{"id":65,"date":"2016-03-30T08:13:52","date_gmt":"2016-03-30T08:13:52","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2016\/03\/30\/oddio-senza-facebook-sono-un-uomo-morto\/"},"modified":"2016-03-30T08:13:52","modified_gmt":"2016-03-30T08:13:52","slug":"oddio-senza-facebook-sono-un-uomo-morto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2016\/03\/30\/oddio-senza-facebook-sono-un-uomo-morto\/","title":{"rendered":"Oddio: senza Facebook sono un uomo morto"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-64\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/facebook.jpeg\" alt=\"\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" width=\"780\" height=\"325\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/facebook.jpeg 780w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/facebook-300x125.jpeg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/facebook-768x320.jpeg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 780px) 100vw, 780px\" \/><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\"><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">{module Firma_direttore}Lo ammetto: nell&rsquo;anno del Signore 2016 non ho ancora un profilo su Facebook, per cui agli occhi, meravigliati se non sconcertati, di molti miei amici e conoscenti sarei una specie di mostro psicopatico asociale. Lo confermerebbero (dicono) anche alcuni recenti studi, di non so bene quali scienziati (che evidentemente non hanno nulla di meglio da fare), che avrebbero sentenziato: non essere su un social-network presuppone qualche disturbo mentale o della personalit&agrave;. Accidenti che guaio, mi son detto, vuoi vedere che sono malato sul serio e non me ne sono accorto? <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Eppure, da profano e forse malato (per davvero) ho sempre pensato il contrario, e cio&egrave; che stare lontani da Facebook fosse salutare e che fossero proprio quelli che passano il loro tempo sui social-network ad avere qualche problema (esistenziale). Evidentemente mi sbagliavo, viste le autorevoli opinioni di scienziati che, per confermare questa loro bizzarra tesi, avrebbero scomodato persino alcuni mostri della cronaca recente, divenuti pericolosissimi serial killer forse perch&eacute; non stavano su Facebook. Per cui tali professoroni, pare americani, avrebbero dichiarato che le cosiddette amicizie virtuali sono cosa buona, giusta e necessaria, perch&eacute; condurrebbero &ldquo;ad aumentare la consapevolezza di s&eacute; e a provare emozioni positive&rdquo;. Che bello. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Quindi, chi non ha un profilo Facebook, con le foto della recente gita al mare, della scampagnata in montagna, del compleanno dei figli, dei gioielli che il maritino innamorato perso regala alla moglie (magari racchia e arpia) a ogni occasione, che riempie di puttanate, banalit&agrave;, con totale spregio oltre che dell&rsquo;intelligenza altrui anche della lingua italiana, &egrave; perch&eacute; &egrave; malato o addirittura ha qualcosa da nascondere (dicono gli scienziati). Cos&igrave; come se non esprimi un inutile &ldquo;mi piace&rdquo; a qualsiasi commento idiota tu legga (anche di personaggi autorevoli) c&rsquo;&egrave; chi sostiene che saresti uno stronzo qualunque, figlio di puttana e di quel Qualunquismo di cui gran parte degli utenti di Facebook ignora il significato. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Benissimo, vorr&agrave; dire che d&rsquo;ora in poi, io che ho collezionato centinaia di buone amicizie grazie alla strada, all&rsquo;oratorio, alla scuola e a qualche bar malfamato e sgarrupato, che ho frequentato e frequento tuttora, sarei una persona pericolosissima. Per cui quando m&#8217;incontrate per strada statemi lontani, potrei da un momento all&rsquo;altro esplodere di rabbia e accoltellarvi, per via della mia personalit&agrave; oscura ed equivoca, altro che solare e sociale. Se dovessi poi entrare in qualche locale affollato di politici in riunione bestemmiando e gettando vagonate di letame addosso a tutti, sar&agrave; perch&eacute; non ho un profilo su Facebook e non perch&eacute; la classe politica di questo paese mi disgusta a tal punto da gettarla nel suo habitat naturale. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Ma bando alle chiacchiere e alle provocazioni, che fanno male poich&eacute; &egrave; provocatorio tutto ci&ograve; che gli altri non comprendono, perch&eacute; comprenderlo metterebbe in crisi il loro sistema di falsi valori e di menzogne, devo dire che poco tempo fa, quando abbiamo deciso di far debuttare Lo Strappo Quotidiano su Facebook, pensavo che attraverso lo strumento dei social si potessero conoscere le opinioni di tante persone intelligenti e colte, che si confrontavano su cose decisamente serie. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0.0001pt; line-height: normal;\"><span style=\"font-size: 12pt; font-family: 'Times New Roman','serif';\">Pia illusione, poich&eacute; in poco tempo nessuno dei nostri ospiti si &egrave; intrattenuto su argomenti importanti. Il nostro profilo &egrave; rimasto vuoto, mentre i loro sono rimasti pieni come prima: uno stupidario immondo pieno di cose cretine e banali, di insulti, di diari e foto demenziali di vere nullit&agrave;, fatto da casalinghe disperate, magari anche un po&#8217; zoccole, false acculturate in crisi d&rsquo;identit&agrave; e gente depressa, sciocca e anonima, che nell&rsquo;illusione di sentirsi re per una notte commentano ogni cosa riguardi la loro stupida e vuota esistenza, raccontando le proprie giornate grigie, noiose e inutili, che prendono dannatamente sul serio; un indegno lacrimatoio, in cui parenti, amici d&rsquo;infanzia, compagni di scuola e persino prime fidanzatine, che ti hanno perso di vista, poich&eacute; con enormi sacrifici sei riuscito finalmente a mollarli, ti cercano e ti rincorrono, magari per offrirti un&rsquo;amicizia virtuale dai toni patetici se non pietosi, perch&eacute; spesso questi amici e parenti a distanza di anni li ritrovi pi&ugrave; brutti, pi&ugrave; piagnucolosi e pi&ugrave; cretini che mai. E allora, se questo sciocchezzaio &egrave;, secondo gli esperti, il vademecum della buona salute (mentale), per la prima volta sono felice e contento di essere malato (e pazzo). Grave. Perso. E talmente pazzo da dar ragione persino a Umberto Eco, uno che non ho mai stimato. Il quale diceva che Facebook era riuscito nell&rsquo;impresa di dare diritto di parola a milioni di cretini. Un oracolo, fidatevi. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_direttore}Lo ammetto: nell&rsquo;anno del Signore 2016 non ho ancora un profilo su Facebook, per cui agli occhi, meravigliati se non sconcertati, di molti miei amici e conoscenti sarei una specie di mostro psicopatico asociale. 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