{"id":461,"date":"2018-03-15T14:31:28","date_gmt":"2018-03-15T14:31:28","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2018\/03\/15\/dite-a-chi-ha-vinto-le-elezioni-che-solo-il-federalismo-puo-salvare-il-sud-3\/"},"modified":"2018-03-15T14:31:28","modified_gmt":"2018-03-15T14:31:28","slug":"dite-a-chi-ha-vinto-le-elezioni-che-solo-il-federalismo-puo-salvare-il-sud-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2018\/03\/15\/dite-a-chi-ha-vinto-le-elezioni-che-solo-il-federalismo-puo-salvare-il-sud-3\/","title":{"rendered":"Dite a chi ha vinto le elezioni che solo il federalismo pu\u00f2 salvare il Sud"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-451\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/scavisibari.jpg\" alt=\"\" width=\"510\" height=\"267\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/scavisibari.jpg 834w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/scavisibari-300x157.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/scavisibari-768x402.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 510px) 100vw, 510px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_direttore}Quando Giacinto Casciaro cominci\u00f2 la sua preziosa collaborazione con il periodico Progetto Sibari, da me diretto, scaten\u00f2 subito un putiferio con la proposta di Sibari provincia. Il clamore suscitato da decine di suoi articoli fu talmente forte che presto un gruppo di volenterosi, guidato dallo stesso Casciaro, diede vita all\u2019ambizioso comitato per l\u2019autonomia della Sibaritide, che non centr\u00f2 il suo obiettivo per un soffio, poich\u00e9, da quel momento, i governi d&#8217;istituire nuove province non ne vollero pi\u00f9 sapere. Ricordo che, all\u2019epoca, in polemica con lo stesso Casciaro, condivisi la decisione del governo, poich\u00e9 ritenevo che, in quella fase di vacche magre, di tutto si aveva bisogno tranne di nuovi enti, che, per curare attivit\u00e0 marginali (e clientelari), fagocitavano (e dissipavano) il denaro dei contribuenti e moltiplicavano, ancora di pi\u00f9, il ceto parassitario dello stato. Tuttavia, e approfittando di quello che sarebbe stato poi l\u2019epitaffio funebre di una delle tante battaglie di retroguardia combattute dalla nostra classe dirigente, lanciai una sfida coraggiosa e provocatoria: dissi che se proprio si voleva salvare il comitato per Sibari provincia che lo si trasformasse in un movimento politico, capace di sostenere un progetto federalista forte, competitivo, basato proprio sulle province (magari rivedendo i loro odierni irrazionali confini), in grado di rilanciare il Mezzogiorno e riportarlo al centro del dibattito politico. L\u2019idea, banalmente, era questa: se vogliamo migliorare i conti pubblici dobbiamo abbattere i costi dello stato. E uno dei modi migliori per farlo \u00e8 quello di ridurre trasferimenti e spesa pubblica, e nello stesso tempo snellire l\u2019apparato politico-burocratico con l\u2019abolizione di alcuni costosissimi enti intermedi (di spesa folle), che stanno tra lo stato centrale e il cittadino, a cominciare, per\u00f2, non dalle province, ma dalle regioni che, sostituendo a un centralismo statale asfissiante un centralismo regionale ai limiti della criminalit\u00e0, sono diventate il vero centro dello spreco e del malaffare nazionale. Al loro posto dovrebbe esserci un unico ente intermedio, che potrebbe essere proprio la provincia, alla quale riconoscere potest\u00e0 legislativa esclusiva, in tutte le materie che le sarebbero attribuite. Tra queste le pi\u00f9 importanti dovrebbero essere: la sanit\u00e0, l\u2019istruzione a tutti i livelli, una parte della giustizia e dell\u2019ordine pubblico, la previdenza, l\u2019assistenza sociale, la politica fiscale e l\u2019assetto istituzionale (potest\u00e0 statutaria) di ogni singolo ente. Il vantaggio sarebbe che le dimensioni di questo ente sarebbero sufficientemente grandi, in modo da ripartire il costo principale del suo funzionamento su un numero adeguato di persone, contenendolo, e sufficientemente piccole per consentire un controllo efficace dei cittadini sulle decisioni politiche locali. I vantaggi, soprattutto per il Sud, ad avere enti territoriali e decisionali intermedi cos\u00ec piccoli sarebbero stati notevoli. Infatti, tutte le istituzioni che avrebbero il potere di tassare e regolamentare la propriet\u00e0 e la vita dei cittadini, sarebbero sottoposte a due regole fondamentali: al principio di concorrenza tra gli stessi enti e al fatto che le decisioni, soprattutto le pi\u00f9 importanti, sarebbero prese sempre dall\u2019ente pi\u00f9 vicino al cittadino, aumentando cos\u00ec il controllo di quest\u2019ultimo sul governo. Senza trascurare l\u2019accettazione del principio di responsabilit\u00e0 da parte dei cittadini meridionali. Tutto il contrario di ci\u00f2 che avviene oggi con le regioni, veri centri di spreco e di malaffare, ormai sfuggiti a ogni controllo. Significherebbe, anche, che gli enti pi\u00f9 efficienti, sia in termini sociali sia economici (maggiore sicurezza e maggiore remunerazione degli investimenti), attrarrebbero pi\u00f9 capitali e pi\u00f9 residenti, mentre quelli meno efficienti li perderebbero. Ci sembra evidente che un governo locale che tassa e regola i suoi cittadini e le sue imprese pi\u00f9 dei suoi concorrenti, sar\u00e0 inevitabilmente soggetto ad emigrazione del lavoro, del capitale e degli individui (quindi dei cervelli), e cos\u00ec condannato alla perdita degli introiti fiscali futuri. Quanto poi al controllo che il cittadino potrebbe esercitare sul governo locale, ci sembra evidente che per le popolazioni locali \u00e8 molto pi\u00f9 facile essere informati sulle decisioni che vengono prese dalla classe politica e, inoltre, la ridotta dimensione della popolazione residente farebbe s\u00ec che la base su cui graveranno i costi delle scelte politiche sia pi\u00f9 piccola ed il costo pro-capite delle decisioni sia pi\u00f9 alto. Facciamo un esempio per capire. Immaginiamo una proposta di spesa dell\u2019ordine di cento milioni di euro, per la Sibaritide. Se il costo della spesa gravasse su tutti i cittadini italiani, il costo pro-capite sarebbe di soli 17,50 euro a testa. E\u2019 ovvio che, in questo caso, l\u2019incentivo che avrebbe il cittadino a controllare la spesa sarebbe davvero modesto. Se, invece, quella spesa gravasse su una popolazione di 300\/400 mila abitanti l\u2019incentivo che avrebbe ogni singolo cittadino a controllare che la spesa sia necessaria e giustificabile sarebbe molto pi\u00f9 alto. Tanto, troppo, per potersi permettere il lusso di disinteressarsi agli affari pubblici. Ma un decentramento del genere, basato sul principio di concorrenza, avrebbe anche il merito di contribuire al ricambio (e al miglioramento) della nostra classe dirigente, poich\u00e9 l\u00ec dove si verificassero condizioni sfavorevoli (sotto ogni aspetto) ci sarebbe una maggiore motivazione dei cittadini residenti a sbarazzarsi di chi ha governato male e ha contribuito a rendere l\u2019ente poco appetibile sotto l\u2019aspetto sia economico sia sociale. Sarebbe, questa, la conferma della democrazia intesa come il miglior strumento per sbarazzarsi pacificamente di una classe politica inetta.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_direttore}Quando Giacinto Casciaro cominci\u00f2 la sua preziosa collaborazione con il periodico Progetto Sibari, da me diretto, scaten\u00f2 subito un putiferio con la proposta di Sibari provincia. 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