Editoriali

Una proposta per abbattere il debito italiano c’è. Perché nessuno ne parla?

{module Firma _Teodoro F. Klitsche de La Grange}Per ora è solo una voce, ma se continua così una “patrimoniale” o meglio: un “prelievo forzoso” sui nostri risparmi è sempre più probabile, sulla falsariga di un’idea, avanzata da un economista della Bundesbank e pubblicata dai nostri giornaloni, che prevede di creare una sorta di “fondo salva-Stato” finanziato unicamente con i risparmi degli italiani, che saranno chiamati a sottoscrivere (forzatamente) titoli di Stato creati ad hoc dando fondo al 20% del proprio patrimonio netto. Una vera e propria stangata senza precedenti, che andrebbe così a drenare le ricchezze (poche o tante che siano) di tutti i contribuenti. In questo modo, dice l’economista tedesco, il governo riuscirebbe a dimezzare il debito pubblico. E’ ovvio che il piano tedesco (che potrebbe avere qualche estimatore anche in casa nostra, vista la voglia matta di patrimoniale che c’è in ambienti governativi) è folle, poiché comprometterebbe seriamente i consumi e, quindi, l’intera economia italiana. Meglio sarebbe se qualcuno, magari della parte più ragionevole del governo, tirasse fuori la proposta, lanciata qualche anno fa da Milano Finanza con insigni economisti, (il c.d. “tagliadebito”) che prevedeva il conferimento di una parte del patrimonio immobiliare statale e regionale in un Fondo sottoscrivibile dai privati cittadini e dagli istituzionali contro la consegna di BOT e BTP che diverrebbero annullabili. Si tratterebbe di una cifra attorno ai 400/500 miliardi di euro, grazie ai quali il debito italiano scenderebbe da 2300 a 1800/1900 miliardi di euro. In tal modo i sottoscrittori di queste quote avrebbero una obbligazione garantita dal patrimonio sottostante e il nostro debito pubblico scenderebbe di un 20%. Il famigerato rapporto sarebbe limato attorno a 110% facendoci rientrare tra le economie affidabili. Ma oggi una proposta del genere quanti estimatori troverebbe? Forse pochi, perché le componenti maggioritarie del governo, quelle più irrazionali e rancorose, vogliono utilizzare la ricchezza degli italiani per salvare i conti pubblici. E allora se è così, meglio fare il diavolo a quattro, nelle sedi europee opportune, per inserire proprio il risparmio privato nel metodo di calcolo dei parametri di Maastricht, magari introducendo, nel numeratore del rapporto debito/pil, il debito delle famiglie e delle aziende, che essendo in Italia molto basso, in rapporto alla ricchezza posseduta, farebbe diventare il nostro paese il più virtuoso dell’intera area euro. Sarebbe il modo migliore per dire, da virtuosi, alla Germania e agli altri paesi nordici di andare a farsi fottere. Altro che default.