
Dove va la politica in questa città? Se leggi un po’ di cose, anche sui social, e segui, ad esempio, lo pseudo-dibattito che sta sopra e sotto la nuova piazza di Schiavonea, la risposta è solo una, da nessuna parte. Perché nelle cose spicciole del panorama dei media, in cui spesso sta la verità, quella piazza è diventata un’occasione da cavalcare al minimo spunto polemico, per cui sfruttare certi episodi, come il colore della fontana, per fare bassa propaganda rivela una certa miseria nel dibattito politico. Resta, però, la domanda iniziale, che è ghiotta, dove va la politica in questa città? La risposta non può che essere ancora e solo una: da nessuna parte. Perché non v’è traccia di un dibattito serio, costruttivo, sugli argomenti che si affrontano, e non è un fatto di cui vantarsi troppo, perché significa che manca più di qualcosa sul piano culturale e dei contenuti, che sono ancora quelli di sempre, almeno quelli degli ultimi trent’anni, sterili, polemici, inutili. Infatti, le facce e le voci che vanno sui social o sulla stampa, che saranno in parte anche nuove, dimenticano un elemento decisivo: la proposta, che, al di là del colore della fontana, che penso non interessi nessuno, a meno che non la si dipinga di verde, il colore della speranza, dovrebbe partire ancora da una domanda, questa sì fondamentale: ma una volta finita quella piazza, che potrebbe anche essere interessante ai fini dello sviluppo di Schiavonea, cosa ne vogliamo fare di tutta quell’area, che comprende, oltre alla piazza, anche il Quadrato, la Torre del Cupo, l’edificio Taverna e soprattutto Viale Salerno? Ecco la vera domanda da porre al centro del dibattito che riguarda Schiavonea e non solo. Una domanda semplice, che possa offrire ai cittadini argomenti che rispondono ai loro reali bisogni e a un immaginario che potrebbe mutare se solo si vedesse quella piazza come un’opportunità. Per cui se si continua a scrivere che quella piazza è di volta in volta bella o brutta o addirittura un inutile sfregio, è come scoprire l’acqua calda, perché così si dimentica di elevare il livello del dibattito politico, che poi è quello che potrebbe fare una certa differenza nel far cambiare la percezione che il cittadino ha, o dovrebbe avere, della missione della politica, questo è rilevante. È una questione di visione, missione, cultura, pluralismo. Sono tutte cose rimaste a mezz’aria che hanno bisogno di tanto lavoro per essere elaborate, sono valide solo se diventano un’anticipazione del futuro, non sarà una piazza a tracciare la rotta definitiva, si possono studiare cose importanti ma alla fine la domanda con cui abbiamo iniziato questo articolo resta senza una risposta: dove va la politica in questa città? Avete mai sentito parlare di queste cose, del futuro della politica? Per ora no, per ora fanno solo post sul colore della fontana, ma non si occupano di altro. Peccato.
