{"id":829,"date":"2019-03-22T09:36:25","date_gmt":"2019-03-22T09:36:25","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2019\/03\/22\/non-lasciate-l-agricoltura-nelle-mani-degli-agricoltori-sono-pericolosi-3\/"},"modified":"2019-03-22T09:36:25","modified_gmt":"2019-03-22T09:36:25","slug":"non-lasciate-l-agricoltura-nelle-mani-degli-agricoltori-sono-pericolosi-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2019\/03\/22\/non-lasciate-l-agricoltura-nelle-mani-degli-agricoltori-sono-pericolosi-3\/","title":{"rendered":"Non lasciate l&#8217;agricoltura nelle mani di questi agricoltori: sono pericolosi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-591\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/clementine.jpg\" alt=\"\" width=\"348\" height=\"197\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/clementine.jpg 1060w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/clementine-300x170.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/clementine-1024x580.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/clementine-768x435.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 348px) 100vw, 348px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_redazione}Com\u2019era prevedibile che fosse, la protesta dei pastori sardi \u00e8 riuscita a scatenare gli appetiti dei nostri agrumicoltori, i quali cominciano a rumoreggiare e a chiedersi, alla maniera dei produttori di latte, se sia possibile che il mercato paghi le clementine a un prezzo che non \u00e8 neppure in grado di remunerare i costi di produzione. Alcuni anni fa, dicono gli stessi produttori, il principale prodotto del nostro territorio era pagato a prezzi molto pi\u00f9 alti di quelli attuali. Il prezzo ha iniziato a calare gi\u00e0 da tempo, soprattutto dopo l\u2019ingesso della grande distribuzione e dei concorrenti stranieri: a fronte di una produzione molto abbondante, il calo delle vendite ha colpito gli agrumicoltori nell\u2019immaginazione e nel portafoglio. C\u2019\u00e8 un che di paradossale, nella difficolt\u00e0 di aggiustare domanda e volumi di produzione per quel che riguarda un prodotto che definire \u201cmaturo\u201d \u00e8 poco e che tutto \u00e8 fuorch\u00e9 esposto ai marosi della \u201cdistruzione creatrice\u201d. Non c\u2019\u00e8 nulla di paradossale, ma molto di antico, nella velocit\u00e0 con cui i produttori locali sarebbero pronti a chiedere al governo nazionale di rispondere alle loro preoccupazioni come hanno fatto per i loro colleghi sardi. Si accontenterebbero, oltre che della limitazione delle importazioni (soprattutto dai paesi del Nordafrica, che avendo costi di produzione molto bassi riescono ad abbattere i prezzi) e della disponibilit\u00e0 di fondi, tanto per cambiare, anche dell\u2019impegno del governo a fissare un prezzo minimo garantito per le clementine (cosa questa peraltro non consentita dalla legge), da raggiungere anche attraverso sovvenzioni pubbliche. Come si comprende questa, per il governo e il settore, sarebbe una strada molto pericolosa, poich\u00e9 non aiuterebbe l\u2019offerta ad adeguarsi alla domanda. In prima battuta, perch\u00e9 non consente ai nostri produttori di comprendere l\u2019origine del problema e correggere le proprie decisioni di produzione. L\u2019idea, al contrario, \u00e8 che il problema non esista e l\u2019approccio giusto sia contrastare in ogni modo il destino cinico e baro. I prezzi sono una componente essenziale di quel sistema di comunicazione che \u00e8 il mercato: non sono giusti o sbagliati, non vanno sostenuti o corretti. Vanno letti, vanno interpretati. Alzandosi o abbassandosi, segnalano che qualcosa \u00e8 cambiato: nelle produzioni, nelle preferenze dei consumatori, e via dicendo. Anche quando viene bloccato, per legge, \u201cun\u201d prezzo, non \u00e8 possibile fare lo stesso con tutti gli altri: coi prezzi degli strumenti e dei beni che vengono utilizzati per produrre una certa merce, coi prezzi dei beni che possono potenzialmente sostituire quello calmierato. Si ragiona come se una produzione fosse un mondo a s\u00e9: cosa che, a tutti gli effetti, non pu\u00f2 essere e non \u00e8. E\u2019 improbabile che questo aiuti a rendere pi\u00f9 efficienti i processi. Se gli agrumicoltori hanno prodotto \u201ctroppo\u201d e hanno pertanto dovuto incassare prezzi al di sotto delle loro aspettative, non possono non riflettere su una programmazione che \u00e8 risultata, ai loro stessi fini, sbagliata. Se il governo blocca il prezzo di vendita, produttori e trasformatori non avranno alcun interesse a cambiare il loro comportamento: si andr\u00e0 avanti alla stessa vecchia maniera, nella certezza che l\u2019anno prossimo, di nuovo, al momento del bisogno si potr\u00e0 bussare alla porta del governo. In seconda battuta, perch\u00e9 tranquillizza l\u2019intero settore agricolo che a fronte di un problema di programmazione (o scarsa innovazione) lo stato sar\u00e0 in grado di somministrare una cura palliativa. In pratica, intervenendo a favore dei pastori sardi, il governo sta dicendo anche ai nostri agrumicoltori che, se avranno problemi, lo stato sar\u00e0 l\u00ec pronto a saldare il conto. Con due vittime: i contribuenti, ancora una volta chiamati alla nazionalizzazione delle perdite di alcune imprese; e gli agricoltori stessi, indotti a produrre beni per i quali non c\u2019\u00e8 domanda sufficiente e quindi spinti su una strada che, prima o poi, scopriranno essere un vicolo cieco.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_redazione}Com\u2019era prevedibile che fosse, la protesta dei pastori sardi \u00e8 riuscita a scatenare gli appetiti dei nostri agrumicoltori, i quali cominciano a rumoreggiare e a chiedersi, alla maniera dei produttori di latte, se sia possibile che il mercato paghi le clementine a un prezzo che non \u00e8 neppure in grado di remunerare i costi [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":591,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-829","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/829","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=829"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/829\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/591"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=829"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=829"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=829"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}