{"id":467,"date":"2018-03-28T08:03:37","date_gmt":"2018-03-28T08:03:37","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2018\/03\/28\/la-lasagna-simbolo-di-un-sud-che-ha-fatto-sempre-schifo-2\/"},"modified":"2018-03-28T08:03:37","modified_gmt":"2018-03-28T08:03:37","slug":"la-lasagna-simbolo-di-un-sud-che-ha-fatto-sempre-schifo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2018\/03\/28\/la-lasagna-simbolo-di-un-sud-che-ha-fatto-sempre-schifo-2\/","title":{"rendered":"La lasagna: simbolo di un Sud che ha sempre fatto schifo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-464\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/lasagna.jpg\" alt=\"\" width=\"525\" height=\"256\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma _Federico Kliche de La Grange}Campeggia, in tante discussioni politiche sulla questione meridionale, alimentate dalle frange pi\u00f9 accese di un neo-borbonismo aggrappato al mito di primati del tutto immaginari del Mezzogiorno preunitario, l\u2019idea che l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia avrebbe creato le condizioni di inferiorit\u00e0 economica e civile del Sud rispetto al Nord, interrompendone cos\u00ec uno sviluppo ben avviato, e riducendone la popolazione alla miseria e all\u2019emigrazione. La verit\u00e0, invece, \u00e8 che l\u2019unificazione del 1861 ha sottratto il Meridione a un destino di depressione e di sottosviluppo, facendolo entrare stabilmente nella modernit\u00e0. Lo provano alcuni recenti studi, che, basati su dati statistici seri, dicono, ad esempio, che nelle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria, intorno al 1857 erano installati circa 350.000 fusi di cotone, mentre nel Regno delle Due Sicilie erano circa 70.000; nel 1866 i telai di lana erano 4.450 nelle regioni del Nord, contro i 1.640 del Sud; nel 1861 gli occupati dell\u2019industria metalmeccanica erano 7.231 nel Nord, contro 2.500 nel Sud; nel 1866 la produzione di cuoio era di 8.209 tonnellate nel Nord contro 4.083 nel Sud; la produzione di ferro era di circa 17.000-18.000 tonnellate al Nord contro circa 1.500 al Sud. Certo, l\u2019unificazione italiana ebbe luci e ombre, ma, appunto, anche luci. E\u2019 vero che per il Mezzogiorno aument\u00f2 il carico fiscale rispetto alla tenue fiscalit\u00e0 borbonica. E\u2019 vero che l\u2019estensione al Mezzogiorno del regime doganale liberista signific\u00f2 l\u2019abbattimento dall\u2019oggi al domani dell\u201980 per cento della barriera protettiva rispetto alla concorrenza estera (entr\u00f2 cos\u00ec in crisi buona parte del gi\u00e0 modesto apparato industriale meridionale sia nel settore siderurgico, cantieristico e meccanico, sia in quello della lana e del cotone). E\u2019 vero che con la vendita dei beni dell\u2019asse ecclesiastico ci fu un drenaggio di capitali dal Mezzogiorno al Nord: ma questo fenomeno si rivel\u00f2 un fattore di positiva trasformazione delle campagne del Mezzogiorno, perch\u00e9 gli acquirenti di quei terreni furono per lo pi\u00f9 esponenti della borghesia agraria meridionale, che ne elevarono, con ulteriori investimenti, produttivit\u00e0 e redditi, con ricadute positive per l\u2019intera agricoltura del Sud. Sicch\u00e9 si pu\u00f2 dire che nei primi decenni post-unitari la crescita della produzione agricola del Mezzogiorno fu pari, o di poco inferiore, a quella del Nord, grazie alle colture specializzate; e che in termini di reddito pro capite il divario Nord-Sud rimase sostanzialmente invariato nel primo ventennio unitario. Inoltre, il Sud progred\u00ec in misura apprezzabile anche in alcuni aspetti fondamentali della vita civile: nella lotta all\u2019analfabetismo, e soprattutto nella dotazione di infrastrutture ferroviarie, nella quale il recupero rispetto al Nord fu cospicuo. Nel 1866 la rete ferroviaria meridionale raggiunse i 4.000 km contro i 184 del dicembre 1861, e anche se quella settentrionale era passata nel frattempo da 2.336 a 8.080 km, ora il rapporto era di 2 a 1, mentre nel 1861 era di 13 a 1. Una vera e propria svolta si ebbe, per\u00f2, nel 1887, con l\u2019adozione da parte dell\u2019Italia della tariffa protezionistica, che introdusse un forte dazio sulle importazioni di grano e sui principali prodotti industriali: la componente pi\u00f9 dinamica della imprenditoria agricola e l\u2019intera societ\u00e0 meridionale pagarono un pesante tributo. Il crollo delle esportazioni causato dalla guerra commerciale scatenata dalla Francia colp\u00ec l\u2019olio di oliva (che scese dai 641.000 quintali esportati nel 1887 ai 378.000 del 1890), gli agrumi (che dai 2,3 milioni di quintali del 1887, crollarono a 1,4 milioni di quintali del 1891), il vino (le esportazioni si dimezzarono nel giro di un anno da 3,6 milioni di ettolitri nel 1887 a 1,8 milioni nel 1888, e poi si dimezzarono ancora fino a 936.000 ettolitri nel 1890). Una catastrofe, dunque, per il Mezzogiorno. Inoltre, esso fu costretto ad acquistare i prodotti industriali del Nord a prezzi pi\u00f9 alti rispetto a quelli dei prodotti stranieri sottoposti al dazio. Per la prima volta dall\u2019Unit\u00e0 il PIL meridionale ebbe un periodo di flessione e solo nel 1896 tocc\u00f2 nuovamente il livello del 1887. Negli anni successivi i governi italiani realizzarono grandi interventi nel Sud: nel 1904 la legge speciale per l\u2019incremento industriale di Napoli, che port\u00f2 alla creazione dello stabilimento siderurgico di Bagnoli; la legge speciale per la Basilicata (1902), per le