agrave; (parola bruttissima, tra l&rsquo;altro, di questi tempi), diritti naturali e visioni liberali della societ&agrave;, ma semplicemente onest&agrave;, solidariet&agrave;, statalismo, ecologismo e ovviamente tutti i buonismi e i conformismi del mondo, a cominciare dal mantenimento di un sistema burocratico &ndash; giudiziario primitivo e illiberale, che pur facendo ridere mezzo mondo (quello s&igrave; civile) non si tocca, non si riforma a costo di mandare all&rsquo;aria il paese e in galera tutti quelli che ci provano. E poi chissenefrega del risultato, e cio&egrave; una rappresentanza politica da schifo, fatta da veri e propri imbecilli, che in una societ&agrave; poco poco pi&ugrave; civile e dignitosa non avrebbero alcuna voce in capitolo (infatti &egrave; un fenomeno tipicamente italiano). L&rsquo;importante &egrave; che siano onesti e politicamente corretti. Tutto qua. Ma, allora, se la realt&agrave; &egrave; questa, se la politica non conta pi&ugrave; un cazzo, perch&eacute; non sottoporre, direttamente, l&rsquo;esercizio dell&rsquo;elettorato passivo a un esame, fatto ovviamente in procura o in prefettura, su temi graditi all&rsquo;establishment, superato il quale si otterrebbe una specie di patente per farsi votare ed eventualmente eleggere e governare senza pericolo di controlli e verifiche? Come avviene in campo fiscale con il 730 precompilato, che se lo accetti l&rsquo;Agenzia delle entrate non ti rompe i coglioni per un anno intero. Oppure, se vogliamo farla pi&ugrave; semplice, si potrebbero abolire le elezioni, un fastidio, che oltre a costare l&rsquo;iradiddio sono scomode e noiosissime, e sostituirle col sorteggio, pescando ovviamente i nomi dei governanti in un elenco di gente omologata al pensiero unico che si troverebbe, manco a dirlo, nei tribunali o nelle prefetture. Un metodo di selezione della classe politica infallibile, che avrebbe l&rsquo;indubbio vantaggio di eliminare sia i partiti, com&rsquo;&egrave; avvenuto e sta avvenendo, sia quelle persone scomode che potrebbero portare, anche in Italia, quella rivoluzione liberale, imperniata su concorrenza, libero mercato, meriti e capacit&agrave;, separazione dei poteri e giustizia giusta, che tante speranze ha acceso e continua ad accendere nel mondo civile, cui per il momento noi non apparteniamo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Edilberto de Angelis}Penso che se Karl Popper avesse conosciuto l&rsquo;Italia di oggi mai avrebbe pensato alla democrazia come il governo sottoposto al controllo del popolo. 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