{"id":375,"date":"2017-10-14T13:25:29","date_gmt":"2017-10-14T13:25:29","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2017\/10\/14\/la-nuova-citta-chiamatela-coriglione-2\/"},"modified":"2017-10-14T13:25:29","modified_gmt":"2017-10-14T13:25:29","slug":"la-nuova-citta-chiamatela-coriglione-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2017\/10\/14\/la-nuova-citta-chiamatela-coriglione-2\/","title":{"rendered":"La nuova citt\u00e0? Chiamatela Coriglione"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-373\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/scroto.jpg\" alt=\"\" width=\"493\" height=\"251\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/scroto.jpg 750w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/scroto-300x153.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 493px) 100vw, 493px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}Gli ultimi eventi della campagna referendaria per la fusione hanno fatto passare in secondo piano, anche nell\u2019abbondante produzione dei nostri scritti, la questione del \u201cPartito del S\u00ec\u201d e della sua anomala influenza nella citt\u00e0 e nel suo assetto istituzionale. Cominciamo dalla fine: se ben ricordate ci fu un momento in cui il consenso delle istituzioni verso il processo di fusione fu incerto, e ci\u00f2 avvenne quando il sindaco di Corigliano e la sua maggioranza pensarono di ritirare la delibera d\u2019adesione al comune unico, forse perch\u00e9 avevano capito per tempo che quel processo, a differenza di com\u2019era stato pensato, aveva preso una piega truffaldina e improvvisata. L\u2019idea dur\u00f2 meno dello spazio di un mattino, ma bast\u00f2 a suggerire qualche riflessione sugli strani personaggi, soprattutto di sponda rossanese, che cominciarono a muoversi e a esercitare, nell\u2019ombra, forti pressioni su alcuni consiglieri di maggioranza, affinch\u00e9 cambiassero idea. Fu una situazione anomala. Ma anomala fu soprattutto la posizione di quei consiglieri, i quali invece di essere coerenti con quanto detto e votato in precedenza (durante il consiglio del 12 agosto) e di dovere riconoscenza a un sindaco che li aveva \u201cchiamati\u201d in politica, dandogli quella visibilit\u00e0 e quella funzione di classe dirigente che altrimenti mai avrebbero avuto, trattandosi di mezze calze, \u201criconobbero\u201d invece fedelt\u00e0, senza motivo alcuno, a un qualche patto finalizzato a facilitare il corso della fusione raffazzonata che abbiamo finora conosciuto, cos\u00ec da far pensare a una qualche funzione, per questi stessi consiglieri, di commissari liquidatori del comune di Corigliano. Fu una situazione vergognosa e imbarazzante, sulla quale non dovrebbe mancare l\u2019attenzione dell\u2019opinione pubblica cittadina, perch\u00e9 qui un bel pezzo della classe politica locale sta porgendo una mano ai vertici di un inquietante intreccio di poteri pi\u00f9 o meno forti che stanno cercando di mettere le mani sulla citt\u00e0 di Corigliano per chiss\u00e0 quali motivi. Ed \u00e8 cosa se non chiara, certo significativa lo scandaloso impegno, anche finanziario, con cui questi stessi poteri stanno cercando d\u2019ingraziarsi i coriglianesi per spingerli a dire s\u00ec alla fusione. Perch\u00e9 chi non ha interessi personali (come pu\u00f2 essere, ad esempio, un\u2019elezione a sindaco o in parlamento), spenderebbe mai cos\u00ec tanti denari e cos\u00ec tante energie, per convegni, manifesti, spazi pubblicitari, vele e quant\u2019altro, solo per fare il bene del territorio? La risposta sta nelle biografie e nelle facce degli stessi interessati a parlare, che far\u00e0 s\u00ec che i cittadini di Corigliano (e qui entriamo