{"id":480,"date":"2018-04-04T22:52:48","date_gmt":"2018-04-04T22:52:48","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2018\/04\/04\/provate-a-prenderla-sul-serio-questa-fusione-appunti-3\/"},"modified":"2018-04-04T22:52:48","modified_gmt":"2018-04-04T22:52:48","slug":"provate-a-prenderla-sul-serio-questa-fusione-appunti-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2018\/04\/04\/provate-a-prenderla-sul-serio-questa-fusione-appunti-3\/","title":{"rendered":"E ora provate a prenderla sul serio questa fusione. Appunti."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-477\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/coriglianorossano.png\" alt=\"\" width=\"513\" height=\"220\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}Mai avrei immaginato di dover prendere sul serio la fusione tra Corigliano e Rossano. Confesso di non averla mai pensata come cosa concreta, anche in tempi in cui le due citt\u00e0 sono state molto pi\u00f9 vicine di oggi. Per scacciare il pensiero mi bastava l\u2019idea (idiota) della Provincia della Sibaritide, ero pago della paranoia dell\u2019Area Urbana e le facce e le fogge di chi la proponeva per me parlavano da sole. Ora, per\u00f2, tutto \u00e8 cambiato, per via di una legge regionale imbecille e di un conseguente referendum \u201cdemocratico\u201d, con cui poco pi\u00f9 del 20 per cento degli elettori (su una popolazione di 80 mila abitanti), forse ingannanti dalle promesse di un manipolo di cialtroni e sciagurati, ha stabilito che bisogna fondersi e basta. Snobismo elitario, il mio, direte. Forse. Solo che ora, una volta finite le procedure truffaldine e il folklore, qui bisogna cominciare a prendere sul serio questa orribile faccenda della citt\u00e0 unica e proporre qualcosa, soprattutto dal punto di vista politico-culturale e dei principi che stanno alla base di una vera comunit\u00e0, che possa evitare che i cretini di turno facciano danni e pensino sciocchezze. Qui, intanto, ci sarebbe bisogno di gente pi\u00f9 seria e meno pecoreccia e caciarona di quella che abbiamo conosciuto, che abbia la capacit\u00e0 di dettare l\u2019agenda alla politica del territorio, in nome di una formula finalizzata a marginalizzare le proposte ridicole cui abbiamo assistito finora (tipo riapertura di tribunali, nuovi uffici e fondi pubblici per continuare a garantire chiu pilu pe\u2019 tutti), opportunismi e conservatorismi, di qualunque natura, e a ridare slancio alla nuova citt\u00e0 e a ci\u00f2 che la dovrebbe caratterizzare. Pensiamo che la formula sia molto semplice, e si racchiuda in una vera e propria rivoluzione culturale e morale, che sia soprattutto una rivoluzione di verit\u00e0, la quale pu\u00f2 partire solo da chi, superando in modo radicale e definitivo vecchie idee, vecchi steccati e vecchi contenitori della politica, abbia dimostrato di amare davvero questo territorio nella sua unicit\u00e0. Infatti, alla nuova citt\u00e0 servirebbe un manifesto politico-culturale cui aderire, che possa permettere a tanti uomini di buona volont\u00e0 e capacit\u00e0 di (ri)mettersi davvero in gioco, pensando non tanto a se stessi ma ai figli, ai nipoti, al domani. Un manifesto basato su pochi punti essenziali, il primo dei quali dev\u2019essere la verit\u00e0, che poi non \u00e8 altro che la capacit\u00e0 di una classe dirigente a descrivere correttamente la realt\u00e0, senza indugi. Infatti, provate a pensare che rivoluzione sarebbe la verit\u00e0 in politica, che ovviamente dovrebbe dare l\u2019esempio, oppure nelle aule dei tribunali, negli ospedali, nelle relazioni di lavoro come nelle case, nelle scuole come nelle professioni. Chi mente \u00e8 fuori. Il politico incapace e corrotto, il giudice inetto che gioca con la vita delle persone, l\u2019avvocato