
{module Firma_Anton Giulio Madeo}Caro direttore, oggi vorrei parlarle di vigili urbani, verso i quali, per onestà civica, devo premettere di nutrire qualche pregiudizio, poiché alcuni di loro, che forse soffrono di un mito della personalità e di una rigidità mentale piuttosto preoccupanti, hanno comportamenti a volte pessimi se non schizofrenici, che noti soprattutto quando t’imbatti in un vigile che neanche ti ascolta o che quando gli chiedi d’essere ascoltato, anche solo per spiegargli sommessamente le ragioni di un’infrazione o di un’illegalità, diventa di una rigidità e di un’ottusità assurde.
Sono casi limite, ovviamente, che però capitano. E quando capitano non puoi accettarli da una figura nata per far rispettare le regole e per stare dalla parte del cittadino e che mai può dare l’impressione che il cittadino e la legalità gli stiano pesantemente sulle scatole, perché magari la loro città ideale è una città senza regole e senza cittadini. Giusto per non avere fastidi. Se ne vuole un esempio ne ho uno a portata di mano, fresco fresco, capitatomi pochi giorni fa, quando due solerti vigili (di cui, per pietà cristiana, taccio i nomi) mi hanno appioppato una multa severa perché a loro avviso avrei scaricato dei cartoni, in un cassonetto, fuori dagli orari consentiti.
E’ un caso di scuola, glielo garantisco, perché aggravato da ignoranza e superficialità e per il quale invoco solo qualche timida attenuante dovuta forse al caldo. Infatti, se si legge il verbale stilato dai due vigili, tra l’altro di non facile decifrazione, si scopre che contiene solo l’infrazione che avrei commesso (tra l’altro in una strada del territorio comunale che sta da tutt’altra parte rispetto al luogo dove sono stato fermato), mentre non c’è traccia di cose più importanti, che due vigili solerti e ligi al dovere avrebbero dovuto fare, quali il sequestro immediato dei cassonetti riposti in quella zona (che come ho fatto notare sono decisamente irregolari perché luridi, senza coperchi e orari per il deposito, usurati e con tracce di percolato ovunque) e del cantiere ai bordi del quale i cassonetti erano addossati, che presentava, su mia segnalazione, una recinzione visibilmente pericolosa e pericolante. Così come non c’è traccia, nello stesso verbale, di un qualsiasi riferimento ai cartoni da me depositati, che avrebbero dovuti essere sequestrati, poiché avrebbero potuto contenere di tutto: rifiuti d’amianto, oli esausti, flaconi vuoti di veleni utilizzati in agricoltura; tutti rifiuti speciali che avrebbero necessitato di particolari modalità di smaltimento, non certo assimilabili a quelle dei rifiuti solidi urbani.
E fosse solo questo, perché quando ho provato a ragionare delle assurde infrazioni a me contestate e delle manchevolezze dei vigili col pur bravo e volenteroso comandante della polizia locale, mi sono imbattuto in una situazione a dir poco pazzesca: ho scoperto, infatti, che gli uffici dove sta il Comando della polizia municipale sono fatiscenti, quindi “inadatti” allo scopo cui sono destinati, poiché non hanno ascensore, hanno scale in condizioni igieniche pietose (ragnatele e sporcizia dappertutto), non hanno gli impianti elettrici a norma e probabilmente neanche il certificato di agibilità con destinazione d’uso per uffici.
Un assurdo, se si pensa che tutto ciò avviene nella casa di un Corpo di polizia che eroga quotidianamente pesanti sanzioni proprio a chi non ha il certificato di agibilità del proprio fabbricato, a chi lascia l’auto in doppia fila, a chi occupa vergognosamente gli spazi per handicappati, a chi guida con il cellulare in una mano e la sigaretta nell’altra. Insomma, un paradosso, attorno al quale, non potendo aprire un manicomio, si potrebbe subito organizzare un importante convegno civico dall’intrigante tema: “Ma perché la gente nutre così tanti pregiudizi sul vigile urbano?”. Provate a dare una risposta e forse capirete perché.
