{"id":297,"date":"2017-06-27T13:53:50","date_gmt":"2017-06-27T13:53:50","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2017\/06\/27\/caro-giorgio-ti-vorremo-sempre-bene-2\/"},"modified":"2017-06-27T13:53:50","modified_gmt":"2017-06-27T13:53:50","slug":"caro-giorgio-ti-vorremo-sempre-bene-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2017\/06\/27\/caro-giorgio-ti-vorremo-sempre-bene-2\/","title":{"rendered":"Caro Giorgio, ti vorremo sempre bene"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-294\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Aversente.jpg\" alt=\"\" width=\"382\" height=\"255\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Aversente.jpg 1266w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Aversente-300x200.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Aversente-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Aversente-768x513.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 382px) 100vw, 382px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma_direttore}Il Commendatore, com&rsquo;era affettuosamente definito, ci ha lasciato. Una stupida e improvvisa malattia ha avuto la meglio sulla fibra di Giorgio Aversente, 74 anni, uno degli imprenditori pi&ugrave; geniali, tenaci e dinamici che questa citt&agrave; abbia mai avuto, uno che ci ha raccontato, meglio di chiunque altro, cosa potrebbe essere questa terra se solo sfruttasse al massimo le sue potenzialit&agrave;, il suo capitale umano. Giorgio era un uomo simpatico e di successo, molto ricco, perch&eacute; era riuscito a costruire il suo impero con sacrificio e valorizzando il meglio di uno spirito imprenditoriale fino a quel momento estraneo a questo territorio: prodotti di qualit&agrave;, capacit&agrave; di innovare, sviluppo aziendale prudente e al tempo stesso coraggioso, piena fiducia ai collaboratori. E poi una famiglia solida, coi figli tutti in prima linea a dargli una mano. E che mano. Giorgio cominci&ograve; a lavorare molto giovane, vendendo frutta e verdura nel centro storico, con il padre, Giovanni, altro noto commerciante della citt&agrave;, altra persona amabile e di grande umanit&agrave;, anche se la svolta avvenne negli anni &rsquo;70, quando decise, con gran fiuto e contro lo scetticismo di tanti, di vendere auto di un prestigioso marchio euro-americano caduto in disgrazia: la Ford. E fu subito Fiesta, come si direbbe, poich&eacute; fu proprio il lancio di un nuovo modello di utilitaria (la gloriosa Fiesta, appunto) che lo fece sfondare, dando il via a quella meravigliosa avventura aziendale che &egrave; oggi il Gruppo Aversente, realt&agrave; ben piantata a Corigliano, citt&agrave; di cui Giorgio era orgoglioso e da cui non si volle mai staccare, tanto da volerla arricchire di numerose altre attivit&agrave; in settori impegnativi e delicati quali l&rsquo;agroalimentare, il turismo, le televisioni. Aziende che cre&ograve; come lui: piene di valori fondamentali, intramontabili, sicure delle proprie capacit&agrave; e riservate, perch&eacute; quando decidono di fare qualche scappatella in altri settori, come quello dei resort di lusso, ad esempio, ottengono una veloce e costante crescita (come il Mulino) e perch&eacute; quando selezionano i dipendenti, che sono il loro punto di forza e devono sapere il fatto loro, lo fanno all&rsquo;interno, col Commendatore sempre in prima linea. E la storia del gruppo Aversente &egrave; proprio questa: quella di aziende guidate dal &ldquo;buon padrone&rdquo; che &egrave; anche un imprenditore geniale, che fino all&rsquo;ultimo ha preso le scelte strategiche e si &egrave; impegnato a inventare novit&agrave;. Ha sempre venduto prodotti di grande consumo ma con uno stile tutto particolare, impresa e marketing, abilit&agrave; produttiva e talento commerciale. Aversente &egrave; cresciuto anche grazie a un talento raro: l&rsquo;affabilit&agrave;, l&#8217;umanit&agrave;, la simpatia, la disponibilit&agrave;, la capacit&agrave; di coinvolgere la gente, di