{"id":859,"date":"2019-05-27T11:58:24","date_gmt":"2019-05-27T11:58:24","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2019\/05\/27\/per-il-sindaco-ha-votato-solo-il-62-per-cento-che-entusiasmo-2\/"},"modified":"2019-05-27T11:58:24","modified_gmt":"2019-05-27T11:58:24","slug":"per-il-sindaco-ha-votato-solo-il-62-per-cento-che-entusiasmo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2019\/05\/27\/per-il-sindaco-ha-votato-solo-il-62-per-cento-che-entusiasmo-2\/","title":{"rendered":"Per il sindaco ha votato solo il 62 per cento. Che entusiasmo per la citt\u00e0 unica"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-850\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/urna.jpg\" alt=\"\" width=\"344\" height=\"191\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_redazione}Non c\u2019\u00e8 dubbio che il dato pi\u00f9 rilevante delle elezioni del sindaco e del consiglio comunale della citt\u00e0 unica sia la bassa affluenza dei votanti: 62 per cento a fronte di un 69 alle europee. Contrariamente a quanto spesso si sente dire, dubito che la questione sia una disaffezione verso la politica in senso assoluto. Chesterton diceva che non si pu\u00f2 parlare che di politica, di religione e, aggiungeremmo noi, di calcio. Tuttavia, come si pu\u00f2 facilmente verificare al bar, dal barbiere, nei negozi, la gente continua a parlare di politica, soprattutto dopo la fusione dei comuni di Corigliano e Rossano. Il problema, per\u00f2, \u00e8 che cosa dice della politica e come ne parla. Non \u00e8 vero neanche che la gente non vada a votare per indifferenza e rassegnazione. Si va a votare quando lo si ritiene importante. Succede in ogni democrazia: il popolo vota quando sa che c\u2019\u00e8 di mezzo qualcosa di importante. Come avviene per quelli che vivono in un paese di poche anime e si sono candidati a sindaco due signori popolarissimi l\u2019uno e l\u2019altro. In un\u2019elezione come quella della citt\u00e0 unica, invece, il problema vero \u00e8 che per buona parte degli elettori l\u2019astensione \u00e8 stata una forma punitiva perch\u00e9 non hanno ritenuto importanti e forse credibili il progetto di fusione, le persone e le questioni decisive per i politici candidati. Ma, ci si chiede, punire di che cosa? Il giudizio di strada sul fatto che \u201canche con la nuova citt\u00e0 non cambier\u00e0 niente\u201d \u00e8 stato molto diffuso, ed \u00e8 forse quello che conclude la maggioranza dei discorsi sulla politica. L\u2019idea che sia solo l\u2019espressione di incapacit\u00e0 di giudicare o dei ritardi con cui sono state consegnate le tessere elettorali, che ha frullato nella mente di alcuni, non mi pare una strada molto seria dal punto di vista di un osservatore desideroso di capire. La percezione che la gente ha della politica resta purtroppo quella, non banale come sembra, di un mondo chiuso in se stesso e autoreferenziale, che alla fine impone a tutti, sistematicamente, di rimanere impantanati all\u2019interno di dinamiche identiche, insolubili e spesso lontane dai bisogni delle persone comuni. Non andare a votare, quindi, \u00e8 la versione popolare, ma non stupida, di questo giudizio. C\u2019\u00e8 la percezione che, una volta eletti, i nostri amministratori perlopi\u00f9 si occuperanno di questioni destinate a rimanerci del tutto estranee se non oscure. I pi\u00f9 informati fra noi conoscono i numeri delle finanze comunali, delle piante organiche, dei tributi locali. Il&nbsp;tifoso di politica<strong>&nbsp;<\/strong>impazzisce per il retroscena da spogliatoio, ragiona sull\u2019allenatore ideale, e tuttavia i tecnicismi gli sfuggono, applaude nuovi programmi, nuovi volti e poi si dimentica che bisogna attuarli, si congratula col candidato a sindaco e perde di vista il municipio, triangolo delle Bermuda dove spesse volte le cose meglio pensate fanno naufragio. L`astensionista convinto potrebbe anche essere uno che sa di non sapere. Pensa che abbia poco senso illudersi di \u201cscegliere la persona giusta\u201d, ammesso che ci sia, quando non sai di cosa e di chi realmente hai bisogno. E` convinto che l\u2019esercizio del potere sia una faccenda misteriosa. E, soprattutto, remota, lontana dalla sua vita. L\u2019astensionista, domenica scorsa, ha portato la famiglia a fare la spesa oppure ha pensato a lavorare o addirittura andare in bicicletta o a recuperare sonno arretrato. Se fossimo un filino pi\u00f9 onesti con noi stessi, dovremmo ammettere che sappiamo pochissimo di chi votiamo, del suo passato, di chi \u00e8 in realt\u00e0, di chi c\u2019\u00e8 dietro, delle funzioni che andr\u00e0 svolgere. E\u2019 umano. Se non siamo in lizza per una nomina o in gara per un appalto, ha senso \u201cstudiare\u201d a fondo un candidato, i suoi trascorsi, le sue relazioni, le sue idee per come intende tradurle in pratica e non per come le dichiara? Richiederebbe molto tempo: sottratto inevitabilmente agli affetti e al lavoro. A fronte di un beneficio assai modesto: la bella figura che facciamo allo specchio, quando sappiamo di avere dato un voto pienamente consapevole e informato. E\u2019 una sensazione piacevole: per questo alcuni di noi mentono a se stessi, si considerano informatissimi a prescindere, biasimano chi non si occupa della cosa pubblica. Cazziare i non votanti non \u00e8 mai servito a riportarli alle urne. In compenso, per sviluppare l`autostima fa miracoli.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_redazione}Non c\u2019\u00e8 dubbio che il dato pi\u00f9 rilevante delle elezioni del sindaco e del consiglio comunale della citt\u00e0 unica sia la bassa affluenza dei votanti: 62 per cento a fronte di un 69 alle europee. 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