
{module Firma_direttore} Di cose stupide ne sento talmente tante che a queste, ormai, sono abituato. Le uniche che ancora mi fanno un po’ incazzare sono le stronzate che dicono i cosiddetti NOTRIV.
L’antico e inglorioso popolo di quelli che, strumentalizzando a piacimento le paure della gente, protestano contro la decisione del governo di permettere le ricerche petrolifere nel mar Ionio è libero di dire e fare ciò che vuole, ci mancherebbe altro.
Non posso però fare a meno di constatare quanto sia idiota la decisione di questa gente di accettare come compagni di strada, in questa protesta insignificante, i loro nemici storici, e cioè quei politici, come presidenti di regione, consiglieri regionali e provinciali e tanti sindaci della zona, che in realtà, pur facendo credere ai NOTRIV di stare dalla loro parte, perché investiti della missione di difendere l’ambiente, almeno così dicono, sono i veri inquinatori e massacratori delle coste, del territorio e dell’economia, altro che trivelle.
Ecco perché è triste e indecente lo spettacolo che stanno inscenando i nostri NOTRIV, cui di recente si sono uniti anche molti vescovi calabresi: non si può essere pappa e ciccia con una politica che sta in prima fila nonostante la sua squallida storia sia fatta di fallimenti rivelatisi esiziali per le aziende (che vivono di turismo e agricoltura) e per l’ambiente. Infatti, qualsiasi persona intelligente non può far finta di ignorare che quella politica, con cui i NOTRIV inciuciano per convenienza, è la stessa che per incapacità lascia i rifiuti per le strade bucherellate, che permette che da fogne e depuratori finiscano in mare o, addirittura, nelle falde acquifere veleni d’ogni tipo, che non contrasta quegli abusi edilizi che sfregiano il territorio e le coste, che non strilla per la sanità e le scuole ridotte uno schifo e per i danni provocati al mare dalle reti a strascico, che abbandona i centri storici, che calpesta legalità e sicurezza, che uccide imprese e famiglie con una tassazione satanica e una burocrazia criminale, che per viltà non si ribella a mafia e malaffare.
E’ questo lo spettacolo indecente che da oltre quarant’anni ci regalano la politica e una società civile, sua complice, che per decenni si è nutrita nella greppia statale e che per farlo ancora ogni tanto fa finta di ribellarsi. E’ sempre stato così. E non parliamo per sentito dire. La decadenza della città e il declino del territorio sono sotto gli occhi di tutti e recano la firma di questa gente, che tra l’altro ha bruciato risorse e infoltito la schiera degli imbecilli ubbidienti ai loro mentori per gratitudine. I quali, poi, con la loro presenza, ci ricordano che sono ancora qui a tentare di far danni, non paghi di quelli provocati in passato.
Speriamo che almeno su questo argomento, come altri che dovrebbe togliere dalle grinfie della politica locale, il governo se ne infischi delle proteste inconcludenti del gruppetto sparuto dei suoi oppositori, si faccia una risata, e vada per la sua strada, pensando che ogni attacco ricevuto dai cavernicoli, amanti della decrescita felice, si tradurrà in consensi a iosa a suo favore espressi da chi ne ha le palle piene di quelli che dicono no a tutto sulla base di interessi più o meno personali o per pregiudizio. La piazza in effetti non intimidisce più nessuno. È come l’Associazione combattenti reduci. La guardi e ti fa sorridere; un sorriso, malinconico, come quello che di solito si sfoggia in occasione del 2 novembre, festa dei defunti. È l’immagine di un mondo remoto che non si rassegna a coricarsi e a concedere spazio all’inevitabile avanzata della modernità, su cui, poi, bisognerebbe riscrivere la nostra costituzione, la più brutta del mondo, e il suo inutile quanto ridicolo articolo 1: “L’Italia è una Repubblica fondata sull’energia”. Che poi è lo sola cosa che produce lavoro e ricchezza. O no cari NOTRIV.