che ci marcia, il venditore disonesto, il medico incompetente. Insomma: per tutti nessuna piet\u00e0. Poi, altro principio, l\u2019amore, inteso come capacit\u00e0 di voler bene a questa nuova citt\u00e0 e di migliorare ci\u00f2 che la compone e la circonda, perch\u00e9 una classe dirigente illuminata, colta, persegue i propri interessi cercando di favorire anche gli altri, il cosiddetto interesse generale. Terzo punto, il principio di responsabilit\u00e0. Perch\u00e9 ognuno abbia consapevolezza delle proprie azioni. E\u2019 indegno assistere ancora allo spettacolo di uomini che non riescono ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0. Ho governato questa citt\u00e0, ma tanti mi hanno impedito di fare quel che avevo promesso; ho rubato ma l\u2019ho fatto perch\u00e9 ho moglie e figli affamati; ho corrotto e mi sono fatto corrompere perch\u00e9 c\u2019era da salvaguardare l\u2019azienda o addirittura la nobile arte della politica. E\u2019 ora di dire basta a questo ignobile teatrino. Occorre rimettere le cose a posto, affinch\u00e9 chi ha sbagliato paghi senza sconti o attenuanti. Quarto principio, l\u2019utilit\u00e0. Evitare l\u2019immobilismo e la pigrizia, rendendosi utili alla societ\u00e0, a iniziare da se stessi. Impegnarsi in tutto: nel lavoro come nella vita, prestando il proprio servizio anche a beneficio di chi ha davvero bisogno, come accade nel volontariato. Quinto, la qualit\u00e0, perch\u00e9 noi che siamo terra di bellezza e buongusto non possiamo accettare la sciatteria, le cose fatte male, la bruttezza, la volgarit\u00e0, il disordine. Abbiamo l\u2019obbligo di migliorare il giudizio critico in ogni aspetto della nostra vita. Sesto, il benessere. Non vergogniamoci di essere anche una citt\u00e0 del divertimento. Il divertimento non \u00e8 un reato, purch\u00e9 sia sviluppato nel rispetto degli altri e della citt\u00e0. Settimo, il merito, perch\u00e9 la nostra comunit\u00e0, d\u2019ora in poi, dovr\u00e0 reggersi sulla meritocrazia. A scuola come sul posto di lavoro, in politica come nell\u2019imprenditoria e nelle professioni o nel pubblico impiego. Basta con il livellamento verso il basso. Basta con la mentalit\u00e0 della raccomandazione, del favore, della prevaricazione, dell\u2019abuso, perch\u00e9 si pu\u00f2 essere figli anche del potente di turno, ma se sei un cretino non vai da nessuna parte e non sei utile a nessuno. Se si deve assegnare un lavoro, non si guardi pi\u00f9 alla tessera di partito o all\u2019amicizia condizionata dal ritorno di un utile. Sar\u00f2 un sognatore, sar\u00f2 anche un ingenuo, che di questi tempi crede ancora alla befana, ma un manifesto del genere, fatto di piccole e banali cose, aperto anche ad altre idee, potrebbe essere uno scossone per la nuova citt\u00e0 e la sua sonnolenta classe dirigente, perch\u00e9 formato da principi assoluti e condivisi. I quali dovrebbero spingerci a dire basta ai compromessi, alla mediocrit\u00e0, all\u2019ipocrisia dell\u2019arte d\u2019arrangiarsi. D\u2019ora in poi si star\u00e0 o di qua o di l\u00e0. Si dir\u00e0 s\u00ec o no, dentro o fuori. So della difficolt\u00e0 a far passare un\u2019idea del genere, specie in una realt\u00e0 come la nostra, in cui nessuno ha le palle per decidere e scegliere. Ma so di rivolgermi ancora a persone che vivono di autenticit\u00e0. Sar\u00e0 anche un\u2019\u00e9lite. Che interessa poco alla politica. Ma in fondo chissenefrega.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}Mai avrei immaginato di dover prendere sul serio la fusione tra Corigliano e Rossano. Confesso di non averla mai pensata come cosa concreta, anche in tempi in cui le due citt\u00e0 sono state molto pi\u00f9 vicine di oggi. 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