
{module Firma_Edilberto de Angelis}A queste ultime elezioni, la stragrande maggioranza di quegli elettori meridionali che schifando la politica imbrattava la scheda elettorale con disegni e parole oscene, ha sostituito le oscenità con il voto ai grillini. Stessa cosa hanno fatto gli scontenti della vecchia politica, che qui da noi, guarda caso, sono quelli che avendo paura di perdere i loro miserabili privilegi assistenziali o di non essere più ricompensati o sistemati a dovere dal sistema dei partiti (con favori, prebende, sussidi e col tanto ambito “posto pubblico”, che non si possono più garantire per mancanza di fondi, anche europei), hanno deciso di fargliela pagare, dando una forte spinta alla vittoria dei 5 Stelle, giusto per demolire, come dicono, il “sistema”, diventato improvvisamente criminale e inaffidabile perché non più capace di far campare a sbafo buona parte di una popolazione meridionale che di lavorare e confrontarsi col merito e il mercato non vuole proprio saperne. Ciò, considerando il tasso di ciutia e il basso livello culturale dei nostri concittadini, e promesse allettanti come il reddito di cittadinanza, può anche starci. Non ci stanno, invece, le pesanti responsabilità, per questo risultato, della nostra classe dirigente, che durante tutta la campagna elettorale ha scelto di star zitta e non schierarsi, magari col buonsenso, per spiegare che la realtà di questo territorio, anche se non civile e sviluppata come dovrebbe essere, non è disgraziata come sembra, visti i miglioramenti che ci sono comunque stati, e soprattutto cosa si rischiava a sottovalutare la minaccia di un partito illiberale, antisistema (inteso come sistema liberal-democratico), dirigista e giustizialista come il Movimento 5 stelle, tant’è che la maggioranza del nostro establishment ha considerato quello dei grillini un partito come tutti gli altri, e i leader politici tutti indistintamente dei populisti. Tutti uguali, tutti pericolosi, tutti cialtroni, tutti impresentabili, tutti invotabili. C’è solo un piccolo problema: non è così. Non è così perché da questa campagna elettorale è uscito vincitore un partito che rappresenta un pericolo per la nostra economia, per la nostra democrazia, per la nostra Costituzione, per il nostro stato di diritto, persino per la nostra salute. Un partito che pensa di ridurre il debito pubblico consolidandolo o imponendo una pesante patrimoniale. Un partito che non ha idee su come rilanciare il Sud, pur vincendo grazie ai collegi del Sud, se non con la solita politica assistenziale, protezionista e del no a tutto oppure disincentivando ulteriormente il lavoro (cui si dedicheranno solo gli immigrati a costi bassissimi) attraverso il reddito di cittadinanza e altre oscenità del genere. Un partito che sogna di smantellare il nostro welfare attraverso l’abolizione di leggi che hanno salvato l’Italia. Un partito che sogna di abolire la democrazia rappresentativa trasformando i parlamentari in sudditi di una srl privata. Un partito che sogna di calpestare la Costituzione promettendo leggi, come quella sulla prescrizione, fatte per non assicurare la ragionevole durata di un processo. Un partito che sogna di abolire in Parlamento il voto segreto. Un partito che prova ogni giorno a sopprimere il dissenso attraverso lo strumento della gogna. Un partito che traccia i voti dei suoi iscritti creando sistemi di votazione che rendono “possibile controllare e ricostruire le preferenze espresse dai votanti a causa della mancanza di anonimato”. Un partito che in un momento in cui l’export italiano corre come un treno sogna di seguire il modello dei dazi alla Trump perché anche nel nostro paese “ci vorrebbe un po’ di sano protezionismo”. Un partito che gioca con la salute dei nostri figli lasciando intendere che sui vaccini è bene che ognuno faccia come crede, senza ricordarsi che fare come si crede significa mettere in pericolo i più deboli, cioè chi i vaccini non li può fare. Chiaro? A noi sì. Il guaio è che tutto ciò non è stato (e non è) per niente chiaro alla nostra classe dirigente, che non ha mosso un dito per denunciare, in modo esplicito, la pericolosità del Movimento 5 stelle. Ora, però, dopo la batosta del 4 marzo ci sarà bisogno di qualcuno che lo faccia. E noi, da queste pagine, cercheremo di dare il nostro contributo.
