{"id":758,"date":"2019-01-02T13:41:11","date_gmt":"2019-01-02T13:41:11","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2019\/01\/02\/il-caso-buonofiglio-e-la-patetica-lettera-della-giovane-indignata-3\/"},"modified":"2019-01-02T13:41:11","modified_gmt":"2019-01-02T13:41:11","slug":"il-caso-buonofiglio-e-la-patetica-lettera-della-giovane-indignata-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2019\/01\/02\/il-caso-buonofiglio-e-la-patetica-lettera-della-giovane-indignata-3\/","title":{"rendered":"Il caso Buonofiglio e la patetica lettera della giovane indignata"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-753\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/mafia.JPG\" alt=\"\" width=\"472\" height=\"205\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma _Teodoro F. Klitsche de La Grange}Colpirne uno per educarne nessuno: che applicato all\u2019omicidio Longobucco e al fenomeno mafioso significa colpire Fabio Buonofiglio, per educarne probabilmente nessuno. Questa \u00e8 la morale della patetica lettera che una ragazza di Corigliano ha scritto al direttore di Altrepagine, per manifestare la propria indignazione verso la pubblicazione di un\u2019altra lettera, in cui una donna coriglianese ha presentato il boss appena ucciso come persona coerente e tutto sommato con una propria umanit\u00e0. Fine del riassunto, che per\u00f2 fa gi\u00e0 capire molte cose. In attesa di capirne altre, apprendiamo che qualche giovinastro, in queste ore, tra una festa e l&#8217;altra, sta cercando di indignarsi per la presenza mafiosa sul nostro territorio. E\u2019 la scoperta dell\u2019acqua calda, poich\u00e9 non c\u2019\u00e8 giovane che a parole non l\u2019abbia gi\u00e0 detto, solo che, crescendo, questi giovani hanno poi dimenticato tutto, compresa la coerenza. Quella che ha contraddistinto la vita di Longobucco, appunto. Da qui la prima domanda: a che serve tutto ci\u00f2? E soprattutto, a che serve prendersela con le persone sbagliate? Noi lo sappiamo, a che serve: a un cazzo, e perdonate se usiamo una parola cos\u00ec forte. Se i giovani fossero per davvero disgustati, coraggiosi e coerenti, la loro indignazione e il loro disgusto dovrebbero indirizzarli alle persone giuste e cio\u00e8 ai membri della classe dirigente locale, cui magari appartiene la famiglia della giovane lettrice di Altrepagine, che da anni, a differenza di Buonofiglio, si lasciano sottomettere da uomini dal livello culturale e morale bassissimo. Uomini che seppur apparendo scaltri, inafferrabili, geni del male, diabolici e, spesso, ricchi, in realt\u00e0 valgono poco. Ce ne rendiamo conto ogni qualvolta abbiamo a che fare con un mafioso. Sei sconcertato dal trovarti di fronte uomini dai modi rudi, abilissimi a commettere reati odiosi, che magari non sanno leggere e scrivere e che spesso per scelta conducono esistenze miserabili, primitive, magari in campagne mal coltivate, in case orrende, male arredate, senza alcuna traccia di lusso, zero confort, nessun simbolo del potere attribuitogli, che \u00e8 quello di boss che, facendo cagare sotto fior di galantuomini, dominano interi territori, determinandone i tragici destini. Come avviene al Sud, in generale: una miniera d&#8217;oro non sfruttata per imbecillit\u00e0 e codardia della classe dirigente, dove, con uomini, coste, paesaggi, intelligenze e cultura eccellenti, \u00e8 sorprendente rilevare come la gente muoia di fame o campi di espedienti, in certi casi criminali, e di impiego pubblico, il che \u00e8 lo stesso, giacch\u00e9 gli investimenti privati se ne stanno alla larga, proprio a causa di una criminalit\u00e0 efferata. Dicono che la mafia sia un fenomeno da interpretarsi in chiave storica. Forse \u00e8 vero, ma oggi a me sembra una faccenda di cui pi\u00f9 che gli storici si debbano occupare magistrati, carabinieri e soprattutto psichiatri, che dovrebbero analizzare la nostra classe dirigente, che da anni non riesce a rispondere al quesito pi\u00f9 inquietante che la criminalit\u00e0 organizzata pone all\u2019intero Sud, che \u00e8 il seguente: se i capi della mafia sono ignoranti, cafoni e spietati come appaiono, perch\u00e9 sono in grado da