Editoriali

Ai poliziotti l’invito a non chiudere gli occhi sugli orrori del DPCM di Natale.

{module Firma_redazione}Non c’è peggiore vergogna, in questi primi giorni di festività natalizie, in cui tutti dovremmo essere più sensibili e empatici, della decisione dei cialtroni che ci governano, di schierare 70.000 poliziotti e militari per controllare che gli italiani si comportino bene durante il Natale. E’ un’evidente prova di debolezza e viltà di un governo allo sbando, che pensa di combattere il virus prendendosela coi più deboli, che poi sono i nipotini che non possono vedere i nonni, che stanno in un comune adiacente al loro, o coloro che non vogliono rinunciare, come tradizione, alla messa di mezzanotte. Solo la mente malata di politici ottusi, ignoranti e fortemente condizionati dalle loro folli ideologie, le più criminali mai apparse sulla faccia della terra, poteva pensare una cosa così orribile, che tra l’altro non combatterà il corona ma gli italiani onesti (a cominciare dai tanti commercianti che aspettavano questo periodo per rifiatare), desiderosi solo di riappropriarsi delle loro tradizioni, soprattutto religiose, e delle loro libertà costituzionalmente garantite, tra cui quella di lavorare, di cui nessun burocrate o cialtrone di paese può privarli. Una brutta, bruttissima vicenda che ci spinge a chiedere a tante persone ormai allo stremo delle forze e della pazienza di reagire, diventando disertori civili, magari alla maniera dei portoghesi del 1974, quando, durante la rivoluzione dei garofani, accolsero i militari, che forse non sapevano se li stessero davvero liberando da una lunga dittatura, mettendo, in segno di pacificazione, dei garofani nelle canne dei loro fucili. E’ ovvio che anche se qui non siamo a quei livelli cruenti, seppur Conte e i suoi squallidi ministri meriterebbero la forca, sarebbe sufficiente solo disubbidire e fare ciò che abbiamo sempre fatto a Natale, infischiandocene delle sanzioni e della presenza di poliziotti e militari, magari con la sola aggiunta di qualche ramoscello di vischio da porgere alle “forze dell’ordine” impegnate a controllarci, mai così tante neanche ai tempi delle Brigate Rosse, giusto per invitarle a chiudere un occhio se ci trovano in un comune diverso dal nostro, perché siamo andati a trovare i nonni o i nostri genitori, o se circoliamo, per rientrare a casa dopo queste visite, oltre le 22. Sarebbe un gesto di coraggio e buon senso, per spingere poliziotti e militari, figli del popolo e di tanta brava gente che ha speso una vita a lavorare, a lasciarsi alle spalle la loro appartenenza a uno stato liberticida e sequestratore per schierarsi dalla parte della libertà che in tante occasioni hanno garantito e difeso, proprio in nome del popolo, anche a rischio della vita. E’ un invito a una generale e pacifica disubbidienza civile mai così opportuna e necessaria come in questo momento, forse il più difficile della storia repubblicana, in cui tanta gente e tanti commercianti e artigiani, il cui fallimento è dietro l’angolo, hanno più volte dichiarato di avere come alternativa alla chiusura e a una vita da reclusi “il suicidio”. E’ una risposta così preoccupante il vero motivo per cui, in un momento drammatico come questo, poliziotti e militari devono stare vicini alla parte migliore di questo paese, che non sono di certo Conte e la classe politica peggiore della nostra storia recente. Lo tengano in mente. Tutti.