
{module Firma_redazione}Si moltiplicano, dappertutto, le piccole e grandi iniziative di solidarietà per aiutare ospedali, aziende e famiglie a superare la crisi da coronavirus. Tutti, a cominciare dai giovani, stanno dando un contributo in questa fase difficile. Si va dalla partecipazione alle associazioni di volontariato fino al porta a porta di alimenti e indumenti per anziani e bisognosi. Iniziative di sicuro valore, anche se, tra queste, ce n’è qualcuna che ha più valore di altre, poiché potrebbe dare un forte contributo alla riapertura delle piccole e medie attività. E’ un’iniziativa messa in piedi da alcuni ragazzi esperti in business digitale, i quali, partendo dal presupposto che manca liquidità a artigiani, negozianti e piccoli esercenti e imprenditori che operano nel mercato di prossimità, pizzerie, ristoranti, barbieri, bar, eccetera, che hanno chiuso per via dell’epidemia e che non sono in grado di far fronte a spese e debiti, perché non incassano, hanno creato una piattaforma web, www.helpmi.me, alla quale senza costi ci si può iscrivere, indicando carattere e localizzazione della propria attività su una carta consultabile da tutti, compresi ovviamente clienti e consumatori. Lì, molti clienti, possono dare un contributo alla ripresa dal lato dei consumatori. Quindi possono cercare il loro pizzaiolo, il loro barbiere, il loro barista, eccetera, e trovarlo facilmente sulla mappa della piattaforma di business digitale. Così chi ha ancora qualche soldo da spendere, va sulla piattaforma e con un clic investe (anche piccole somme) in help bond, che sono dei buoni che trasferiscono liquidità a queste attività commerciali chiuse causa epidemia, con il risultato che i clienti riceveranno una lettera di ringraziamento dal titolare dell’attività e un bonus da riscuotere, alla riapertura, andando a mangiare la pizza, facendosi tagliare i capelli, prendendo il caffè o il cappuccino. Si tratta di una straordinaria trovata per dare liquidità in anticipo e di sopravvivenza, vera e senza intermediazioni di banche e enti pubblici inefficienti, soprattutto alle piccole aziende, che restituiranno il favore offrendo una prestazione o un servizio alla riapertura. Se diventasse una piattaforma di successo, se molti si iscrivessero e decidessero di sottoscrivere gli help bonus, il contributo dal lato del consumo alla ripresa potrebbe diventare una seria e benefica attività. Con il solo uso di una cartina, di un clic, ricordando i luoghi dove uno avrebbe voglia di tornare dopo gli arresti domiciliari e che aiuterebbe in anticipo affinché non chiudano. E’ una buona azione economica a vantaggio dell’utilità propria e generale. Approfittiamone, magari in attesa che se ne crei una simile anche da noi.
