
{module Firma_redazione}Di fronte alla proposta del governo di creare assistenti civici antimovida, si sono sprecate ironie e aggressività, che mai come in questo momento ci sono sembrate esagerate. Non tanto per la proposta in sé, che è abbastanza cretina, come d’altronde cretine sono state tutte le decisioni di questo governo, quanto per le definizioni che sono state utilizzate per descrivere l’ideona del signor De Girolamo, alias Francesco Boccia, che vanno dai paralleli con la milizia fascista fino alle guardie rosse. Evidenti esagerazioni, scritte e dette senza un minimo di rispetto per le proporzioni a proposito di persone che presumibilmente saranno più che altro dei boy scout in cerca della buona azione quotidiana. Quello che invece è mancato in questo dibattito sugli assistenti civici è che mai e poi mai si è pensato di far diventare un’idea idiota e improvvisata un po’ più intelligente e velleitaria e soprattutto utile, nel senso che se proprio si voleva affiancare alle forze di polizia, soprattutto locali, un corpo di volontari non bisognava dargli poteri di delazione sugli idioti della movida, ma un potere di controllo del territorio finalizzato alla repressione dei fenomeni veri dell’illegalità (quali droga, estorsioni, rapine, furti, eccetera), che di certo non sono lo spritz consumato a meno di un metro o l’abbraccio di chi magari non si incontrava da mesi. E’ questo il vero punto debole del progetto: non tanto l’idea in sé, quanto la sua utilizzazione e l’incapacità di approfittare di un momento particolare, come l’emergenza coronavirus, per volare alto e fare qualcosa di utile alle città. Perché, è innegabile che la collaborazione di un gruppo di cittadini, magari organizzato in associazione di volontariato, giusto per non chiamarle ronde, se ben gestita potrebbe dare una gran mano alla polizia, a cominciare da quella locale, per garantire in un territorio il rispetto della legalità (che di certo non è l’uso della mascherina o la distanza sociale), la tutela dell’ambiente, la pubblica sicurezza, il decoro urbano, solo per citare alcuni dei settori dove potrebbe avere un senso la collaborazione dei vigilantes. Ecco perché un piano così importante, che richiede coordinamento con le forze dell’ordine, bisognava organizzarlo bene, concordarlo coi sindaci e il ministero dell’interno, coi cittadini e non sputtanarlo in due minuti per compiti ridicoli. Perché qui se i distanziator si limiteranno a osservare i ragazzi della movida da lontano, nessuno ci farà caso e tutto andrà bene, ma se gli romperanno i coglioni, con interventi più o meno invasivi, tutto andrà male, perché i nostri improvvisati vigilantes saranno presi a calci nel culo. Ovviamente, se tutto andrà bene, altrimenti ci saranno bastoni e forconi. E a quel punto si apriranno le porte dei pronto soccorso, e questa volta non per il coronavirus.
