Editoriali

Giovani, imparate a disubbidire e strappate le mascherine, simbolo di sottomissione

{module Firma_Anton Giulio Madeo}Dopo i tanti provvedimenti liberticidi e anticostituzionali emanati, causa coronavirus, dal governo Conte, penso sia arrivato il momento della ribellione democratica, perché una democrazia si mantiene in vita solo se i cittadini sanno ribellarsi quando è ora, e questo, credetemi, è il momento giusto, magari abbattendo il principio su cui si regge la stessa democrazia: la legalità. Un concetto spesso pericoloso, per abbattere il quale penso sia necessario affidarsi ai giovani, gli unici capaci di ribellarsi trasformandosi in disertori civili. Quelli che pensano che quando le leggi limitano ingiustamente lo stato di diritto e le libertà individuali non vanno rispettate ma cambiate. Così se una maggioranza politica prepotente e incapace come l’attuale decide che bisogna portare le inutili mascherine anche all’aperto e anche quando il virus si è indebolito oppure che si può stare in un locale o in un ristorante fino alle 23, come se il corona facesse di mestiere il guardiano notturno, è evidente che siamo in presenza di una norma palesemente stupida e ingiusta, alla quale non si può obbedire e sottostare. Perciò i giovani, nostra avanguardia disubbidiente, in segno di protesta si strapperanno dal volto quelle orribili mascherine che stanno diventando, allo stesso modo del velo islamico, non un simbolo di salvezza ma di sottomissione a una feroce dittatura sanitaria. E quando lo faranno dimostreranno a tutti che l’ubbidienza alla legge spesso è immorale e la ribellione è, viceversa, morale, necessaria. Perché lo stato può diventare il principale nemico della società civile, della morale, della libertà, dell’economia e del benessere. Per cui la ribellione a uno stato liberticida, criminale e criminogeno (come quello che conosciamo) è sacrosanta. Anzi, i giovani devono capire che se non imparano a ribellarsi, disubbidendo, la democrazia e la libertà sono in pericolo. Dovranno farlo per loro e per le generazioni future, cui dovranno consegnare una società migliore. Sarà l’avverarsi del sogno che Elsa Morante affidò al suo più bel libro: “Il mondo salvato dai ragazzini”, un inno all’adolescenza, alla sua energia e alla sua bellezza come visione politica per cambiare il mondo. Ma i giovani di oggi avranno la capacità e la forza di farlo? Chi lo sa.