
{module Firma_redazione}Le brutte persone che martedì sera, giorno dell’Immacolata, hanno postato sui social, marchiandole come indegne, le immagini di ragazzi fermi a bere un caffè o un aperitivo in Piazza Giovanni Paolo II allo Scalo di Corigliano (siamo a Natale, perciò finitela di chiamarla Piazza Salotto, anche perché di salotto non ha un cazzo), forse non si sono rese conto, per via della loro fottuta paura da virus, che i ragazzi stavano intruppati perché gli idioti che ci governano hanno vietato ai bar il consumo ai tavoli, molto più sicuro dell’asporto. I delatori, perché è giusto chiamarli col loro nome, piuttosto che prendersela con le norme idiote vigenti e magari solidarizzare con quei ragazzi, hanno chiesto a mezzo mondo (compresi sindaco, carabinieri e polizia locale) di disperdere (con gli idranti?) quei giovani criminali in sovrannumero rispetto a quanto stabilito dai sacri DPCM del professorino di Foggia. Perché la legge è uguale per tutti e non guarda in faccia a nessuno, soprattutto quando, come hanno scritto alcune mamme superincazzate ma rispettose delle regole, si devono sopportare i figli a casa per via degli stessi decreti che hanno chiuso le scuole. Quasi tutti gli autori di quei post, in gran parte pieni di rancore e idiozie e scritti tra l’altro coi piedi, in rispetto alla massima di Umberto Eco secondo cui i social hanno dato diritto di parola a milioni di cretini, ci sono sembrati inflessibili tutori dell’ordine, nel giubilo del ministro della salute, il comunista Speranza, che, come si vede, ha fatto molti proseliti dopo aver chiesto agli italiani, qualche mese fa, di denunciare il proprio vicino di casa se ospitava troppa gente. “Sono degli irresponsabili, bisogna fermarli, fare qualcosa”, scriveva qualche altro idiota nella speranza che le forze di polizia, mostrando i muscoli invece del buon senso, stangassero tutti quei giovani untori mentre bevevano il loro caffè. “Questo schifo non deve più succedere”, han deciso gl’innominati da quei vigliacchi senza faccia che sono. E se lo ricorderanno per un bel po’, quei “giovani irresponsabili”, questo giorno (uno dei tanti) in cui sono stati trattati, ancora una volta, da criminali, questo giorno in cui cercavano solo di trovare, dopo tanti mesi di arresti domiciliari, quella normalità che il decreto di un cretino gli ha portato via. Chissà, fosse stato un assembramento di immigrati d’ogni colore, magari per una delle loro orribili ricorrenze, per dire, se le solerti sentinelle sarebbero state altrettanto tempestive. E chissà quanto ha contato negli spioni la preoccupazione per il Covid e quanto invece una sorta di invidia, di meschinità sociale da figli di puttana. Gente così: magari influenzata, via social e televisioni, dai pessimi grillini o dalla sinistra geneticamente modificata, incarognita con la scusa della giustizia sanitaria. Han subito messo in pratica le raccomandazioni del ministro Speranza, e per questo restano delle brutte persone; quelle per bene, che non si sarebbero mai sognate di diventare spie di condominio (alla maniera della Stasi della DDR), si convincono sempre più che questo è un paese di merda, solo a dargliene la possibilità. In democrazia la delazione è spregevole, nei regimi comunisti è meritoria. Avanti popolo, che siamo solo all’inizio. Speranza docet.
