
{module Firma_Edilberto de Angelis}Cominciare la giornata all’alba, con un caffè e una dose di comicità? Si può, basta pensare, come ho fatto io, a ciò che è accaduto, pochi giorni fa, a Rossano: dove all’improvviso, e dopo alcuni anni in cui i macchinari sono stati in soffitta, ad aspettare chissà cosa, è stata inaugurata la nuova risonanza magnetica dell’ospedale Giannettasio, che forse, proprio per essere stata ferma così a lungo, visto che la tecnologia corre come un TGV, rischia di nascere già vecchia. E probabilmente non sarà un grosso guaio per la città, poiché, nell’attesa che la RMN venisse tirata a lucido, i privati, che con gli affari legati alla salute ci sanno fare eccome, hanno inaugurato qualche giorno prima (proprio a causa dei ritardi e delle disattenzioni pubbliche) una struttura simile, adagiata tra il supermercato LIDL e la caserma dei Carabinieri. La notizia comica, però, non è questa, poiché la sanità pubblica ci ha abituato a cose anche peggiori; la comicità sta nel fatto che l’inaugurazione dei nuovi macchinari sia avvenuta in sordina, ma così in sordina che al taglio del nastro (si fa per dire), cui si aspettavano politici e dirigenti di alto rango, capaci anche con la loro sola presenza di dare rassicurazioni a medici e pazienti sul futuro dei nostri ospedali, mai così incerto, pare si siano presentate due figurine sbiadite dell’ASP, che dicono fossero lì più che a rappresentare l’azienda e a inaugurare un servizio importante e atteso, di quello che vuole essere un grande ospedale del territorio, a riempire spazi per conto di un insignificante leader della politica locale, che con un incedere felpato, quasi da gatto in salotto, pare stia cercando, da tempo, di essere l’unico referente della sanità locale, nonostante la sua pochezza politica e culturale (e guarda un po’ in che mani è finita la nostra salute). E’ ovvio che questa è una pessima notizia, su cui la stampa locale, impegnata com’è a parlare di fusione e minchiate simili, ha colpevolmente taciuto. Infatti, sarebbe stato interessante che un fatto in apparenza banale, comico, considerando i protagonisti, si fosse saputo, giusto per far capire all’opinione pubblica come la politica intenda il potere e la sanità in particolare: un fatto quasi privato, personale, condizionato dai capricci di piccoli politicanti locali, che mostrando una visione patrimoniale e miope della cosa pubblica, mandano in giro gente di fiducia, a marchiare il territorio, come fanno i cani quando pisciano su un angolo di strada, per garantirsi così quel pezzetto di potere che è il sottotesto della loro miserabile sopravvivenza politica e personale, considerando che è anche gente senza arte né parte, che campa di politica. Si può dire che in questi volgari capricci, ci sia un dettaglio tipografico calato dall’alto: “la politica può tutto”, che dovrebbe essere quell’eccesso di arroganza cui dovrebbe opporsi una classe dirigente vera, sanguigna, seria, da paese finalmente civile. Invece, qui, tutto tace. Nessuno si ribella. Tanto c’è la fusione, come dice un giovane cretino alla sue prime uscite politiche. Che brutta figura.
