
E ora, dopo la nomina di Gigino Di Maio a professore onorario del King’s College di Londra, provate a “cazziare” i vostri figli quando non studiano. Provate a dirgli, senza sarcasmo, che la scuola è ancora fonte di successo, di ricchezza e di promozione sociale e personale. Provate a convincerli che attraverso la scuola, anche con tutti i suoi limiti e difetti, una persona può garantirsi una vita migliore, magari rispetto ai suoi genitori o al resto della sua famiglia. Provate a dimostrargli che spingere le persone a studiare, andare a scuola, come si faceva una volta, significa costruire una società migliore e più ricca, anche culturalmente, delle precedenti, perché più conoscenza aumenta la qualità della vita. Vi risponderanno che se l’esempio di ciò che diciamo è Di Maio vuol dire che gli studi non portano da nessuna parte, perché oggi, nella vita, per arricchirsi e avere successo più che la cultura, la conoscenza, le passioni, il sacrificio, le vocazioni, gli ideali serve altro: un po’ di fortuna, amicizie influenti, qualche raccomandazione da parte delle persone giuste e il gioco è fatto. In fondo, se uno che non azzecca un congiuntivo e che considera Mosca una grande capitale mediterranea è stato più volte ministro e oggi è professore onorario di una delle più prestigiose università d’Europa vuol dire che chi va bene a scuola è da considerarsi un fallito, un perdente, per cui i ragazzi più svegli e intelligenti, quelli con più talento, alla fine, saranno quelli che avranno di più in odio la scuola, forse perché capiscono che la scuola non riesce a inserirti nel mondo del lavoro, non ti prepara a una professione o a un mestiere, in poche parole ti mette da parte, ti scarta. Infatti, a quale ragazzo potrebbe ancora interessare una misera carriera da burocrate, da professore, da consulente, da libero professionista o da ricercatore quando ad avere successo sono personaggi semi-analfabeti, anche senza scrupoli, o quando la società richiede, pagandoli profumatamente, influencer, tronisti, sportivi, attorucoli da soap opera e così via: per farla breve, tutta gente che con lo studio, la cultura, la scuola in generale, ha ben poco a che fare, poiché la gente che ha letto centinaia di libri è rimasta povera, mentre chi non lo ha fatto è diventato ricco e importante, magari con metodi parecchio discutibili o con mestieri considerati poco nobili. O no caro Gigino.
