
{module Firma_redazione}Il Covid è diventato la grande arma di distrazione di massa del nostro sindaco, che ha iniziato a usarla sin da marzo, quando, sui social, dilagavano i suoi patetici “ho qualcosa da dirvi”, con cui cercava di spiegare a cittadini terrorizzati e in apprensione l’andamento dell’epidemia nel nostro territorio. Oggi, con la seconda ondata, prova a fare la stessa cosa: ci tiene informati (si fa per dire) sul virus e, nello stesso tempo, ci invita a comportarci bene, quindi a rispettare le regole e a fare i bravi, come se tanti non lo facessero già dappertutto scassandoci i coglioni. Devo dire che a me, personalmente e a differenza di tanti miei concittadini che si intristiscono anche parecchio vedendo la faccia di Stasi, la cosa fa sorridere, perché il virus è diventato il principale tema di cui conciona il sindaco, il quale, prima di pensare al Covid, di cui si occupano bene o male persone più qualificate di lui, dovrebbe darsi da fare per risolvere i problemi della città, che gli appartengono più del corona. Cosa che fa con qualche lacuna di troppo. Infatti, basta leggere le cronache degli ultimi tempi per dolersi di una città senz’acqua o addirittura al buio, per via della sospensione dal servizio della ditta appaltatrice della pubblica illuminazione a causa di un ricorso al Consiglio di stato, e di un cimitero che nel giro di poche ore rischia di ritornare quello degradato e puzzolente di una volta, perché si è lasciato scadere l’appalto per la manutenzione (con gli operai della ditta responsabile della struttura già pronti al trasloco) senza, nel frattempo, procedere con un nuovo bando, nonostante dai piani alti del municipio giungessero relazioni e lettere di sollecito. E poi, per complicare il quadro, la questione del reparto Covid all’ospedale di Rossano, per il quale il sindaco si è molto sbattuto senza preoccuparsi di farlo prima mettere in sicurezza o il milione di euro di finanziamenti regionali, finalizzato alla ristrutturazione della pubblica illuminazione di Contrada San Francesco allo Scalo di Corigliano, perso forse perché non riusciva a prendere la strada di Rossano. Insomma, tutto questo, ma di esempi del malfare di questa amministrazione se ne potrebbero citare a centinaia, a dimostrazione che siamo in presenza della totale e completa inadeguatezza di questo sindaco. Il quale, invece di fare un minimo di autocritica, su tutto, per risolvere così i problemi, cerca disperatamente qualcuno non che lo aiuti, ma su cui scaricare a casaccio le responsabilità dello sfascio cui va incontro la città e nello stesso tempo rapisce l’attenzione dei coriglionesi con l’argomento Covid. Ottima arma di distrazione di massa che, però, rischia di esplodergli tra le mani. Insomma, uomo avvertito mezzo salvato.
