
Diteci la verità e permetteteci la provocazione, a quanti di voi, dopo gli episodi di violenza dei giorni scorsi, in cui sono stati presi d’assalto distributori di benzina, auto, case e negozi, è venuta la voglia di prendere un fucile e usarlo? Probabilmente a tanti. Ed è una risposta che ci fa incazzare, perché ci ricorda che in questo paese, apparentemente libero e democratico, a qualunque cittadino onesto, oggi alla mercé di violenti e criminali d’ogni risma, è negato il diritto alla difesa personale. Un diritto che, nonostante l’aumento della violenza e il favore dell’opinione pubblica, continua a restare un tabù, perché c’è una classe dirigente (o digerente) che spinge a pensare che lo stato sia l’unico soggetto legittimato all’uso difensivo della forza. Per cui, nonostante i dubbi sulla capacità dello stato a difenderci, perché è impensabile che si possa mettere un poliziotto davanti a ogni porta, la condanna di questa libertà naturale dell’uomo, che è appunto il diritto alla difesa personale, resiste, così come resiste l’incapacità a capire che in una in società violenta, come sta diventando la nostra, c’è la necessità che la gente possa armarsi per difendersi dai criminali. E noi, da libertari convinti, non possiamo che essere d’accordo, perché se ogni uomo ha diritto alla proprietà privata, anche del proprio corpo, che è un diritto naturale preesistente a qualunque legge dello stato, deve anche avere il diritto a difenderla, questa proprietà, in caso di aggressione violenta. E, badate, a farci diventare sostenitori del diritto alla difesa personale non sono solo motivazioni di natura etica o culturale, ma anche considerazioni utilitaristiche. Perché chi vuole imporre una legislazione proibizionista, in fatto di armi, dimentica una cosa fondamentale: queste leggi saranno rispettate solo dalle persone oneste, perbene, mentre i delinquenti e i violenti se ne infischieranno tranquillamente. Ciò vuol dire che proprio grazie al proibizionismo certi soggetti delinqueranno più volentieri perché, a priori, sanno già che avranno a che fare con cittadini inermi e dovranno guardarsi solo dalle forze di polizia (palesemente insufficienti e di certo meno tempestive e motivate a reagire di chi subisce direttamente una violenza o un attacco ai propri averi). Se invece, delinquenti e violenti, sapessero di avere a che fare con cittadini armati, e pronti a difendere la propria vita e i propri beni, ci penserebbero due volte prima di commettere un misfatto, poiché saprebbero che i rischi, nell’aggressione, sarebbero molto alti. Pensate un po’ all’effetto deterrente che avrebbe sui balordi il fatto che le persone prese di mira possano avere un’arma. Di più: la possibilità di essere armati farebbe crescere anche l’altruismo. Infatti, è scientificamente provato che chi si trova in tasca una pistola più facilmente andrà in aiuto di chi si trova in difficoltà, di chi è aggredito. Non pensate che su questo argomento, che pur restando una provocazione cerca di guardare il problema in un’ottica di pari opportunità tra aggressori e aggrediti, si possa aprire un dibattito e magari chiedere ai cittadini cosa ne pensano? Penso proprio di sì.
