{"id":915,"date":"2019-08-15T22:06:33","date_gmt":"2019-08-15T22:06:33","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2019\/08\/15\/ora-o-mai-piu-con-de-tommasi-via-i-pm-politicizzati-dal-csm-2\/"},"modified":"2019-08-15T22:06:33","modified_gmt":"2019-08-15T22:06:33","slug":"ora-o-mai-piu-con-de-tommasi-via-i-pm-politicizzati-dal-csm-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2019\/08\/15\/ora-o-mai-piu-con-de-tommasi-via-i-pm-politicizzati-dal-csm-2\/","title":{"rendered":"Ora o mai pi\u00f9: con De Tommasi via i PM politicizzati dal CSM"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-912\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/IMG-20190803-WA0001.jpg\" alt=\"\" width=\"335\" height=\"210\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma _Teodoro F. Klitsche de La Grange}Francesco De Tommasi, PM presso la Procura della Repubblica di Milano e nostro concittadino, prova, con la sua candidatura al CSM, a porre rimedio al disastro che, dopo le risse interne alla magistratura, investe l\u2019intero mondo giudiziario e rischia di rendere difficile la comprensione della crisi del sistema di governo della giustizia. Le intercettazioni delle conversazioni di Palamara hanno reso evidente a tutti che<strong>&nbsp;<\/strong>le nomine delle funzioni in magistratura derivano da complessi patteggiamenti tra le correnti, proprio come avviene in un sistema politico, con regole osservate da tutti. Per alcuni, pare che sia del tutto naturale che le nomine siano determinate dall\u2019equilibrio di forza tra le correnti della magistratura. Cos\u00ec com\u2019\u00e8 altrettanto naturale che lo stesso principio si estenda al settore disciplinare, in cui gli esponenti di alcune correnti giudicano quelli delle correnti opposte. Quali siano i difetti di questo sistema non vale neppure la pena di spiegarlo. Difficile invece capire quali siano i pregi. Si dice che se c\u2019\u00e8 un meccanismo elettorale, come quello per la nomina dei membri togati del Csm, \u00e8 inevitabile che si sviluppi una dialettica tra tendenze culturali. Quando per\u00f2 questa tendenza diventa un sistema autoreferenziale, indipendentemente dal merito, questo \u201cpregio\u201d perde ogni valore.&nbsp;Se non si cambia il sistema, quindi, tutto finir\u00e0 in un mero riequilibro dei rapporti di forza tra correnti, e riprender\u00e0 come prima.&nbsp;Perci\u00f2 le prossime elezioni suppletive per il CSM, che si terranno in ottobre, saranno l\u2019occasione per alzare la cortina di fumo che si \u00e8 stesa sui difetti del meccanismo, che col pretesto di difendere l\u2019autonomia umilia la professionalit\u00e0 dei magistrati, almeno della loro grande maggioranza che non \u00e8 implicata in manovre correntizie. Ecco perch\u00e9, su questo argomento, conviene dimenticare la fuffa e pensare alla ciccia, che per quanto ci riguarda \u00e8 una riflessione offerta, in prospettiva della prossima campagna elettorale, su un tema cruciale per la nostra democrazia che riguarda l\u2019indipendenza e l\u2019autonomia della magistratura, dal nostro concittadino, Francesco De Tommasi, PM presso la Procura della Repubblica di Milano e \u201ccandidato autonomo\u201d al CSM. Il quale, in una conversazione mattutina, esordisce dicendoci che \u201cil CSM non \u00e8 un organo politico, ma semplicemente un&#8217;alta amministrazione e che non esistono modelli di magistrato, ma soltanto magistrati in carne e ossa, ciascuno dei quali esercita un pezzo di giurisdizione in modo autonomo e indipendente, in conformit\u00e0 alla legge\u201d. \u201cE quando qualcuno prova a sostenere il contrario, spiega De Tommasi, \u00e8 solo per giustificare le logiche spartitorie interne al CSM e ai Consigli Giudiziari e la discutibilit\u00e0 di tante delibere adottate dai predetti organi, quotidianamente annullate dal giudice amministrativo, sta l\u00ec a dimostrarlo\u201d. E\u2019 un\u2019annotazione severa, quella di De Tommasi, che serve a segnalare un tema che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere omesso, poich\u00e9 \u201c\u00e8 arrivato il tempo che il legislatore si riappropri della riserva di legge in materia di ordinamento giudiziario, per ridurre gli ambiti disciplinati dalla normativa secondaria divenuta sovrabbondante\u201d. Infatti, non \u00e8 pi\u00f9 accettabile che \u201cin ogni aspetto ordinamentale o organizzativo si intervenga con una circolare, una direttiva, un protocollo, una risposta a quesito, a volte contraddittoria, soggetta a continue modifiche e soprattutto facilmente derogabile con interpretazioni <em>\u00e0 la carte <\/em>o con motivazioni risibili\u201d. Come avviene nei percorsi professionali dei magistrati, in cui i titoli spesso sono attribuiti con criteri lottizzatori, verso i quali, quando non sono riconosciuti, si ricorre al TAR, le cui decisioni spesso arrivano quando i danni sono stati gi\u00e0 fatti. Un concetto ormai molto chiaro, per superare il quale De Tommasi proporr\u00e0, in caso di elezione, \u201cuna sorta di commissione d\u2019inchiesta sugli annullamenti subiti dal CSM negli ultimi dieci anni\u201d. Un\u2019idea che andr\u00e0 ad arricchire il suo gi\u00e0 ricco programma, in cui, tra le altre cose, \u00e8 facile trovare l\u2019introduzione di poche e oggettive regole, con previsione di procedure snelle, rapide e trasparenti per controllare e sanzionare la loro inosservanza da parte dei Capi degli uffici; l\u2019introduzione dell&#8217;obbligo per i consiglieri del CSM di motivare il voto contrario rispetto alle proposte uniche; l\u2019abolizione dell\u2019immunit\u00e0 dei Consiglieri del CSM per i voti dati; l\u2019introduzione di un meccanismo di progressione in carriera basato sull\u2019anzianit\u00e0 e su titoli di merito incentrati sul lavoro giudiziario e su esperienze professionali alle quali poter accedere attraverso procedure trasparenti e oggettive; l\u2019abolizione della cosiddetta settimana bianca dei consiglieri del CSM (che vuol dire una settimana al mese che non lavorano); modifica del concorso virtuale e del sistema di reclutamento dei magistrati segretari; la riduzione dello stipendio dei consiglieri del CSM; l\u2019impossibilit\u00e0 per gli ex CSM, per la durata di quattro anni dalla scadenza del mandato, di partecipare ai concorsi per posti dirigenziali nonch\u00e9 di ottenere incarichi fuori ruolo; le procedure selettive trasparenti, fondate anche su criteri di rotazione, per consentire a tutti i colleghi che lo desiderino di poter fornire il loro contributo alle attivit\u00e0 della Scuola Superiore della Magistratura; la modifica del sistema elettorale del CSM, magari da organizzare su base locale. Ecco, un paese serio, di fronte alla guerra tra bande dei magistrati, piuttosto che scegliere una banda al posto di un\u2019altra dovrebbe discutere di questo: non di come sostituire una corrente con un\u2019altra, ma di come ridurre lo spazio della politicizzazione nell\u2019azione della magistratura. Il resto, con tutto il rispetto, \u00e8 fuffa.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma _Teodoro F. 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