Editoriali

Per battere il coronavirus non occorre militarizzare il territorio, basta solo il buon senso

{module Firma_redazione}Non ho paura del virus, ho paura dello stato. Infatti, il coronavirus ha una sua logica (il contagio) che può essere controllata: l’epidemia si blocca se ogni persona infetta ne contagia meno di un’altra, così dicono gli esperti. Lo stato, che non siamo noi, bensì gli apparati burocratici e di polizia che lo incarnano, invece, è irrazionale e la sua logica a volte è incontrollabile. E quanto sta accadendo in questi giorni di pericolo e di panico, per le nostre strade, lo sta a dimostrare. Infatti, se la ragion d’essere dello stato è la sicurezza (relativa), qui, per via delle norme incomprensibili (e incostituzionali), di un governo d’incapaci, cui si sono aggiunte le stravaganti opinioni dei virologi e le ordinanze spesso contraddittorie e stupide di sindaci e presidenti di regione, ammalati di protagonismo, stiamo vivendo una condizione di totale insicurezza, in cui è facile vedere cittadini frastornati e trasformati, improvvisamente, in criminali da parte di apparati burocratici e di polizia che a volte operano al limite dell’arroganza, dell’abuso di potere e dell’arbitrio. Capiamo l’emergenza, ma di certo non possiamo capire né sopportare forze di polizia che a volte ti fermano per strada se fai una passeggiata terapeutica, magari vicino casa, invitandoti con metodi più o meno “urbani” a tornare indietro, pena multa da 400 euro se non addirittura un’improbabile “messa in quarantena”. Comprendiamo anche l’apprensione e la buona volontà delle forze di polizia, che fanno tutto questo per il nostro bene, ci mancherebbe, però, in una situazione così delicata, ci vorrebbe anche un po’ di prudenza, di tatto, di sensibilità, soprattutto quando si ha a che fare con persone tranquille e responsabili. Non vorremmo essere irriguardosi, ma è un contesto paradossale, assurdo, in cui il buon senso, che giustamente si chiede ai cittadini, forse dovrebbe mostrarlo proprio chi sta in prima linea a combattere il virus, poiché c’è il rischio concreto che atteggiamenti poco prudenti esasperino le persone, dandogli l’impressione di vivere in una specie di bolla distopica e dispotica, da stato di polizia, appunto, in cui sembra che tutti abbiano perso la calma e il contatto con la realtà, in cui apparati dello stato invece di rassicurare i cittadini, con manifestazioni di calma, efficienza e razionalità, hanno creato una pandemia di panico, d’incertezza e di paura rispetto alla quale quella da virus è davvero poca roba. Ecco perché per contrastare un’emergenza sanitaria come questa, così diffusa, ricorrere alla militarizzazione delle strade, per far rispettare limitazioni che sono nell’interesse di tutti, è un approccio negativo, da attivare solo nei confronti di quei deficienti che pensano di poter vivere come sempre e come prima, mettendo a rischio la salute altrui, mentre per le altre tipologie d’individui basterebbe affidarsi al buon senso e alla grande responsabilità che stanno mostrando i cittadini, i quali hanno preso coscienza della gravità del momento e si comportano di conseguenza. In fondo la militarizzazione è un attestato di grande sfiducia, perché se dobbiamo ricorrere alle forze di polizia per generare paura nella popolazione, in modo che rispetti le regole, siamo messi proprio male, e io non credo (per quello che ho visto) che siamo in questa situazione e che la popolazione abbia bisogno di questo. Qui, siamo in presenza di un paese terremotato senza terremoto, in cui tutto è chiuso e c’è addirittura il coprifuoco. La vita è interrotta perché il virus della stupidità si è diffuso a macchia d’olio e chiudendo le menti non permette ancora adesso di affrontare il problema con gli strumenti, che pur abbiamo, della modernità. Siamo un paese che in un attimo ricasca nel Medioevo, perché è intossicato dall’idea, di sinistra e di destra, che da qualche parte ci sia qualcuno, appartenente al mostro statale, che con la bacchetta magica risolve tutto e solleva tutti dal fastidio di pensare e dal peso della libertà. Il virus non è venuto dalla Cina. Lo avevamo già in casa ed era quello della stupidità. Pensiamoci.