
{module Firma_redazione}Il coronavirus finirà prima o poi per ucciderci, non solo in modo diretto, cioè infettandoci e, nei casi più gravi, portandoci alla morte, com’è risaputo, ma perché, nei nostri ospedali, la pandemia sta forzando la sospensione di alcune prestazioni specialistiche. Oddio, non è che prima dell’epidemia queste prestazioni fossero garantite alla grande, i disservizi c’erano comunque, ma oggi, forse per via del panico da contagio, scatenato dal virus, l’andazzo pare sia diventato preoccupante. Perciò, ci siamo allarmati quando tanti nostri concittadini, che in questi giorni dovevano sottoporsi a visite per patologie anche complesse, sono stati costretti a tornare indietro per la chiusura degli ambulatori ospedalieri, la cui apertura, gli avrebbero riferito, sarebbe stata bloccata da un’ordinanza del presidente della regione, causa coronavirus. A noi, la faccenda, ci è subito sembrata inverosimile, perché da quel che sappiamo sia il governo nazionale sia il presidente Santelli hanno chiuso totalmente solo gli ambulatori privati, per riaprirli una volta messi in sicurezza, mentre l’attività di quelli ospedalieri è stata bloccata solo per prestazioni non urgenti, mentre è stata garantita per i malati oncologici, i dializzati e i trapiantati. Perciò, ci sembra plausibile l’ipotesi che in questo caso, un patogeno, come il coronavirus, potrebbe essere stato utilizzato come cavallo di troia da alcuni operatori sanitari, come conseguenza del terrore ad affrontare l’ambiente ospedaliero, considerato contagioso, o, più semplicemente, per la loro scarsa voglia d’impegnarsi, in questo momento, sul lavoro. Ora, sebbene queste anomalie siano state già più volte segnalate, anche grazie ai nostri interventi, vorremmo che nella gente crescesse la consapevolezza che i ritardi sanitari locali debbano essere sempre denunciati alle autorità competenti, poiché le conseguenze, in termini di salute, sulle persone anche non affette dal coronavirus potrebbero essere notevoli. Anche se sarebbe necessario, a questo punto, allargare lo sguardo a tutto il sistema sanitario locale, poiché le difficoltà che si stanno manifestando rischiano di causare danni, se non affrontate già subito. Possiamo fermarli, oggi; e dobbiamo farlo, altrimenti i cittadini ignavi saranno complici di un misfatto se non di un crimine.
