
{module Firma_redazione}Ormai il sindaco di questa città abbiamo imparato a conoscerlo. Predica male e razzola peggio, ecco perché a noi di ciò che fa Stasi non importa nulla. E penso che la stessa indifferenza la provino i cittadini, i quali stanno cominciando a non avere più fiducia né in questa amministrazione né nella fusione, che così si mostrano per ciò che in realtà sono: due colossali bufale. D’altronde era prevedibile, perché pensare che la fusione e questo signore, dai modesti mezzi politici e culturali, avrebbero potuto risolvere o avviare a soluzione i tanti problemi di un territorio vasto e difficile è stata l’ennesima illusione infantile di un popolo che solo ora comincia a crescere e a capire che i guai della città, diventata unica, sono aumentati e stanno tutti lì a marcire, senza che qualcuno sappia come risolverli. Lo dimostra anche la notizia del giorno: la richiesta al prefetto di convocare d’urgenza il comitato provinciale per la sicurezza e l’ordine pubblico, in modo da dare una risposta forte (?), dello stato, agli atti di violenza avvenuti di recente in città. Ennesima dimostrazione del fallimento della politica promossa dal personaggio più sgangherato mai visto all’opera da queste parti, che, sebbene ciò sia acclarato, non vuole assumersi alcuna responsabilità diretta in fatto di sicurezza, preferendo delegare tutto ad altri. Forse perché ignora che un sindaco, ente di prossimità per eccellenza, può fare molto più di un prefetto per rendere la città sicura e ordinata: gli basta applicare, a tutti i livelli, il principio di legalità, attraverso una polizia locale seria e efficiente (di certo non guidata dal segretario comunale), quindi in grado di controllare il territorio e praticare la tolleranza zero, e il gioco è fatto. Certo, comprendiamo che fare lo sceriffo non sia nelle corde del nostro sindaco, perché per assumersi rischi in fatto di sicurezza in un territorio così problematico bisogna avere le palle, che non tutti hanno. Tuttavia Stasi, se proprio vuole essere il coraggioso innovatore che dice di essere, potrebbe fare uno sforzo per capire che il crimine (e la mentalità criminale che lo accompagna) si combatte partendo dal basso, colpendo duro anche il più piccolo e banale gesto illegale, come, ad esempio, gli atti vandalici, la sosta selvaggia, i rifiuti per strada. In sostanza prevenire. Prosciugare il mare in cui nuotano i pesci, anche piccoli, dell’illegalità diffusa e del crimine. Ristabilire i principi molto semplici della convivenza civile, per far capire a tutti che ciò che è proibito è proibito e basta e chi infrange le regole viene multato, denunciato e, se il reato è grave, arrestato. E sfoltire i ranghi degli incivili e dei cosiddetti “microcriminali”, affidando il presidio del territorio alla polizia locale, significa far diminuire notevolmente il numero degli atti illeciti e dei reati, perché ci saranno in giro meno persone del tipo che, prima o poi, li commettono. E poi è anche importante capire (in base alla teoria della finestra rotta) che lì dove c’è tolleranza verso i reati e le illegalità minori si crea un clima di permissivismo che naturalmente agevolerà crimini più gravi. In conclusione, ciò non vuol dire che la nostra città diventerà un paradiso, ma migliorerà molto in termini di qualità della vita. Per farlo, però, è necessario che il sindaco e i suoi collaboratori capiscano che per garantire più sicurezza ai cittadini più che un esercito di carabinieri sarà indispensabile riorganizzare la polizia locale, che operando su un territorio che conosce bene potrà diffondere meglio di chiunque altro la cultura della legalità. E tanto meglio lo farà quanto più avrà la possibilità di coordinarsi con la prefettura e le altre forze di polizia, cui potrà fornire aiuto e informazioni indispensabili per rendere la città più sicura. E’ ovvio che solo impegnandosi in tale direzione il sindaco dimostrerà di voler fare qualcosa di serio e di utile per la sicurezza e la lotta al crimine, altrimenti, demandando tutto a prefettura, esercito e forze di polizia, che il territorio lo presidiano meno e lo conoscono poco, sarà tutto fiato sprecato e un gran regalo ai criminali. Non ce l’abbiamo con Stasi, intendiamoci, ciò nonostante ci chiediamo: per quanto tempo ancora i cittadini, se non ottengono risposte di questo genere, potranno continuare a tollerare l’attività negativa di un uomo che si sta dimostrando non all’altezza della situazione? Ai lettori l’ardua risposta.