lustri e lustri di farla franca e sottomettere intere aree del nostro territorio, impoverendole? Ci\u00f2 \u00e8 forse il segno che nessuno ha mai pensato di combatterla seriamente questa criminalit\u00e0 e tutto ci\u00f2 sembra paradossale, perch\u00e9 se la mafia, com\u2019\u00e8 scritto nei racconti dei mafiologi, ha la testa dei boss che abbiamo conosciuto, allora vuol dire che tanto difficile da mozzare non dovrebbe essere. Per cui la conclusione \u00e8 solamente una: se uomini cos\u00ec bassi riescono da tanto tempo a tenere in pugno un territorio vastissimo e a sfuggire alla giustizia, significa che coloro i quali li combattono invano sono pi\u00f9 bassi ancora.\u00a0Cos\u00ec come risulta di basso livello il fatto che seppur siano trascorsi tantissimi anni da quando il fenomeno mafia ha cominciato a interessare pesantemente il Sud, siamo ancora qui a discuterne negli stessi noiosi modi. Ci\u00f2 vuol dire che il bandolo della matassa \u00e8 introvabile. Gli esperti si imbrigliano in dibattiti sterili. Servizi televisivi. Ricostruzioni giornalistiche lacunose. Libri su libri. Analisi politiche approssimative. Un oceano di parole inutili in cui la verit\u00e0 affoga. Come qui da noi, dove negli ultimi giorni tiene banco il solito omicidio eccellente, forse voluto da chi intende mettere le mani sul territorio, chi lo sa. Roba vecchia e noiosa, di cui tutti hanno memoria. Verit\u00e0 o bugie? A dire il vero non ce ne frega un cazzo. Vorremmo soltanto che la criminalit\u00e0 organizzata smettesse di essere argomento retorico, di cui molti saccenti della nostra classe dirigente si servono per far passare l\u2019idea che la mafia \u00e8 un piccolo problema e che loro con la mafia non c\u2019entrano e che almeno due terzi della societ\u00e0 meridionale sono perbene, poich\u00e9 ignorano malcostumi e nefandezze della criminalit\u00e0. Quest\u2019aspirazione della maggioranza dei calabresi di non essere confusa con una minoranza che delinque su \u201cscala industriale\u201d pur essendo legittima non \u00e8 condivisibile. Dicono, che insistere nel mettere a fuoco una questione marginale, per quanto grave, quale la mafia, contribuisca allo sputtanamento di tutto il Sud, dipinto all\u2019esterno come un nido immenso di vipere dove trovare un onesto \u00e8 impresa sovrumana. \u00c8 vero, ma \u00e8 anche vero che il vivaio della mafia \u00e8 qui ed \u00e8 qui che bisogna agire per eliminarlo e se la classe dirigente locale fa poco o niente per ripulire queste acque vuol dire che in qualche modo ne \u00e8 complice. Ecco perch\u00e9 fanno bene coloro i quali dicono che questo \u00e8 un affare tutto nostro, che possiamo sbrogliare solo noi, meridionali. Anche se, con la classe dirigente che ci ritroviamo, difficilmente ci riusciremo. Forse perch\u00e9 vogliamo che prevalga lo status quo, che in fondo fa comodo a tutti, giovani indignati compresi. Perci\u00f2, ce lo teniamo. Noi, scribacchini, per ora, non ci possiamo fare niente, al di l\u00e0 di qualche articolo politicamente scorretto, compresa la pubblicazione di lettere come quella ricevuta da Altrepagine. Perci\u00f2 auguri e felice anno nuovo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma _Teodoro F. Klitsche de La Grange}Colpirne uno per educarne nessuno: che applicato all\u2019omicidio Longobucco e al fenomeno mafioso significa colpire Fabio Buonofiglio, per educarne probabilmente nessuno. Questa \u00e8 la morale della patetica lettera che una ragazza di Corigliano ha scritto al direttore di Altrepagine, per manifestare la propria indignazione verso la pubblicazione di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":753,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-758","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/758","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=758"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/758\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/753"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=758"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=758"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=758"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}