province meridionali (1906), per la sistemazione idraulico-forestale dei bacini montani (1911). Furono costruiti altres\u00ec l\u2019acquedotto pugliese e la direttissima Roma &#8211; Napoli. Tutti questi sforzi per favorire l\u2019industrializzazione e creare infrastrutture e servizi, non modificarono per\u00f2 la differenziazione tra un Sud eminentemente agricolo &#8211; commerciale e un Nord industriale: tale differenziazione divenne un dato sistemico. E\u2019 superfluo dire che la prima guerra mondiale danneggi\u00f2 enormemente il Mezzogiorno; che il fascismo non \u201crisolse\u201d affatto la questione meridionale, come pure proclam\u00f2, bens\u00ec la aggrav\u00f2 con la sua politica demografica, che aument\u00f2 lo squilibrio popolazione-risorse. In realt\u00e0, un intervento massiccio, di straordinaria ampiezza, nel Mezzogiorno fu compiuto nel secondo dopoguerra dai governi democratici &#8211; cristiani coi loro alleati laici (a partire dai governi De Gasperi): attraverso la riforma agraria (che ebbe molti limiti, ma che liquid\u00f2 il vecchio ceto latifondistico, che aveva sempre avuto un ruolo fondamentale); attraverso la Cassa per il Mezzogiorno (che realizz\u00f2 bonifiche, irrigazioni, infrastrutture e opere pubbliche in genere, istruzione di base e tecnico-professionale). I risultati di questa politica verso il Mezzogiorno furono straordinari. La modernizzazione delle strutture civili avvenuta negli anni cinquanta e sessanta, oltre che favorire lo sviluppo dell\u2019agricoltura e dei consumi, cre\u00f2 i prerequisiti essenziali per l\u2019adozione, a partire dal 1957, di una linea strategica specificamente industrialista. Furono gli anni della motorizzazione di massa, alla quale anche il Mezzogiorno partecip\u00f2. E se il chilometraggio della rete stradale del Mezzogiorno era rimasto sostanzialmente invariato tra il 1910 e il 1951 (da 42.628 a 42.897 km), ora i km di strade costruite nel Sud furono quasi 5.000 (nel 1959 l\u2019estensione della rete meridionale giunse a 47.528 km), il che significava un aumento senza precedenti, in cos\u00ec pochi anni, sia in assoluto che per unit\u00e0 di superficie. Non restava quindi che la carta di una spinta straordinaria anche all\u2019industria, carta che fu giocata con la legge n. 634 del 1957, che introdusse una serie di incentivi (credito agevolato, contributi a fondo perduto, agevolazioni fiscali) e l\u2019obbligo per le imprese a partecipazione statale di riservare al Mezzogiorno almeno il 60 per cento dei nuovi investimenti e non meno del 40 per cento degli investimenti complessivi. Nacquero cos\u00ec nel Mezzogiorno aree di sviluppo industriale e nuclei di industrializzazione che furono stimolati anche da successivi provvedimenti, che trovarono la loro applicazione negli anni di massima crescita industriale che l\u2019Italia abbia mai conosciuto (il boom della fine degli anni cinquanta e dei primi anni sessanta).&nbsp;Questa trasformazione fu gravemente danneggiata da avvenimenti successivi: l\u2019interruzione del boom economico a causa di una dinamica salariale che, alla fine degli anni sessanta, super\u00f2 notevolmente la produttivit\u00e0, mettendo in crisi le aziende (il salario fu definito una \u201cvariabile indipendente\u201d, e su questa idiozia giuravano i nove decimi della sinistra italiana); la crisi petrolifera iniziata nel 1973; e, in anni a noi pi\u00f9 vicini, il disastro della riforma del titolo V della Costituzione, che cacci\u00f2 l\u2019Italia nel tunnel di una legislazione concorrente fra Stato e regioni, che resta ancor oggi uno degli ostacoli pi\u00f9 ingombranti sulla via della modernizzazione del Paese; e poi la terribile crisi economica iniziata nel 2008.&nbsp;E tuttavia, quanto \u00e8 stato seminato nel Mezzogiorno non \u00e8 andato perduto. Se \u00e8 vero che dal 2015 il PIL pro capite del Sud ha ripreso ad aumentare pi\u00f9 di quello del Centro-Nord. Ha confermato tale superiorit\u00e0 nel 2016, e conferma una crescita anche nel 2017. Con due elementi di solidit\u00e0 che non vanno persi di vista. Il primo \u00e8 che la ripresa del PIL \u00e8 stata accompagnata anche da un leggero aumento dell\u2019occupazione. Il secondo \u00e8 che, per la prima volta in misura consistente dagli anni novanta del secolo scorso, c\u2019\u00e8 stata una ripresa degli investimenti privati che ha compensato la contrazione degli investimenti pubblici.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma _Federico Kliche de La Grange}Campeggia, in tante discussioni politiche sulla questione meridionale, alimentate dalle frange pi\u00f9 accese di un neo-borbonismo aggrappato al mito di primati del tutto immaginari del Mezzogiorno preunitario, l\u2019idea che l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia avrebbe creato le condizioni di inferiorit\u00e0 economica e civile del Sud rispetto al Nord, interrompendone cos\u00ec uno sviluppo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":464,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-467","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/467","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=467"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/467\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/464"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=467"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=467"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=467"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}