motivare i collaboratori e il coraggio di fidarsi. Famosi i suoi siparietti con i clienti, quand&rsquo;era capace di offrire caff&egrave; e clementine a tutti o di consegnare autovetture sulla base della sola parola: &ldquo;prenditi la macchina e vattene, poi me la paghi&rdquo;. Questo era il suo credo di persona amabile e rispettabile, seria e valorosa, sana e indistruttibile, di persona che gi&agrave; di primissima mattina era nelle sue aziende con vista su produzioni e capannoni. E poi i dipendenti (tanti), che hanno sempre rappresentato per lui oltre che una risorsa anche una specie di grande famiglia, che si allargava dappertutto. E fu proprio l&rsquo;amore per la sua terra e per la sua gente a spingerlo, alcun anni fa, in politica, in una strepitosa e fantasiosa avventura cui seppe dare la sua passionalit&agrave;. Se c&#8217;&egrave; un&#8217;eredit&agrave; che Giorgio Aversente ci lascia, a noi coriglianesi, &egrave; una ricetta fatta di rischio e di duro lavoro, certo, ma &egrave; anche una strategia che si fonda sulla costante creazione di cose nuove, in grado di ampliare la gamma dei prodotti, di aumentare le occasioni di consumo e di vendita, di lavoro, di dare forma e sostanza nuova al pre-esistente, di andare in direzione uguale e contraria rispetto ai concorrenti. Non solo: &egrave; la storia di investimenti continui in nuove attivit&agrave;, nuovi settori, nuovi marchi, nuove produzioni, di una fortissima e pionieristica comprensione del potenziale del marketing, della comunicazione (non dimentichiamo che &egrave; stato il pioniere delle grandi sponsorizzazioni e delle tv locali). Giorgio Aversente era geniale, perch&eacute; ha rappresentato un&#8217;eccezione nel panorama delle grandi figure imprenditoriali di questa citt&agrave;. Infatti, al contrario di tanti suoi colleghi, aveva riferimenti culturali e valoriali diversi, pi&ugrave; moderni, che sembravano quelli di realt&agrave; territoriali evolute. E se spesso aveva la medesima preferenza degli usi, dei costumi e delle tradizioni locali, del dialetto all&rsquo;italiano, che sembravano accomunarlo a certi suoi colleghi, era solo per marcare le sue radici, di cui era fiero, per essere pi&ugrave; vicino alla sua gente, che non ha mai abbandonato n&eacute; rinnegato, e per essere molto pi&ugrave; comunicativo rispetto ad altri, che magari per il solo fatto di aver &#8220;fatto i soldi&#8221; pensavano di possedere il sapere dei professoroni. &Egrave; stata la prova, Giorgio Aversente, che un tipo di imprese e un tipo di imprenditori dinamici e moderni, sempre pronti a recepire le novit&agrave;, possono comunque dire la loro nel mercato, creare ricchezza, perch&eacute; hanno alle spalle un&#8217;eredit&agrave; di saperi e tradizioni che se innovate e adeguatamente comunicate possono dire la loro anche in un contesto difficile come quello meridionale. Che ogni eredit&agrave;, se messa in gioco con il lavoro, la creativit&agrave; e una certa dose di propensione al rischio, pu&ograve; generare qualcosa di infinitamente pi&ugrave; grande.&nbsp;La miniera d&#8217;oro su cui siamo seduti, la vera grande rendita di posizione che ci avvantaggia rispetto a tante altre zone dell&#8217;Italia meridionale sono queste eredit&agrave; imprenditoriali,&nbsp;culturali, storiche, umane. Se la sua storia ci permetter&agrave; di capire tutto questo, se servir&agrave; a far comprendere alla politica su cosa deve concentrare i propri sforzi di sostegno e promozione, se servir&agrave; alle banche per investire su questo territorio, allora Giorgio Aversente ci avr&agrave; lasciato in eredit&agrave; ben pi&ugrave; delle sue aziende, della sua simpatia, del suo sorriso, della sua convivialit&agrave;. Ci avr&agrave; lasciato quello che io preferisco chiamare futuro.&nbsp;Ci mancher&agrave;. Eccome.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_direttore}Il Commendatore, com&rsquo;era affettuosamente definito, ci ha lasciato. 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