
{module Firma_direttore}Ecco un buon spunto da cui partire per capire l’attuale fase politica. La frase pronunciata dal sindaco Geraci, lo scorso dicembre, quando, all’indomani della manifestazione di protesta che ci fu in municipio, disse: “Per il 2016 ridurremo la TARI”.
Quasi ovvio, direte, ma, credetemi, così non è, poiché questa volontà, della giunta, a ridurre la pressione fiscale, più che alle pressioni della piazza, che hanno avuto di certo il loro peso, è da attribuire a una nuova filosofia di gestione del comune e delle sue finanze. Una vera e propria inversione di tendenza, rispetto al passato, come ci riferisce qualcuno ben informato, voluta sia da Geraci sia dal nuovo assessore al bilancio, che sono fermamente intenzionati a migliorare i servizi, senza alleggerire le tasche dei contribuenti.
Una specie di miracolo, che la politica cercherà di realizzare in una maniera molto sobria: inserendo nel Documento unico di programmazione (il nuovo strumento di finanza locale che da un paio d’anni ha sostituito la Relazione previsionale e programmatica), due concetti fondamentali: il primo basato sul recupero di nuove risorse che non ricadano sulle spalle dei contribuenti (attraverso l’eliminazione di estese sacche di evasione ed elusione, il che è scontato, e il pagamento, da parte delle principali società di servizi, quali ENEL, TELECOM, ENI, eccetera, oltre che della TOSAP, delle cosiddette servitù annue, una specie di corrispettivo che dovranno versare per l’uso del territorio, chiamate “canoni non ricognitori”), il secondo su un rigido controllo della spesa. Una voce, quest’ultima, da sempre incubo degli amministratori, che ha fatto spesso da ostacolo allo sviluppo socio-economico della città, poiché maggiore spesa significava maggiori tasse. E allora eccoci alle nuove gare d’appalto per l’illuminazione pubblica, la raccolta dei rifiuti o per la gestione dei depuratori (da cui si spera di ricavare molti risparmi), oppure, tanto per fare altri esempi concreti, al taglio drastico dei canoni energetici o alla questione del canile, che attraverso l’ambulatorio per la sterilizzazione dei cani e un costante monitoraggio del randagismo (con la microchippatura), permetterà di dimezzare la spesa (che passerà da 400.000 euro a circa la metà). Tutto oro, mormorano al comune, che colerà nelle tasche dei contribuenti, a cominciare dalla riduzione della tanto odiata (e cara) TARI.
Ma il sindaco, che ha un certo fiuto nel sentire i malesseri della città, con queste manovre ha anche un altro obiettivo: ridurre quella sfiducia reciproca tra il comune e i suoi cittadini che impedisce al territorio di crescere. Non è un caso, infatti, che Geraci citi spesso la questione dell’evasione fiscale, che qui è diventata endemica, poiché frutto sia della cattiva educazione di chi non vuole pagare a prescindere da chi e come governa, sia della sfiducia che i cittadini hanno nei confronti delle istituzioni, soprattutto locali, così avvezze a imporre tasse. Perciò ecco la necessità di ristabilire questa fiducia, magari togliendo oggi una parte della tassazione sui rifiuti, domani abbassando qualche aliquota oppure istituendo una linea telefonica diretta con il fisco comunale e il proprio dossier fiscale. Impossibile? Pensiamo proprio di no. Ci vuole solo una grossa volontà riformatrice: cambiando l’atteggiamento nei confronti dei contribuenti e l’opacità dell’apparato burocratico.
Dall’altro lato, quello del cittadino-contribuente, ci vuole l’educazione, che può partire anche dalle piccole cose: come l’isola ecologica, uno spazio che il comune ha creato di recente all’interno dell’autoparco, per raccogliere i rifiuti ingombranti, quelli che spesso vediamo per le strade o nei torrenti, che pare funzioni. Forse perché qualcuno ha cominciato a pensare: se sporco faccio un danno a me e alla collettività. In fondo l’educazione civica si impara anche così. E allora perché non partire da questo assunto? Il cambiamento è a portata di mano. Tutto sta nel farlo in fretta, prima che la nostra carrozza, in un mondo sempre più veloce, si stacchi definitivamente dal treno delle città più vivibili ed evolute.
