{"id":880,"date":"2019-06-22T13:53:50","date_gmt":"2019-06-22T13:53:50","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2019\/06\/22\/stasi-ecco-che-sindaco-sara-o-potrebbe-essere\/"},"modified":"2019-06-22T13:53:50","modified_gmt":"2019-06-22T13:53:50","slug":"stasi-ecco-che-sindaco-sara-o-potrebbe-essere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2019\/06\/22\/stasi-ecco-che-sindaco-sara-o-potrebbe-essere\/","title":{"rendered":"Stasi? Ecco che sindaco sar\u00e0 (o potrebbe essere)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-879\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/stasi.jpg\" alt=\"\" width=\"423\" height=\"241\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}\u00c8 il rebus su cui si interroga una parte della citt\u00e0 unica: che sindaco sar\u00e0 Flavio Stasi, nel senso: sar\u00e0 un protagonista politico, nell\u2019intero territorio e forse oltre, un leader, oppure sar\u00e0 un capopopolo o addirittura un \u201ctecnico\u201d di complemento come tanti altri politici del passato? E\u2019 una domanda che rimbalza soprattutto nelle file pi\u00f9 illuminate (a dire il vero pochissime) della nostra classe dirigente, dove si sta cercando di \u201cesorcizzare\u201d l\u2019immagine del sindaco arrabbiato e sovversivo o, pi\u00f9 semplicemente, &#8220;operaio&#8221;, che per ora sta prevalendo tra la gente, che in fondo vuole un sindaco che, nell\u2019immediato, sfasci il vecchio e corrotto sistema municipale, quello governato dal \u201cmalaffare\u201d per capirci, ammesso che ce ne sia uno, tappi le buche, faccia funzionare depuratori e fogne, garantisca la raccolta dei rifiuti, l\u2019acqua potabile e la pubblica illuminazione, come se gli altri sindaci in passato fossero stati a guardare, piuttosto di un sindaco che faccia politica sul serio, per creare una grande citt\u00e0, che col tempo diventi attraente e sia protagonista sul palcoscenico nazionale, e di certo non per le sue dimensioni. \u201cLa gente \u2013 ragiona un noto professionista, un tempo vicino al centrodestra \u2013 sta enfatizzando l\u2019immagine di un sindaco che sia un po\u2019 capopopolo e un po\u2019 capomastro, che seppur apprezzato per l\u2019impegno e l\u2019attivismo che sta mostrando in questi primi giorni, magari per affrontare di persona alcune serie emergenze, in me suscita qualche perplessit\u00e0. Tant\u2019\u00e8 che non mi tirer\u00f2 indietro nel porre a Stasi una serie di interrogativi su alcune tematiche importanti per la crescita, seria e duratura, del territorio\u201d. Per ora \u00e8 solo un\u2019idea, una tendenza, che sta prendendo forma tra gli osservatori politici pi\u00f9 attenti, i quali sono troppo diffidenti e basta un \u201cnonnulla\u201d per destare dei sospetti su quello che il sindaco non dovrebbe essere, ma certi discorsi sull\u2019assetto socio-culturale della citt\u00e0, sull\u2019economia, sulla cultura, sulla legalit\u00e0, sulla qualit\u00e0 dei servizi e della vita, giusti o sbagliati che siano, riecheggiano il lessico di chi vorrebbe, per il nuovo sindaco, un impegno di alto profilo politico e culturale, che dia lustro e visibilit\u00e0 alla citt\u00e0 che rappresenta. Cos\u00ec, ci sono le lodi sempre meno camuffate di quelli che, pur critici in passato, improvvisamente scoprono che Stasi debba avere il piglio e il carattere del comandante in capo, per far partire da questa citt\u00e0 una vera e propria rivoluzione culturale, capace di superare limiti e difetti della vecchia questione meridionale basata su un Sud statalista, accattone, piagnone, degradato, parassita e sottosviluppato, sul piano socio-economico e culturale, prospettando un Sud finalmente gradevole, libero e liberale, se non libertario, colto, produttivo, indipendente, intraprendente, che vuole fare da s\u00e9 e soprattutto civile, quindi attento alla legalit\u00e0 e a isolare ogni forma di incivilt\u00e0 e criminalit\u00e0, da qualunque parte esse provengano. E per far ci\u00f2, il nuovo sindaco, dovr\u00e0 necessariamente tener conto dei cambiamenti che si avvertono nella nostra societ\u00e0, da cui spuntano modi di pensare, confrontarsi, organizzarsi decisamente nuovi, pi\u00f9 aperti e liberali, in grado di produrre risultati pratici e efficaci di straordinaria portata soprattutto in campo economico, dove c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0, attraverso queste nuove idee, di rimuovere tutti quegli ostacoli che bloccano la voglia di fare delle