{"id":303,"date":"2017-07-10T13:14:50","date_gmt":"2017-07-10T13:14:50","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2017\/07\/10\/teniamo-i-nostri-figli-lontano-dagli-immigrati\/"},"modified":"2017-07-10T13:14:50","modified_gmt":"2017-07-10T13:14:50","slug":"teniamo-i-nostri-figli-lontano-dagli-immigrati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2017\/07\/10\/teniamo-i-nostri-figli-lontano-dagli-immigrati\/","title":{"rendered":"Teniamo i nostri figli lontano dagli immigrati"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-302\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/radiografia.jpg\" alt=\"\" width=\"406\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/radiografia.jpg 1530w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/radiografia-300x165.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/radiografia-1024x564.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/radiografia-768x423.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 406px) 100vw, 406px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\"><span class=\"entry-content\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}Il medico, il pi\u00f9 delle volte uno del settore igiene pubblica dell\u2019ASP, sale a bordo, sulla nave stracolma, oppure si aggira tra gli approdi del porto. Scruta quelle facce stremate. Valuta in pochi secondi lo stato di salute. L\u2019Italia anti malattie infettive, che potrebbero avere gli immigrati che sbarcano sulle nostre coste, funziona per lo pi\u00f9 cos\u00ec. Ad occhio. Per cui ci si affida al nostro proverbiale stellone affinch\u00e9 non accada nulla di grave. Uno stellone, per\u00f2, che spesso non funziona, perch\u00e9 strada facendo, quando i migranti ciondolano gi\u00e0 per le nostre strade, entrano nei supermercati o frequentano i parchi, dove ci sono i nostri bambini, si scoprono casi conclamati di brutte malattie che noi abbiamo debellato gi\u00e0 da decenni: come la tubercolosi. Infatti, capita che se qualcuno dei tanti m<\/span>igranti che sbarcano nel nostro porto, e che prima di essere lasciati liberi per la citt\u00e0 dovrebbero essere dotati di mascherine e visitati scrupolosamente, dovesse essere gi\u00e0 ammalato, non se ne accorgerebbe nessuno, se le visite mediche sono quelle che abbiamo descritto, col solo filtro dell\u2019occhio del medico. E ci\u00f2 avviene, come dice qualcuno che di malattie infettive se ne intende, perch\u00e9 qui da noi non esiste una cintura sanitaria efficiente, che dovrebbe valere soprattutto per la Tbc, per la quale la diagnosi veloce se non tempestiva si gioca tutta in una sorta di esame collettivo. \u201cQuando una nave entra nel nostro porto \u2013 ci dice il solito esperto \u2013 un medico sale a bordo o aspetta che i migranti scendano. E d\u00e0 un&#8217;occhiata ai clandestini\u201d. S\u00ec, la visita si basa su uno sguardo, magari pi\u00f9 attento se il poveraccio se la passa male. \u201cIn quel momento sui migranti non si fa alcun tipo di esame strumentale o di minimo approfondimento\u201d. Niente controlli del sangue o delle urine, per intenderci (e smentiteci se non \u00e8 vero). Solo dopo, a terra, con calma, quando i migranti sono stati gi\u00e0 accolti in qualche struttura, da cui non dovrebbero muoversi (per ragioni sanitarie) e affidati alle cure (si fa per dire) delle solite cooperative, si pensa alle visite mediche nei nostri ospedali. Si va avanti all\u2019italiana, senza fretta. Fra un arrivo e l\u2019altro. E hai voglia a dire, come fece tempo addietro un sindacalista deficiente di mia conoscenza, che i controlli sanitari sono fatti a bordo delle navi e a terra e per questo \u00e8 altamente improbabile che siano entrati nelle nostre citt\u00e0 persone affette da malattie infettive. Basta intendersi sul significato della parola controlli, perch\u00e9 se questi ultimi sono nelle mani di un medico che si aggira fra centinaia di disperati, stiamo freschi. Ecco perch\u00e9 capita, com\u2019\u00e8 avvenuto di recente, che chi sta male, magari per una tosse persistente, possa chiedere di essere visitato, seriamente, in un ospedale, dove, guarda caso, si scopre che il migrante \u00e8 affetto da tubercolosi conclamata, di cui, ovviamente, nessuno poteva accorgersi, considerando che caos e approssimazione nel nostro balordo sistema di accoglienza la fanno da padroni. E poich\u00e9 al peggio non c\u2019\u00e8 limite, pu\u00f2 capitare anche di vedere migranti che arrivino al pronto soccorso del nostro ospedale, per essere visitati e dopo aver girovagato per giorni e giorni per la nostra citt\u00e0, senza alcuna protezione e senza alcuna protezione sono poi inviati, dai medici del pronto soccorso, ai loro colleghi del laboratorio analisi o del reparto di radiologia per gli accertamenti, da cui escono, come ci hanno riferito di recente alcuni accompagnatori delle cooperative, con diagnosi di tubercolosi conclamata che necessitano di immediati ricoveri. E qui la tragedia, come tutte le cose all\u2019italiana, diventa una commedia, perch\u00e9 non si fa nulla nei confronti di chi gestisce, soprattutto dal punto di vista sanitario, i migranti in questo modo incivile e superficiale. E per questa gente, che opera nelle nostre strutture sanitarie, occorrerebbe il licenziamento in tronco. E poich\u00e9 stiamo impantanati, da anni, nella palude dell\u2019ospedale unico, occorrerebbe il licenziamento unico, che vorrebbe dire licenziare con un unico provvedimento tutti quelli che si occupano (o meglio: non si occupano) a cascata dell\u2019emergenza sanitaria. La sostanza \u00e8 che ci sono migliaia di persone a spasso per il nostro territorio di cui non sappiamo nemmeno il nome. Figurarsi eventuali patologie o infezioni. Sappiamo solo i numeri, quelli ufficiali, di questa invasione, per cui non ci resta che incrociare le dita e tenere i nostri figli a debita distanza da questa gente. Non \u00e8 razzismo. E\u2019 solo prudenza.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">\u00a0<br \/><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}Il medico, il pi\u00f9 delle volte uno del settore igiene pubblica dell\u2019ASP, sale a bordo, sulla nave stracolma, oppure si aggira tra gli approdi del porto. Scruta quelle facce stremate. Valuta in pochi secondi lo stato di salute. 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