{"id":975,"date":"2019-12-31T13:45:29","date_gmt":"2019-12-31T13:45:29","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2019\/12\/31\/i-giovani-solo-pane-festa-e-merda-altro-che-politica-2\/"},"modified":"2019-12-31T13:45:29","modified_gmt":"2019-12-31T13:45:29","slug":"i-giovani-solo-pane-festa-e-merda-altro-che-politica-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2019\/12\/31\/i-giovani-solo-pane-festa-e-merda-altro-che-politica-2\/","title":{"rendered":"I giovani? Solo pane, festa e merda, altro che lavoro e politica"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-973\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/giovaniindiscoteca.jpg\" alt=\"\" width=\"323\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/giovaniindiscoteca.jpg 800w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/giovaniindiscoteca-300x186.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/giovaniindiscoteca-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 323px) 100vw, 323px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}In questi giorni, in cui si dovrebbe riflettere sul senso e il significato della vita, in molte discussioni, anche pubbliche (ultima un&#8217;intera puntata di Tutta la citt\u00e0 ne parla di Radio Tre), si parla dei giovani, del loro ritrovato impegno politico e del loro futuro. Peccato, per\u00f2, che nei dibattiti che abbiamo finora ascoltato nessuno si sia sorpreso del fatto che stando a contatto con le folle oceaniche di giovani che, in questo periodo, possiamo incontrare solo in qualche locale alla moda, si respiri un forte senso di vuoto. E\u2019 una disattenzione che preoccupa, perch\u00e9 vuol dire che questo paese ha forse perso il senso della realt\u00e0 e si avvia inesorabilmente verso il baratro. Cos\u00ec come preoccupa che, mai come in questo momento, in una cos\u00ec grande fetta della popolazione, da sempre considerata motore del nostro avvenire, si notino poche idee, poca voglia di fare e soprattutto un forte disinteresse verso il lavoro, che dalle nuove generazioni \u00e8 visto con una certa avversit\u00e0, come se il lavoro avesse ritrovato il suo significato originario, etimologico, di \u201ctortura\u201d. E come potrebbe, il giovane di oggi, avere interesse per il lavoro se spesso vive del patrimonio di famiglia, magari messo insieme grazie alla spesa pubblica a debito, senza far nulla, ingrossando cos\u00ec il popolo dei neet, quelli che n\u00e9 studiano n\u00e9 lavorano, con la ragionevole aspettativa di continuare a beneficiarne alla dipartita dei genitori. E\u2019 un \u201cdisinteresse volontario\u201d, come l\u2019hanno definito alcuni studiosi, conseguenza della spaccatura che si \u00e8 creata, nella nostra societ\u00e0, tra opportunit\u00e0 disponibili e aspettative alimentate dal sistema educativo e dalla famiglia (secondo cui un giovane pu\u00f2 impegnarsi solo se ha un lavoro adeguato al suo stato sociale e al suo titolo di studio, altrimenti meglio stare a casa a spese dei genitori). Ecco perch\u00e9, da questo punto di vista, il nostro paese d\u00e0 prova di essere davvero in pericolo, soprattutto quando ci si accorge che questi giovinastri disprezzando il lavoro e l&#8217;impegno, e abbandonandosi al piacere, anche al piacere di piccole cose, banali, come se il piacere fosse la loro prima e unica preoccupazione, non concorrono pi\u00f9 nell\u2019eccellenza del loro paese, che cos\u00ec finisce nel baratro della mediocrit\u00e0. E\u2019 un disprezzo angosciante, che non ha qualcosa di indirettamente cattolico (il lavoro \u00e8 il salario del peccato), aristocratico (il lavoro \u00e8 riservato ai servi e al popolino) o anticapitalistico (il lavoro salariato \u00e8 il prolungamento dello schiavismo attraverso altri mezzi) come avveniva in passato, ma, in un\u2019epoca pi\u00f9 grassa e plebea, e ovviamente meno colta e intelligente, come la nostra, ha a che fare con l\u2019incapacit\u00e0 e la scarsa voglia di tanti giovani d\u2019impegnarsi, come bambini viziati, nel mondo del lavoro a cui, spontaneamente, dicono di no, preferendogli il girovagare, lo svago, il divertimento, che comunque sono garantiti dal benessere familiare. Infatti, quante volte abbiamo sentito dire, ad alcune di queste teste di cazzo, \u201cche bella giornata, peccato regalarla al lavoro\u201d. E ci\u00f2 a dimostrazione della loro incapacit\u00e0 a capire che il lavoro \u00e8 il solo in grado di formarci trasformando il mondo: non \u00e8 soltanto sofferenza, tempo sprecato, noia, \u00e8 un qualcosa che ci lega agli altri, ci regala la soddisfazione del dovere compiuto, ci rende utili. Ci\u00f2 che sta sparendo, \u00e8 l\u2019amore per l\u2019opera ben fatta che hanno gli artigiani, \u00e8 la visione classica del lavoro come paziente maturazione e cooperazione armoniosa con il tempo per migliorarsi nella propria disciplina. Al posto di tutto questo, predomina la superficialit\u00e0, l\u2019idea del lavoro come di un qualcosa di fastidioso, di cui bisogna liberarsi il prima possibile alla stregua di un oggetto da gettare via, quindi lavoretti che si accettano o si abbandonano senza passione e sentimenti come se il lavoro fosse diventato un allegato dell\u2019esistenza, giusto un qualcosa da fare per avere un reddito, anche piccolo, da aggiungere a quello familiare, per garantirsi lo svago, anzi lo sballo. Si ha la sensazione che le generazioni precedenti, che lavoravano molto, e senza pensare per forza al tempo libero e al divertimento, amassero di pi\u00f9 il lavoro che facevano, e ne andassero fieri. Quel lavoro produceva tra l\u2019altro una certa cultura. E\u2019 il lavoro che \u00e8 cambiato, o sono i giovani a essere cambiati? La formazione di un\u2019intera generazione dedita al piacere, concentrata esclusivamente sul divertimento, sui consumi, \u00e8 una catastrofe epocale realizzata in nome delle migliori intenzioni, quelle di certi genitori coglioni e irresponsabili, che, per\u00f2, ci fa dimenticare che una vita appagante risiede nell\u2019impegno, nello spirito di sacrificio, anche nello studio, che fortificano, e non nel riposo e nell\u2019indifferenza che indeboliscono. Ecco perch\u00e9, con questi chiari di luna, dove cazzo pretendiamo di andare se non verso il baratro?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}In questi giorni, in cui si dovrebbe riflettere sul senso e il significato della vita, in molte discussioni, anche pubbliche (ultima un&#8217;intera puntata di Tutta la citt\u00e0 ne parla di Radio Tre), si parla dei giovani, del loro ritrovato impegno politico e del loro futuro. 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