{"id":485,"date":"2018-04-07T08:41:44","date_gmt":"2018-04-07T08:41:44","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2018\/04\/07\/una-patente-per-votare-2\/"},"modified":"2018-04-07T08:41:44","modified_gmt":"2018-04-07T08:41:44","slug":"una-patente-per-votare-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2018\/04\/07\/una-patente-per-votare-2\/","title":{"rendered":"Una patente per votare"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-481\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/patente.jpg\" alt=\"\" width=\"430\" height=\"202\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/patente.jpg 700w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/patente-300x141.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_direttore}Karl Popper, che pensava alla democrazia come il governo sottoposto al controllo del popolo, non si \u00e8 mai chiesto chi avrebbe dovuto sottoporre il popolo a controllo, soprattutto di qualit\u00e0. Perch\u00e9 chi crede nella democrazia, nel senso che pensa sia l\u2019unico strumento per scegliere, e spesso cambiare, senza spargimento di sangue, la propria classe politica, aspirando anche a farne parte, dovrebbe sapere che questo strumento di civilt\u00e0 per poter ben funzionare dovrebbe essere utilizzato da un popolo maturo, partecipe, ben istruito, coscienzioso, informato, preparato, responsabile, nel senso che abbia senso civico e quindi consapevolezza di ci\u00f2 che fa nel momento in cui entra in un seggio. Ma questa, purtroppo, \u00e8 solo un\u2019idea, perch\u00e9 nella realt\u00e0 non sempre \u00e8 cos\u00ec, e ve lo spiego con un paradosso. Da noi, e come pensiamo avvenga in altre parti del mondo civile, per guidare un\u2019auto, esercitare una professione o solo aprire un negozio, occorre superare un esame, di abilitazione. Questo esame, dove pi\u00f9 dove meno, \u00e8 abbastanza selettivo. In politica, invece, che \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 importante della vita associativa, specie in paesi come il nostro in cui la presenza dello Stato \u00e8 a dir poco ossessiva e spesso dispotica, e quindi se la politica non la fai la subisci, nel senso che condiziona pesantemente la tua vita, si entra senza alcun esame. Infatti, chiunque soddisfi il requisito della nascita e, ovviamente, della cittadinanza, anche un cretino che non d\u00e0 valore alla democrazia e non sa ci\u00f2 che fa e dice, acquisisce automaticamente, al compimento dell\u2019et\u00e0 giusta, l\u2019elettorato attivo e passivo, e cio\u00e8 pu\u00f2 eleggere ed essere eletto, a qualunque livello, e determinare cos\u00ec le sorti di una nazione importante come l\u2019Italia, magari senza dimostrare ad alcuno che vuole farlo, che \u00e8 capace di farlo e magari farlo bene. Il risultato, purtroppo, di questa automaticit\u00e0 di un diritto cos\u00ec delicato, \u00e8 spesso avvilente, devastante, sgradevole, specie in zone culturalmente e socialmente povere e arretrate, come il Sud. Dove si assiste a tornate elettorali indecorose, in cui torme di cittadini, giovani e meno giovani, utilizzano il diritto di voto in maniera sconcertante, votando, spesso, senza avere consapevolezza di ci\u00f2 che fanno (nel senso che sono ignoranti e poco informati, non avendo nessun interesse per come vanno la politica e la cosa pubblica, che spesso giudicano inutili o noiose), per protesta, per frustazione, per invidia, per simpatia, per amicizia o addirittura per denaro o ricatto (magari di un datore di lavoro che sta sul libro paga di strani personaggi), fregandosene, ovviamente, del risultato, che spesso produce una rappresentanza istituzionale da vomito, com\u2019\u00e8 avvenuto alle ultime elezioni politiche, in cui per esprimere rabbia e insoddisfazione il Sud ha votato Cinquestelle, un partito che oltre a farci toccare il punto pi\u00f9 basso della nostra storia, ha ricette di politica economica assurde, che di certo non aiuteranno i meridionali a cambiare la loro esistenza da&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 16px;\">pezzenti<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">&nbsp;e schiavi. E allora se \u00e8 cos\u00ec, cosa non va? Dove si \u00e8 sbagliato. La democrazia ha fallito come strumento per selezionare la classe politica di un paese? Non lo sappiamo. Di certo c\u2019\u00e8 che \u00e8 sbagliato il metodo per attribuire l\u2019elettorato attivo e passivo, in questa democrazia. Che \u00e8 poi quella follia egualitarista per cui tutti, al di l\u00e0 delle motivazioni, della condizione mentale, culturale e sociale, devono partecipare indistintamente alla grande abbuffata democratica, senza badare a contenuti, meriti, capacit\u00e0, intelligenze, stimoli, valori. E allora? Cosa si dovrebbe fare, abolire la democrazia? Sotto certi aspetti non sarebbe poi una cattiva idea, visti i fallimentari esiti di tante elezioni, comprese le ultime. Ma se non vogliamo esagerare e limitarci solo a una provocazione, poich\u00e9 per questo cazzo di sistema qualche cretino c\u2019\u00e8 pure morto (per combattere contro chi delle perversioni e dei difetti della democrazia aveva capito gi\u00e0 tutto, in tempi non sospetti), potremmo pensare a ripristinare il filtro dei partiti (eliminato dal colpo di stato di Mani pulite, di cui l&#8217;attuale situazione \u00e8 figlia), chiedere allo Stato leggi per il ritorno al censo (con l&#8217;esibizione di stati di famiglia storici, redditi, curriculum professionali e scolastici) oppure di sottoporre il diritto di voto, quindi l\u2019esercizio dell\u2019elettorato attivo e passivo, a un esame, superato il quale si otterrebbe il diritto a votare e a farsi votare, magari con il rilascio di una specie di patente, da sottoporre, ovviamente, a periodica revisione. Se invece vogliamo stare pi\u00f9 coi piedi per terra, provocare un po\u2019 meno, e quindi essere pi\u00f9 realisti, basterebbe fare come negli USA, dove per poter votare bisogna manifestare la volont\u00e0 a esercitare tale diritto, andando a iscriversi nelle liste elettorali della propria citt\u00e0. Tutto qua. Probabilmente il solo fastidio di doversi recare in un ufficio pubblico a fare lunghe file per farsi inserire nelle liste elettorali, scoraggerebbe tanti, che votano senza sapere perch\u00e9, a partecipare a un rito che di certo non si addice agli imbecilli (e ai bifolchi).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_direttore}Karl Popper, che pensava alla democrazia come il governo sottoposto al controllo del popolo, non si \u00e8 mai chiesto chi avrebbe dovuto sottoporre il popolo a controllo, soprattutto di qualit\u00e0. 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