{"id":886,"date":"2019-06-12T09:20:48","date_gmt":"2019-06-12T09:20:48","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2019\/06\/12\/cari-giovani-attenzione-al-nuovo-se-non-e-pensiero-nuovo-3\/"},"modified":"2019-06-12T09:20:48","modified_gmt":"2019-06-12T09:20:48","slug":"cari-giovani-attenzione-al-nuovo-se-non-e-pensiero-nuovo-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2019\/06\/12\/cari-giovani-attenzione-al-nuovo-se-non-e-pensiero-nuovo-3\/","title":{"rendered":"Attenzione al nuovo se non \u00e8 pensiero nuovo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-870\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/giovani2.jpg\" alt=\"\" width=\"427\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/giovani2.jpg 500w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/giovani2-300x152.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 427px) 100vw, 427px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_redazione}E\u2019 fuor di dubbio che la partecipazione, cui assistiamo gi\u00e0 da tempo, di alcuni giovani alla vita politica di questa citt\u00e0 sia positiva. Ha acceso una luce in pi\u00f9 sulla questione giovanile, sia perch\u00e9 ha rivelato che molte definizioni sui nostri ragazzi sono superficiali sia perch\u00e9 quando un gruppo rivendica per se maggiori spazi vuol dire che i politici fino a ora l\u2019hanno ignorato.\u00a0A dire il vero l\u2019idea che un gruppo di giovani decida di dedicare un po\u2019 del proprio tempo alla vita pubblica, magari tralasciando attivit\u00e0 effimere, ha un suo fascino, poich\u00e9 dimostra che esiste una certa sensibilit\u00e0 anche in una categoria spesso ritenuta indifferente e poco affidabile sul piano politico e socio-culturale. Quel che purtroppo affascina meno di questo impegno sono i contenuti del dibattito, spesso avvilente e inconcludente, specie quando si utilizzano ancora slogan e argomenti della vecchia politica.\u00a0Infatti, leggendo o ascoltando gli interventi di questi ragazzi si scopre che il loro pensiero \u00e8 un ossimoro, poich\u00e9 mentre rivolgono molte attenzioni alla questione anagrafica, del tipo siamo giovani perci\u00f2 siamo anche bravi a governare con idee nuove, nello stesso tempo utilizzano ancora le vecchie categorie della politica, quelle stataliste per capirci, la cui carenza, secondo loro, essendo responsabile dell\u2019arretratezza del nostro territorio dovrebbe essere colmata immediatamente dallo Stato: magari da uno Stato pi\u00f9 efficiente, ma sempre dallo Stato. Certo, non c\u2019\u00e8 nulla di male ad affrontare argomenti cos\u00ec seri, ma per farlo bisognerebbe studiare un po&#8217; di pi\u00f9 e utilizzare idee e linguaggi nuovi, freschi, liberali, adatti ai giovani, appunto. Il dramma, invece, \u00e8 che i ventenni, i trentenni e anche i quarantenni di oggi usano ancora il linguaggio vecchio e statalista del secolo scorso, quando si pensava che lo Stato (o in generale l\u2019intervento pubblico) invece di distruggere ricchezza e occupazione le creasse, per colmare il divario (magari infrastrutturale, che \u00e8 una grossa sciocchezza in epoca di terziarizzazione) che il Sud ha accumulato nei confronti del resto del Paese, che intanto \u00e8 ancora aumentato.\u00a0Sarebbe bello, invece, se questi ragazzi avessero le capacit\u00e0 di cambiare la visione della politica, indicando proprio nell\u2019invadenza dello Stato (e della politica) la vera causa del deficit di sviluppo che ha fatto del Sud Italia l\u2019area d\u2019Europa pi\u00f9 arretrata e che pi\u00f9 penalizza proprio i giovani, spogliati di diritti minimi e soprattutto di prospettive vere in un\u2019economia moderna. Io penso che sia giusto, a volte, che le illusioni giovanili di cambiamento possano scontrarsi con la realt\u00e0. Trovo per\u00f2 incredibile che i nostri ragazzi vivano nell\u2019illusione che basti pi\u00f9 stato per dare un futuro certo e stabile e avere un territorio migliore.\u00a0Penserete che stia sottovalutando il problema dei giovani: niente affatto, poich\u00e9 so che sono quelli pi\u00f9 colpiti dalla crisi che sta attraversando il meridione; sono quelli che hanno poche possibilit\u00e0 di inserimento nel mondo del lavoro. Ma non \u00e8 certamente aggiungendo una voce vecchia e idee stantie al dibattito politico che si possono risolvere i nostri antichi problemi. La vera sfida generazionale deve essere una sfida di modernit\u00e0, di libert\u00e0 e d\u2019intrapresa, deve essere esempio di rottura degli schemi del passato, anche prossimo.\u00a0Cos\u00ec per sottrarsi a una condizione di minorit\u00e0 o di dipendenza dalla carit\u00e0 pubblica, che rende tutti pezzenti e schiavi, i giovani dovranno convincersi che occorre rivendicare pi\u00f9 libert\u00e0, pi\u00f9 responsabilit\u00e0, pi\u00f9 concorrenza e pi\u00f9 rischio (d\u2019impresa) in ogni settore della nostra vita pubblica e privata. Che deve essere smantellato quel sistema statalista (criminale e criminogeno) che fa comodo tenere ancora in piedi solo a una vecchia classe dirigente dal cui linguaggio (imitato dai giovani) sono stati banditi capacit\u00e0, responsabilit\u00e0, intraprendenza e competizione. Ecco perch\u00e9 il futuro si dovr\u00e0 guardare nell\u2019ottica liberale di drastica riduzione della dimensione dello Stato (rendendolo forte solo l\u00ec dove serve: sicurezza, giustizia, controlli), di una nuova fiscalit\u00e0 (no tax area), di un nuovo welfare (capace di creare pi\u00f9 spazi per il privato in settori come la previdenza, la scuola e la sanit\u00e0), di nuove forme di sicurezza e legalit\u00e0, di concorrenzialit\u00e0 e libero mercato (pi\u00f9 impresa, anche nel mondo delle libere professioni), di nuove politiche del lavoro, dell\u2019ambiente e del territorio (ecologia di mercato e citt\u00e0 private). E\u2019 battendo su queste cose che il fattore generazionale avr\u00e0 una portata rivoluzionaria, altrimenti se i giovani insisteranno ancora su cose vecchie allora stiamo solo perdendo tempo, sia per le richieste in s\u00e9, che sono ridicole e uguali a quelle di chi li ha preceduti, sia perch\u00e9 il modello di societ\u00e0 che hanno in mente \u00e8 gi\u00e0 morto prima ancora di nascere.\u00a0I giovani sono stati sempre temuti, e quindi emarginati, perch\u00e9 rappresentando il nuovo hanno costretto le vecchie generazioni a farsi da parte o a mettere da parte le vecchie idee che hanno incatenato la discussione politica in questo e in altri territori. Se vogliono crescere per davvero devono da subito mettere da parte tutto ci\u00f2 che \u00e8 gi\u00e0 morto, perch\u00e9 loro sono la vita. Prima lo faranno meglio sar\u00e0, per tutti.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_redazione}E\u2019 fuor di dubbio che la partecipazione, cui assistiamo gi\u00e0 da tempo, di alcuni giovani alla vita politica di questa citt\u00e0 sia positiva. 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