nel primo punto della nostra riflessione), che gli stanno ridendo dietro le spalle, vivano questa vicenda della fusione con disgusto. Per cui pensando di essere di fronte a un\u2019operazione sporca, elitaria, di vertici molto marginali e sputtanati della vita delle due cittadine, il popolo coriglianese potrebbe preparare quella che ci auguriamo sia, nelle urne, una batosta epocale. E a dimostrarlo potrebbero bastare i segnali che giungono tutte le volte che il cosiddetto Partito del S\u00ec si \u00e8 riunito o ha organizzato qualche manifestazione pubblica: a partecipare pi\u00f9 che il popolo (quello sovrano che dovrebbe dire s\u00ec o no col referendum) sono i pi\u00f9 accesi e fantasiosi esponenti dell\u2019oltranzismo \u201cdevozionale\u201d dei peggiori ambienti politici e clientelari. Infatti, la presenza di avvocati e medici (quelli pi\u00f9 sensibili alle pressioni di poteri forti e regionali) la dice lunga su un\u2019operazione da molti riconosciuta come pericolosa e oltretutto inutile per la citt\u00e0 di Corigliano. E se ci fossero dubbi sull\u2019inutilit\u00e0 della fusione basta leggere i giornali di questi giorni, che ci forniscono qualche non irrilevante (e questa volta utile) opinione degli storici regionali su quella che \u00e8 stata la fusione dei comuni di Sambiase, Nicastro e Sant\u2019Eufemia: un totale fallimento, poich\u00e9, a distanza di cinquant\u2019anni (per le cui celebrazioni non sono riusciti a trovare neanche un euro) di quella che doveva diventare la Brasilia della Calabria restano solo \u201ctre sedi comunali, tre monumenti ai caduti, tre cattedrali, tre santi patroni, tre centri storici, tre stadi e tre squadre di calcio. Ma niente che unifichi realmente quei tre comuni, nemmeno la sola strada dritta che dal centro storico di Nicastro arriva nel cuore di Sambiase\u201d. Un destino comune alla nostra citt\u00e0 unica, di cui abbiamo detto e scritto molte volte e su cui molto altro potremmo scrivere, magari ricordando che se questa brutta fusione dovesse poi farsi, il merito sar\u00e0 tutto da attribuire al Partito del S\u00ec e al suo bigottismo del culto della intangibilit\u00e0 della citt\u00e0 unica, quella che porter\u00e0 grande sviluppo al territorio, che ha avuto visibilit\u00e0 oltre il dovuto durante la battaglia per il referendum ed \u00e8 valso, comunque, a far dimenticare che questi bigotti sono stati e sono (in privato) i pi\u00f9 disinvolti nella quotidiana violazione di quei principi che dovrebbero stare alla base della fusione. Potremmo continuare a lungo. Una cosa per\u00f2 non possiamo e non dobbiamo dimenticarla: nel travagliato cammino che la nostra citt\u00e0 ha davanti a s\u00e9, l\u2019incombere invadente del Partito del S\u00ec \u00e8 un elemento con cui, chiunque non abbia gli occhi chiusi o dall\u2019ignoranza supponente o da interessi meschini, dovr\u00e0 fare i conti.&nbsp;E se alla fine questo Partito del S\u00ec dovesse vincere e far nascere questa citt\u00e0 unica, beh, che almeno la si chiami \u201cCoriglione\u201d, in omaggio ai coriglianesi, soprattutto altolocati, che si sono fatti abbindolare da quella che un giorno, non molto lontano, sar\u00e0 ricordata pi\u00f9 che altro come la Banda del S\u00ec. Auguri a tutti e figli maschi, giusto per restare in tema di coglioni.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}Gli ultimi eventi della campagna referendaria per la fusione hanno fatto passare in secondo piano, anche nell\u2019abbondante produzione dei nostri scritti, la questione del \u201cPartito del S\u00ec\u201d e della sua anomala influenza nella citt\u00e0 e nel suo assetto istituzionale. 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