{"id":720,"date":"2018-11-08T14:18:09","date_gmt":"2018-11-08T14:18:09","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2018\/11\/08\/la-fusione-dell-odio-e-del-rancore-4\/"},"modified":"2018-11-08T14:18:09","modified_gmt":"2018-11-08T14:18:09","slug":"la-fusione-dell-odio-e-del-rancore-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2018\/11\/08\/la-fusione-dell-odio-e-del-rancore-4\/","title":{"rendered":"La fusione dell&#8217;odio e del rancore"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-704\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/rancore.jpg\" alt=\"\" width=\"476\" height=\"191\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}Un mio caro amico ingegnere mi dice che si \u00e8 rotto le palle, e ha ragione. Gli parlano sempre della fusione le faccette di cazzo dei suoi amici e parenti, e lui, che non vuole proprio saperne di questa stronzata del comune unico, presentata come cosa buona e giusta, lui che non vuole essere incollato con banale e micragnosa insistenza ai clich\u00e9 degli stupidi e intolleranti fusionisti, che spesso lo circondano e lo insultano, li manda comodamente a fare in culo. E fa bene, aggiungo io. E\u2019 una reazione naturale, spontanea, che ci fa capire quanto ormai la fusione ci sia sfuggita di mano, perch\u00e9 da fatto storico o pi\u00f9 semplicemente politico-istituzionale sta diventando una cultura o addirittura un\u2019ideologia. E se come fatto storico di questa oscena fusione sappiamo gi\u00e0 tutto, a cominciare dall\u2019origine, dovuta alla volont\u00e0 dei rossanesi di salvarsi il culo, nel senso di salvare, grazie al peso politico e contrattuale che potrebbe avere una citt\u00e0 molto pi\u00f9 grande e popolosa della Rossano attuale, i loro quattro stracci di uffici, tribunale in primis, che li sfamano, contando sull\u2019aiuto della cosiddetta borghesia coriglianese, sempre pronta a vendere il culo al nemico, ci\u00f2 che non sappiamo, invece, sono le conseguenze che la fusione pu\u00f2 avere sulla nostra democrazia e sul nostro tessuto sociale. Infatti, viste le reazioni insulse e incontrollate, se non rabbiose, di molti suoi estimatori, c\u2019\u00e8 il rischio che possa trasformarsi, come abbiamo gi\u00e0 detto, in un\u2019ideologia, che, come tutte le ideologie, \u00e8 un legno torto che pu\u00f2 essere usato per scopi prettamente personali e avere perfino un aspetto violento, intollerante e criminale, divisivo (come sta avvenendo, ad esempio, tra i dipendenti comunali, ormai gli uni contro gli altri armati, o tra alcuni miei cari amici che mi hanno quasi levato il saluto), specie quando, attraverso un insopportabile profilo retorico, che la trasforma in un obbligo civico o addirittura in una religione civile, una sorta di pensiero unico dominante, potrebbe servire a cancellare, oltre che le tracce di fallimenti professionali e di precedenti imbarazzanti per una quantit\u00e0 di malinconici personaggi, ogni traccia di opposizione, di dissenso, di libert\u00e0. Ma, a tutto questo, nessuno si oppone. Neanche le nostre imbarazzanti e infide classi dirigenti, immobili per vilt\u00e0 o pi\u00f9 semplicemente perch\u00e9 non hanno le palle e la cultura sufficienti per reagire e aprire un dibattito serio, duro, capace di far capire ai quattro cretini fusionisti e intolleranti di oggi che criticare o osteggiare una fusione che non \u00e8 sentita, perch\u00e9 non \u00e8 identit\u00e0, memoria, tradizione, vissuto comuni, \u00e8 anche un rispettabilissimo modo di essere di tanti, forse della maggioranza degli abitanti di questa citt\u00e0, forse. Ecco perch\u00e9 chi sostiene la fusione deve essere dunque cauto e tollerante, e anche pi\u00f9 educato e meno ipocrita, in nome dei criteri essenziali di un paese libero e democratico, quali la critica, anche di s\u00e9 stesso, il dissenso, che non possono essere mai messi fuorilegge o ostracizzati con metodi forzosi, violenti, volgari, nonostante rispettino le regole intrinseche del vivere libero e del coesistere civile. Il mio amico ingegnere ha dunque fatto bene a dire che si \u00e8 rotto le palle, ha tutta la nostra solidariet\u00e0, la nostra stima, perch\u00e9 il fastidio per il dissenso squalifica chi lo prova, specie oggi, in una societ\u00e0 aperta che spesso ha dimenticato i suoi valori fondanti oltre che s\u00e9 stessa. E\u2019 solo un occhiolino strizzato in favore del nostro amico e di quanti, e sono molti, combattono ancora oggi per bloccare una fusione che sarebbe insultante per le popolazioni e le vocazioni di questo territorio, con tutto il loro carico di miseria e nobilt\u00e0. Un mezzuccio demagogico scoperto e solo molto irritante, tipico di certi ambienti rossanesi. Poi che ci siano dei dementi che qui a Corigliano accettino che uno tra quattro o cinque banali, incapaci, ipocriti e stupidi personaggi, che pensano alla fusione come un evento per fare carriera, acchiappare qualche soldo e per far parlare tutta l\u2019Italia, pensa di diventare sindaco della nuova citt\u00e0, \u00e8 un prosternarsi dei coriglianesi alla loro inaudita imbecillit\u00e0. Emmanuel Kant, nel libro \u201cScritti politici\u201d, che i nostri fusionisti forse leggono ma non capiscono, scrive: \u201cIl capo supremo deve essere giusto per se stesso e tuttavia essere un uomo. Da un legno storto come\u2019\u00e8 quello di cui l\u2019uomo \u00e8 fatto non pu\u00f2 uscire nulla di interamente diritto\u201d. Questa \u00e8 l\u2019essenza di una societ\u00e0 libera, cari capetti o meglio, teste di cazzo della fusione.&nbsp;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}Un mio caro amico ingegnere mi dice che si \u00e8 rotto le palle, e ha ragione. 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