{"id":370,"date":"2017-09-29T08:20:47","date_gmt":"2017-09-29T08:20:47","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2017\/09\/29\/che-la-fusione-abbia-uno-scopo-piuttosto-che-uno-scopone-tra-quattro-amici-al-bar-2\/"},"modified":"2017-09-29T08:20:47","modified_gmt":"2017-09-29T08:20:47","slug":"che-la-fusione-abbia-uno-scopo-piuttosto-che-uno-scopone-tra-quattro-amici-al-bar-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2017\/09\/29\/che-la-fusione-abbia-uno-scopo-piuttosto-che-uno-scopone-tra-quattro-amici-al-bar-2\/","title":{"rendered":"Che la fusione abbia uno scopo piuttosto che uno scopone tra quattro amici al bar"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-367\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/scopone.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"332\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/scopone.jpg 1095w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/scopone-300x200.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/scopone-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/scopone-768x512.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}Da mesi, come si sa, anche i cani di questa citt\u00e0 fanno un gran parlare dell\u2019inevitabilit\u00e0 della fusione tra i comuni di Corigliano e Rossano. Unico strumento, dicono in molti, cani compresi, per mettere insieme intenzioni e forze collettive oggi troppo diverse e disperse. L\u2019ipotesi, in s\u00e9, potrebbe anche essere interessante, se non fosse per un punto che sfugge per ora ai pi\u00f9: fare una fusione tra comuni cos\u00ec grossi \u00e8 di certo importante, ma ancora pi\u00f9 importante \u00e8 definirne lo scopo; non gi\u00e0 quello banale di salvare uffici decotti e intercettare nuovi e inutili finanziamenti o promuovere fulminee carriere a politici in decomposizione, ma quello di declinare gli obiettivi per cui le classi dirigenti delle due citt\u00e0 vogliono governare insieme un territorio cos\u00ec vasto e ricco. Da qui un governo cittadino, unico, capace di aggregare consenso su una specifica strategia di azione programmatica (tutta politica, intendiamoci). Lo diciamo, inascoltati, sin dai tempi dell\u2019area urbana e della provincia della Sibaritide, ma al momento di discuterne seriamente molti preferiscono irridere chi propone questo tipo di azione per far superare al territorio, delle due citt\u00e0, le sue criticit\u00e0. Per cui, finora, ha prevalso l\u2019idea, generalizzata, a non declinare in anticipo lo scopo della fusione: bisogna solo farla e in fretta; \u00e8 un\u2019occasione da non perdere; e poi si decider\u00e0 il da farsi. Questa maldestra vocazione, delle nostre miserabili e incolte classi dirigenti, al rinvio delle scelte cruciali, non fa altro che ricalcare la stessa implicita proposta (dateci la fusione, poi pensiamo noi a governarla) che porta a non anticipare alcuna proposta programmatica seria, credibile e innovativa. E non \u00e8 solo per colpa delle furbizie politiche; in fondo, tutta la cultura collettiva di questo territorio si ritrova insicura nel definire idee e scopi di governo per i prossimi anni. Alcuni scopi li abbiamo gi\u00e0 bruciati, soprattutto per non aver chiarito e specificato come si intendesse raggiungerli, per cui risulterebbe oggi pericoloso riproporli nei termini contraddittori, banali e inconsistenti del passato: una generica politica (tutta assistenziale e clientelare) per uscire dalla crisi economica; la fuffa della tutela dell\u2019ambiente e del territorio (per poi favorire inquinamento e abusivismo); l\u2019eterno e vago miglioramento delle infrastrutture e dei servizi (che dopo tanti investimenti sono ancora al punto di partenza); la balla della spending review e della lotta all\u2019inefficienza della burocrazia (sempre peggio); il trascurato principio di legalit\u00e0 e il confuso e spesso propagandistico contrasto alla criminalit\u00e0 pi\u00f9 o meno organizzata; e altro ancora. Non molti, \u00e8 probabile, dopo tutte le chiacchiere che sono state fatte in passato, ci costruirebbero sopra una citt\u00e0 unica di possibile successo. In realt\u00e0, la crisi della politica e della rappresentanza democratica \u00e8 troppo profonda per continuare a proporre scopi ormai consumati senza credibilit\u00e0 e un&#8217;adeguata carica di immaginario collettivo. Ci vorrebbe qualcosa di pi\u00f9 motivante, come \u00e8 avvenuto nei periodi in cui governo delle citt\u00e0 e popolo si sono fusi, nelle coscienze, per essere protagonisti dell&#8217;evoluzione socio-economica del territorio (come fu, negli anni 60 e 70 del secolo scorso, quando si dovette decidere sul tipo di sviluppo che avrebbe dovuto caratterizzare questo territorio). Occorre allora riproporre e vivere degli scopi e dei progetti forti<strong>, <\/strong>che abbiano una forte credibilit\u00e0 e una certa carica di immaginario collettivo. Non \u00e8 facile oggi pensarli come obiettivi programmatici; ma \u00e8 un compito non eludibile per una classe dirigente (politica, amministrativa, economica, culturale) colta, responsabile, che voglia corrispondere ai bisogni profondi di una societ\u00e0 stanca della crisi e del degrado; e che proprio per questo duplice condizionamento ha bisogno di stimoli forti e di obiettivi chiari, non di puro esercizio retorico, immaginario, manovrato o coalizzato del potere. Sarebbe a tal fine utile, per un sistema e un territorio che grazie alla fusione stanno ritrovando entusiasmo per i grandi temi politici e la sua dinamica spontanea (questo bisogna riconoscerlo), che non ci si facesse tentare da indebite personali fughe in avanti, astratte e magari dettate da interessi personali e truffaldini, che finora solo il sindaco di Corigliano, Geraci, ha capito; e che le classi dirigenti avessero il coraggio e la responsabilit\u00e0 di porsi il semplice ma complesso scopo di gestire i due grandi processi di lunga durata che caratterizzano questo territorio: da un lato, la lotta all\u2019illegalit\u00e0 e alle mafie (d\u2019ogni tipo, comprese quelle dei colletti bianchi); dall\u2019altro, la dinamica delle cinque\/sei filiere che, se affidate al mercato, anche globale, potrebbero farci potenza regionale e nazionale (agricoltura e artigianato di qualit\u00e0, enogastronomia, piccola e media industria d\u2019eccellenza, commercio, cultura e turismo); dedicandosi nel contempo al rinnovamento dei meccanismi e degli apparati decisionali, burocrazia compresa, senza il quale non si governa la quotidianit\u00e0 dei due processi di lunga durata sopra citati. Per alcuni pu\u00f2 essere poco, per altri troppo, ma \u00e8 bene che non si sfugga all\u2019assoluta necessit\u00e0 di elaborare scopi di governo del territorio ispirati da efficienza e mercato. \u00c8 la primaria necessit\u00e0 dei prossimi mesi. Solo cos\u00ec si potrebbe costruire una citt\u00e0 unica davvero bella, ricca e competitiva. Ecco perch\u00e9, delle fusioni affrettate e truffaldine possiamo, al momento, anche farne a meno. Perch\u00e9 cos\u00ec come sono, pi\u00f9 che uno scopo ci sembrano uno scopone tra quattro amici (coglioni e nullafacenti) al bar.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}Da mesi, come si sa, anche i cani di questa citt\u00e0 fanno un gran parlare dell\u2019inevitabilit\u00e0 della fusione tra i comuni di Corigliano e Rossano. Unico strumento, dicono in molti, cani compresi, per mettere insieme intenzioni e forze collettive oggi troppo diverse e disperse. 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