Editoriali

Quest’uomo è il vero nemico del popolo italiano. Rimuovetelo a tutti i costi

{module Firma_redazione}Questo, più che un governo, sembra un manicomio. Piuttosto che a Palazzo Chigi sembra di stare sull’aereo più pazzo del mondo. Lì i passeggeri, che almeno erano simpatici, stavano in balia di un ex pilota imbranato con una terribile avversione per gli aerei, qui invece siamo nelle mani di uno sconosciuto della provincia di Foggia, altrettanto imbranato ma di un’antipatia e un’incapacità sconcertanti, che, pur essendo il capo del governo di un paese importante, ha una terribile avversione per la politica, dov’è capitato per caso. Per cui, preso dal panico e dall’impreparazione, sta facendo solo danni. Infatti, si sta dimostrando incapace di dare sicurezza all’Italia e di tirar fuori dall’emergenza gli italiani. I quali, dopo la conferenza stampa di domenica sera, si sentono presi in giro e sempre più confusi, disorientati e spazientiti. Perché mentre pensavano che passare alla fase 2 significasse poter tornare al lavoro e la revoca degli arresti domiciliari in cui li ha rinchiusi il governo più cialtrone della storia repubblicana, si sono dovuti rendere conto che qui siamo ancora alla fase 1, quella in cui occorre l’autocertificazione anche per andare al cesso. La verità, purtroppo, è che abbiamo un governo sempre più confuso e incerto, e un premier che o è al soldo di qualche potenza straniera o ha perso il controllo della situazione, ammesso che ce l’abbia mai avuto, perché se non fosse così bisognerebbe spiegare agli italiani qual è la differenza tra andare al supermercato o dal tabaccaio e andare in un negozio di scarpe o di abbigliamento. E poi, i motivi per cui barbieri, parrucchieri, estetisti, bar e ristoranti dovranno aspettare il primo giugno per riaprire, per cui i funerali si potranno celebrare ma le messe no, per cui i cantieri pubblici sì e quelli privati no. Insomma, siamo in presenza di un mistero, anzi, di una follia, che ci spinge a sperare che di questi incapaci la gente ne abbia finalmente le scatole piene, anche perché rischiano di provocare danni irreversibili all’economia e non si sa bene a vantaggio di chi. Speriamo davvero che gli italiani, che finora si sono mostrati pazienti e fin troppo indulgenti verso questo governo, lo capiscano e scendano al più presto in strada, per protestare contro quest’assurdo prolungamento degli arresti domiciliari cui li sta sottoponendo da tre mesi, abusivamente e con provvedimanti incostituzionali, il governo di Conte e Casalino, che per la cronaca era er mutanda del Grande Fratello. Speriamo che una volta resisi conto in che mani siamo finiti, gli organi di garanzia delle nostre libertà, a cominciare dalla Presidenza della Repubblica e dalla Corte Costituzionale, reagiscano, dando un segnale di forte discontinuità col passato recente, rimuovendo al più presto chi, violando impunemente la Costituzione “più bella del mondo”, così cara alla sinistra e ai radical scic alla Benigni, ha instaurato in questo paese e senza essere stato mai eletto, una dittatura sanitaria che non ha eguali in Europa. Così come un segnale forte dovrebbe arrivare dalla Chiesa, contro un governo che ha compromesso la libertà di culto, ma autorizzato le celebrazioni del 25 aprile. E un altro segnale forte, questa volta a livello locale, dovrebbe infine arrivare anche dal sindaco della nostra città, che essendo stato eletto dal popolo, a differenza di Conte e Casalino, deve far sentire la propria voce, attraverso il prefetto, per difendere un popolo impoverito e ormai allo stremo delle forze e della tenuta psico-fisica. Sarebbe meraviglioso se questo risveglio delle coscienze liberali e democratiche avvenisse pochi giorni dopo quella festa della liberazione che i signori della sinistra e del politicamente corretto, che sostengono questo governo di abusivi, invocano solo quando c’è da colpire qualche avversario politico. E’ la morte della democrazia e dello stato di diritto. E’ la morte delle libertà costituzionalmente garantite, a cominciare dalla libertà di culto. E’ l’ora più buia di questo paese, ma non per l’epidemia da coronavirus, ma per l’epidemia di cretini, mai così numerosi e pericolosi.