
{module Firma_redazione}Per Boris Johnson gli inglesi avrebbero contratto più facilmente il Covid, perché, a differenza degli italiani, amano la libertà. Per Mattarella, invece, gli italiani avrebbero limitato i contagi perché oltre alla libertà amano anche la serietà. Mentre per noi, che non contiamo un cazzo, rispetto a Johnson e Mattarella, gli italiani non amano né la libertà né la serietà, ma, più semplicemente, amano la pavidità. Per cui sarebbero stati meno danneggiati dal coronavirus in quanto perfetti cacasotto, forse per carattere o per via di un’informazione manipolata o solo compiacente, che ha diffuso così tante sciocchezze e dosi di paura sul virus da farli diventare docili, ubbidienti e pronti a tutto, anche a sopportare l’uso della mascherina all’aperto oppure, cosa ancor più grave, un nuovo lockdown pur di evitare il contagio. Idiozie cosmiche, che già non avevano alcun senso nel periodo dell’emergenza, figuriamoci oggi con un’epidemia sotto controllo. E allora perché diffondere la paura, il panico? Semplice: per mettere alla prova la pazienza degli italiani e verificare così se il loro livello di sopportazione è in grado di reggere, lentamente e consensualmente, la costante sospensione o limitazione della democrazia, per periodi più o meno lunghi e in caso di pericolo, attraverso l’instaurazione, con la complicità di tecnici e burocrati malleabili, di un regime autoritario retto da forze politiche altrimenti destinate all’estinzione. E ciò in nome di un’ideologia, quella del politicamente corretto, che vuole che tutti si comportino “correttamente” e che per questo mette in secondo piano gli interessi dell’economia e della società, compresa la libertà individuale. Una cosa aberrante, da scongiurare a tutti i costi, perché qui c’è la necessità di capire che un’ideologia, qualunque essa sia, è sempre pericolosa, anche quando dice di fare il tuo bene. Infatti, in passato, quanti danni economici, quante carestie e quanti milioni di morti hanno provocato le ideologie salvifiche? Tanti, troppi, per cui è necessario che a questa nuova fase di impazzimento degli italiani, i pochi savi rispondano con la ribellione, rifiutandosi di fare ciò che dice il governo. L’azione è l’unico modo che hanno per salvare la pelle e la dignità, perché oltretutto non è accettabile che la democrazia, agli italiani, sia scippata da gente come Conte, Di Maio e Zingaretti. Indegni e inaccettabili caricature dei veri tiranni, i quali, oltre a saper leggere e scrivere, avevano senso dello stato e la buona abitudine di circondarsi di uomini di valore. Benito Mussolini, infatti, nominò ministro all’istruzione Giovanni Gentile, di certo non uno sprovveduto come Lucia Azzolina. Altri tempi, altre storie.
