
{module Firma_Anton Giulio Madeo}E’ evidente che alcune nuove e vecchie leve della politica locale, tra cui quelle che per comodità chiameremo il Figlio di papà, l’Avvocaticchio e il Politico di lungo corso, abbiano già fallito prima ancora che cominci l’avventura del comune unico, perciò non capisco come certa stampa possa ancora stargli dietro come se fossero persone serie e attendibili quando, invece, sono dei mentecatti. E’ evidente che non poteva essere altrimenti, visto le tante scemenze che fanno e dicono ogni giorno sul fronte fusione, anche se il nome e gli slogan che hanno scelto per darsi visibilità ci avevano fatto pensare che avessero deciso di cambiare mestiere e lasciar perdere la politica, che non fa per loro. E’ anche evidente, però, che, visto il loro disastroso passato politico e amministrativo, questi signori saranno forse bocciati alle elezioni, se dovessero candidarsi, e avranno un seguito solo tra qualche giornalistucolo, che invece di mandarli a cagare li ascolterà. Infatti, non è un mistero che gli elettori, nonostante tardino ad accorgersi di quello che hanno combinato questi signori in politica, del loro scarso valore, della loro mediocrità e delle loro idee sballate e cretine, ché le irrisioni sono irrisioni e gli imbecilli sono imbecilli, ci mancherebbe, siano preoccupati che loro, il Figlio di papà, l’Avvocaticchio e il Politico di lungo corso, tanto per restare in tema, non avendo mai avuto idee, né una strategia né progetto politico forte e serio, magari di rottura col passato e quindi di buon governo, possano mandare in malora la città unica, se eletti. Ecco perché gli elettori non li voteranno: ne hanno una paura fottuta. E non solo per il passato che rappresentano, ma per il presente. Perché oggi, questi signori, durante la fase di transizione dai due comuni al comune unico, tutt’ora perdurante, sono riusciti nell’impresa di fare piazza pulita del minimo ragionevole che si era accumulato prima di loro (soprattutto a Corigliano), rincorrendo brutte figure (come nel caso delle disattenzioni mostrate verso il disastro delle finanze rossanesi, che potrebbe portare al dissesto della nuova città) e persone incoscienti che stanno giocando allo sfascio della città. Così, ecco che le preoccupazioni dei cittadini prendono forma nell’Avvocaticchio, ad esempio, che pur facendo pensare di essere un leader (di ricotta) e perciò a mettersi in proprio (senza averne le qualità), in realtà fa paura perché sta lavorando per portare la ex città di Corigliano alla mercé dei rossanesi, in modo da spolparla per bene, come accadde con la sanità, già prima delle prossime elezioni comunali. E nonostante tutte le sue mosse vadano nella direzione opposta, lo starebbe facendo solo per motivi esistenziali e alimentari. Il Figlio di papà e il Politico di lungo corso, invece, sono più furbi e quindi indecifrabili, forse perché da buoni opportunisti temporeggiano, per capire da che parte conviene stare, essendo la situazione ancora molto fluida ed essendo loro personaggetti senza arte né parte, i quali hanno trovato nelle istituzioni (dove li hanno intrufolati i loro papà politici e naturali) il modo per sbarcare il lunario. Perciò speriamo che, alla fine, sia chiaro a tutti che qui siamo in presenza di inetti di insuccesso, prepotenti incapaci e pericolosi analfabeti, che vanno puniti perché nella loro vita politica (e non solo) hanno combinato ben poco e che per questo sono pronti ad accettare qualsiasi nefandezza pur di tenere in piedi questa truffa della fusione, che gli darebbe così ancora un minimo di visibilità e di futuro, anche professionale, a scapito del futuro della città che hanno già svenduto. L’unica speranza, per noi, è che queste persone alla fine litighino alla prima incrinatura delle pulsioni prepolitiche interne ai loro gruppi, dove ci sono veri e propri faccendieri, perché se ciò non dovesse accadere ci troveremmo di fronte a gente che per governare la terza città della Calabria adotterà il criterio del merito: più sei ignorante e cretino, più sei spregiudicato e più comandi. Sarà il punto di debolezza di questa nuova classe dirigente o digerente, che farà di tutto per rovinarci la vita. Infatti, le idee camminano sulle gambe degli uomini e di solito sono depositate nelle teste dei suddetti. Ma avercela, la testa. Nell’attesa dobbiamo augurarci che dietro la baldanza maligna di questi soggetti non ci sia una scommessa di distruzione creativa, al vertice della quale sta il ritorno ai vecchi metodi e caratteri della politica e degli intrallazzi delle consorterie più o meno nascoste, soprattutto di marca rossanese, tendenti a mettere le mani sulla città. E che città. Ce lo fanno pensare ciò che stanno preparando e l’opposizione spaesata dei partiti che abbiamo, che ci offrono come unica prospettiva un tanto peggio, tanto meglio, versione per illetterati e deficienti del famoso brocardo conservatore dell’aristocrazia siciliana di fronte all’unificazione nazionale dall’alto. Perciò, auguri e speriamo figli maschi, di cui c’è un fottuto bisogno, poiché finora abbiamo visto all’opera solo femminucce.
