{"id":860,"date":"2019-05-07T08:18:46","date_gmt":"2019-05-07T08:18:46","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2019\/05\/07\/da-vaccarizzo-una-lezione-alla-citta-unica-3\/"},"modified":"2019-05-07T08:18:46","modified_gmt":"2019-05-07T08:18:46","slug":"da-vaccarizzo-una-lezione-alla-citta-unica-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2019\/05\/07\/da-vaccarizzo-una-lezione-alla-citta-unica-3\/","title":{"rendered":"Da Vaccarizzo una lezione alla citt\u00e0 unica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-607\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/vaccarizzo2.jpg\" alt=\"\" width=\"338\" height=\"190\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/vaccarizzo2.jpg 550w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/vaccarizzo2-300x169.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 338px) 100vw, 338px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}Non ci crederete, ma attraverso alcuni studi autorevoli ho scoperto che potrebbero esserci interessanti analogie tra i conti di un piccolo comune come Vaccarizzo Albanese e quelli di una grande metropoli come Roma. Infatti, a dispetto delle enormi e ovvie differenze, i due comuni potrebbero somigliarsi pi\u00f9 di quanto si possa credere, poich\u00e9 ogni cittadino romano cos\u00ec come ogni abitante di Vaccarizzo potrebbe essere chiamato a finanziare una spesa pro capite molto simile e per farlo verserebbe nelle casse comunali un contributo pi\u00f9 o meno pari. Ci\u00f2 accadrebbe, secondo questi studi, perch\u00e9 la struttura dei bilanci dei comuni molto piccoli \u00e8 simile a quella delle grandi citt\u00e0. I paesini e le metropoli, in sostanza, hanno in generale livelli di spesa, per abitante, superiori a quelli delle citt\u00e0 di medie dimensioni, poich\u00e9 nessuna delle due realt\u00e0 rientra nella fascia ottimale, che \u00e8 quella compresa tra i 2 mila e i 50 mila abitanti, dove \u00e8 possibile amministrare, a parit\u00e0 di servizi, con una spesa pro capite di circa un quarto inferiore a quella di Roma e Vaccarizzo. I piccoli comuni, infatti, hanno gli stessi costi fissi dei centri pi\u00f9 grandi ma vi fa fronte un numero pi\u00f9 basso di cittadini, quindi il conto pro capite \u00e8 pi\u00f9 elevato, specie dopo la drastica riduzione dei trasferimenti statali, il mancato compimento del principio di corrispondenza tra entrate e spese, promesso dalla riforma del federalismo fiscale del 2009, e le difficolt\u00e0 di raccolta di entrate proprie per via dello spopolamento dovuto alla bassa densit\u00e0 demografica. Cos\u00ec, se la politica non pu\u00f2 spingere per avere comuni di almeno duemila abitanti (anche se a ci\u00f2 si potrebbe ovviare con le fusioni, ad esempio tra i comuni arbereshe) dovrebbe trovare strumenti idonei sia a finanziare i piccoli comuni sia a frazionare la macchina amministrativa delle citt\u00e0 pi\u00f9 grandi.&nbsp;E\u2019 ci\u00f2, manco a dirlo, \u00e8 il principale motivo di discussione nella campagna elettorale di Vaccarizzo, dove il candidato a sindaco Angelo Corrado, nel tentativo di trovare da s\u00e9 i mezzi per mandare avanti il piccolo comune, ha lanciato l\u2019idea di organizzare la propria comunit\u00e0 su base volontaria, attraverso i principi del modulo associativo e della citt\u00e0 condominiale, che pur apparendo provocazioni in realt\u00e0 non lo sono. Infatti, nel primo caso i servizi pubblici sarebbero forniti grazie all\u2019interazione di decine di associazioni, come avviene per l\u2019associazione dei donatori di sangue, che collabora per organizzare le analisi del sangue a domicilio, per le societ\u00e0 di mutuo soccorso, che organizzano l\u2019assistenza dei soci in ospedale, per la pulizia delle strade o per la gestione degli impianti sportivi e di edifici multifunzionali, di cui si incarica un circolo ricreativo o