persone e quindi lo sviluppo. Cos\u00ec, insieme con le solite carenze burocratiche, fiscali, finanziarie, strutturali (materiali e immateriali), che comunque devono essere colmate per far partire l\u2019economia, ecco che spunta l\u2019esigenza di un\u2019azione pubblica volta a irrobustire l\u2019esile capitale sociale del nostro territorio. Quella grandezza intangibile, nostra vera emergenza, che, quando manca, scoraggia gli investimenti e tiene lontani gli investitori, poich\u00e9 ha a che fare con lo scarso senso civico dei cittadini, con la poca fiducia verso gli altri, con la inesistente partecipazione alla vita comunitaria e con ogni forma di incivilt\u00e0 e di illegalit\u00e0; quella grandezza intangibile che il sindaco dovr\u00e0 fornire intanto colpendo duro, con gli apparati comunali di cui dispone, a cominciare dalla polizia locale, anche il pi\u00f9 piccolo gesto incivile e illegale, per far capire a tutti che ci\u00f2 che \u00e8 proibito \u00e8 proibito e basta, perch\u00e9 l\u00ec dove c\u2019\u00e8 tolleranza verso i cattivi comportamenti e i reati minori si crea un clima di permissivismo che naturalmente agevoler\u00e0 il degrado e i grandi crimini e far\u00e0 perdere fiducia nello stato e nelle istituzioni, soprattutto di prossimit\u00e0, considerati assenti. Poi, mettendo la sua firma in calce oltre che su nuovi strumenti urbanistici (come il PSA) anche su un piano strategico di politica economica, che, se frutto di idee, studio e duro lavoro di collaborazione e confronto tra vari soggetti del territorio, pubblici e privati, oltre a far aumentare la fiducia verso gli altri, fisser\u00e0 le caratteristiche programmatiche del sistema economico, in cui sono racchiusi produzioni, servizi, imprese, lavoratori e occupazione. Un piano che dovr\u00e0 porre alla classe dirigente, non solo locale, domande del tipo: per cosa, come e dove produrre, quali servizi realizzare, a quale tipo d\u2019impresa ambire, dove e come attingere le necessarie risorse pubbliche e private per far crescere l\u2019attrattivit\u00e0 e l\u2019economia del territorio. Un piano cui si dovranno affiancare ipotesi di sviluppo legate anche alla cosiddetta citt\u00e0 condominiale, poich\u00e9, visti i pessimi risultati della gestione pubblica dei servizi e preso atto del fallimento dei comuni (non solo in termini finanziari), c\u2019\u00e8 ormai la necessit\u00e0 di far crescere la partecipazione dei cittadini alla vita comunitaria, magari organizzando la citt\u00e0 su base volontaria, appunto, prevedendo dei raggruppamenti di edifici e di persone retti da regole non dettate da autorit\u00e0 pubbliche, ma formate privatisticamente, provando a immaginare che qui vi siano quartieri e aree (dei super condomini, per capirci) in cui beni e servizi a interesse diffuso non siano forniti da un soggetto pubblico ma da privati. E poi, il sindaco, dovr\u00e0 puntare anche su una nuova idea di cultura, capace di far diventare la nostra citt\u00e0 una citt\u00e0 evento, nel senso di renderla sempre viva e adoperabile dai tanti che volessero visitarne o utilizzarne i suoi luoghi pi\u00f9 belli e suggestivi (recuperati mediante investimenti mirati, anche dei privati), che cos\u00ec, una volta restaurati e valorizzati, dovrebbero diventare luoghi sempre aperti, da vivere quotidianamente, dove tutti vorrebbero venire a investire, a lavorare, a divertirsi, e, perch\u00e9 no, a formarsi e sperimentare. Luoghi dove pubblico e privato convivono e collaborano, dove si elaborano e adottano tecnologie avanzate e modelli di business originali. Luoghi che non rifuggono la tecnologia e che la utilizzano per migliorare la vivibilit\u00e0 e le relazioni tra cittadini e tra di essi e l\u2019amministrazione. Al sindaco, quindi, si chiede garanzia per lo sviluppo e per la libera iniziativa, senza miti ideologici, senza invasioni di campo, ma semplicemente assicurando l\u2019agibilit\u00e0 del mercato, occupandosi di sviluppo e sicurezza del territorio. La calda estate \u00e8 arrivata, e Stasi pure. Speriamo.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}\u00c8 il rebus su cui si interroga una parte della citt\u00e0 unica: che sindaco sar\u00e0 Flavio Stasi, nel senso: sar\u00e0 un protagonista politico, nell\u2019intero territorio e forse oltre, un leader, oppure sar\u00e0 un capopopolo o addirittura un \u201ctecnico\u201d di complemento come tanti altri politici del passato? 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