{module Firma_direttore}In questi ultimi giorni è accaduto un fatto interessante e quasi nessuno se ne è accorto. Mi riferisco a una maggiore presenza, sul territorio di Corigliano, della Polizia Municipale, probabilmente dovuta alla nomina del nuovo comandante. Il fatto, in sé, potrebbe essere poco interessante (perché se la polizia di prossimità non presidia il territorio, a che serve?), se non fosse utile per riflettere su un aspetto del quale non si è mai riusciti a dare una compiuta spiegazione, oltre che in questa città anche nella vicina Rossano: perché nessuna amministrazione comunale (con l’unica eccezione della seconda giunta Geraci, che aveva approvato un regolamento della polizia locale moderno, poi affossato dalle giunte successive e dalla scarsa collaborazione degli addetti al servizio, col quale si era introdotto, tra le altre cose, il poliziotto di quartiere) è riuscita finora a dare dignità e a far fare il salto di qualità alla Polizia Municipale. E’ da tempo che noi cerchiamo di sensibilizzare sia l’opinione pubblica sia la classe politica di questo territorio su quanto sia importante avere una corpo di PM efficiente. Senza negare che nel corso degli anni siano stati presentati programmi elettorali pieni di buone intenzioni, che andavano proprio nella direzione di creare un corpo di PM finalmente capace di svolgere tutte le funzioni che la legge gli attribuisce, tra cui quella essenziale di garantire sicurezza e legalità, è però un fatto che, nel complesso, siamo sempre rimasti fermi a una situazione di stallo. Perché? Ci sono due possibili spiegazioni. La prima è la più comune fa riferimento alle insufficienze della nostra classe politica, che non comprende l’importanza che ha o può avere in città difficili come le nostre un corpo di PM efficiente e attrezzato. La seconda spiegazione fa invece riferimento alla pericolosità che una scelta del genere potrebbe avere per il futuro di una classe politica da sempre abituata ad acquisire e a conservare il consenso attraverso una gestione clientelare e illegale del potere. Ecco, in questa ottica una Polizia locale che applica e fa rispettare le regole, com’è suo dovere, a ogni livello e senza fare sconti, diventa pericolosa per chi ha creato la propria fortuna chiudendo un occhio se non due sulla impudente, sconcertante e diffusa violazione della legalità. La tesi è condivisibile ma solo se si ritiene che le istituzioni e l’economia non possano sopravvivere attraverso il rispetto delle regole. C’è poi una terza spiegazione. L’idea è che in questo territorio il rispetto della legalità interessi a pochissimi. Il nostro paradosso è che, a livello superficiale, c’è, da parte dei cittadini, un diffuso favore per la legalità. A un livello più profondo, invece, pur parlando sempre del rispetto delle regole, la gente di questo territorio, a stragrande maggioranza, è in realtà fuorilegge, vive tutti i giorni nella più completa e totale illegalità. E si ci trova a meraviglia. Continuano, invece, a essere in netta minoranza le persone che ritengono che il rispetto delle regole renda la nostra società più ricca e civile. Che i fuorilegge siano fortissimi in questo territorio è dimostrato, ad esempio, dalle furibonde reazioni che si scatenano tutte le volte che c’è qualche iniziativa concreta per la legalità, quali la demolizione di case abusive, le multe per i rifiuti abbandonati per strada e nei torrenti, la lotta all’evasione dei tributi comunali, le multe per le violazioni del codice della strada. Anziché assumere queste iniziative come un’occasione d’oro per rendere la città più vivibile, i fuorilegge denunciano le iniziative delle istituzioni come se fossero esagerate o messe in pratica da criminali. Perciò, cari lettori, rassegniamoci: la tanto predicata rivoluzione civile e culturale, in questo territorio si potrà fare solo quando saranno sconfitti i fuorilegge, i quali oltre a essere maggioranza nella popolazione, sono bravissimi nel presentare qualunque tentativo di riforma in direzione della legalità come una terribile catastrofe. Verrebbe da dire: amen e non parliamone più. Se non fosse che questo meccanismo, oltre a renderci tutti pezzenti, schiavi e incivili, ha bloccato la crescita economia e sociale del territorio. Ecco perché se non vogliano che continui a bloccarla anche in futuro, quello della diffusione della legalità su tutto il territorio, attraverso una maggiore presenza della polizia locale, dovrà essere una delle priorità da assegnare alla nuova città e alla sua ambiziosa classe dirigente. Vediamo chi ci sta e, soprattutto, chi ha le carte in regola per farlo.