sportivo, o, come potrebbe avvenire in futuro, per un\u2019offerta dalle associazioni che potrebbe riguardare anche la sicurezza e i servizi sociali. Nel caso, invece, pi\u00f9 complesso, della citt\u00e0 condominiale i servizi ai residenti sarebbero garantiti organizzando e suddividendo il territorio comunale in piccoli quartieri e contrade, ognuno dei quali, giuridicamente, potrebbe essere considerato una specie di supercondominio, cio\u00e8 un condominio a propria volta formato da condomini, avente a oggetto le strade, le piazze, le aiuole, i parchi (che essendo in gran parte di propriet\u00e0 pubblica dovrebbero essere ceduti in concessione al condominio-quartiere), la sicurezza e l\u2019illuminazione. Ovvio che ognuno di questi quartieri sarebbe poi collegato al modello del condominio sancito dal codice civile e la cui particolarit\u00e0 non starebbe nel modello organizzativo, ma nell\u2019entit\u00e0 cui il modello condominiale giunge, a dimostrazione come anche in un quadro giuridico limitativo, il modello del condominio possa essere utilizzato come forma alternativa a quello, fallimentare, dell\u2019ente pubblico locale.&nbsp;E\u2019 un\u2019utopia? Per Angelo Corrado no, specie dopo il decreto-legge detto Sblocca Italia, che nel suo testo include, oltre al baratto amministrativo (cha d\u00e0 la possibilit\u00e0 ai cittadini che non riescono a pagare i tributi locali, di mettersi a disposizione del comune per eseguire lavori socialmente utili), un articolo che potrebbe aprire enormi spazi allo sviluppo di comunit\u00e0 volontarie e quindi a forme innovative di produzione e gestione di attivit\u00e0 di largo interesse. Infatti, al fine di trovare una soluzione, sulla scorta di realt\u00e0 di altri Paesi, la norma prova a immaginare che anche nel nostro Paese vi siano quartieri e aree in cui beni e servizi a interesse diffuso non siano forniti da un soggetto pubblico ma da privati, a condizione, per\u00f2, che quanti usufruiscono dei servizi non siano costretti a pagare due volte: finanziando l&#8217;iniziativa (privata) di cui usufruiscono e anche quella (pubblica) a cui non sono interessati. Se insomma vivo in un supercondominio indipendente che ha proprie biblioteche e centri sportivi, che cura da s\u00e9 il verde e fa la manutenzione delle strade, \u00e8 giusto che quanto meno abbia una riduzione delle imposte locali, dato che l\u2019ente pubblico non deve sostenere oneri. E\u2019 ovvio che siamo in presenza di un\u2019iniziativa dietro la quale non c\u2019\u00e8 solo l\u2019arguzia e l\u2019intraprendenza di un candidato a sindaco, ma anche una lezione di responsabilit\u00e0, che dalle piccole realt\u00e0 amministrative, molto pi\u00f9 vicine alle esigenze delle persone, sarebbe opportuno che arrivasse alle pi\u00f9 grandi, a cominciare dalla citt\u00e0 unica Corigliano-Rossano, che per via dell\u2019incoscienza di chi l\u2019ha voluta ha fatto perdere alle due citt\u00e0 originarie le dimensioni ottimali per amministrare, a parit\u00e0 di servizi, con una spesa pro capite ragionevole. Errare \u00e8 umano, dicono, ma perseverare \u00e8 diabolico, per cui, cari fusionisti, ora, una volta fatto il danno, \u00e8 arrivato il momento della lungimiranza e dell\u2019umilt\u00e0 per capire le potenzialit\u00e0 di questa innovazione delle citt\u00e0 volontarie, che potrebbe portare, anche da voi, imprenditori in spazi che erano tradizionalmente monopolizzati (in maniera inefficiente) da politici e burocrati. Sarebbe manna dal cielo per una citt\u00e0 che rischia di partire gi\u00e0 in dissesto.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}Non ci crederete, ma attraverso alcuni studi autorevoli ho scoperto che potrebbero esserci interessanti analogie tra i conti di un piccolo comune come Vaccarizzo Albanese e quelli di una grande metropoli come Roma. 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