
{module Firma_direttore}Poiché viviamo in una città di automobilisti maleducati e soprattutto di motociclisti cretini, penso sia arrivato il momento di proporre al nostro sindaco una bella campagna per il “rumorvelox”, come di recente lo ha definito un noto giornalista televisivo, che poi sarebbe una specie di autovelox per misurare il rumore, vera e propria dannazione di noi poveri cittadini indifesi.
Sarà un aggeggio che costerà ai comuni qualche migliaio di euro (che però potranno recuperare coi proventi delle multe), sarà uno strumento che noi spiriti libertari vediamo come fumo negli occhi (perché va a restringere ancor di più i nostri scarni spazi di libertà), ma è ora di dire basta alla cafonaggine e all’imbecillità dilagante del rombo, dello smarmittamento e dello sgassamento molesti.
Ho purtroppo la sfortuna di vivere in un posto che, da questo punto di vista, è un vero e proprio inferno. Abito vicino a uno degli incroci più trafficati, pericolosi e quindi rumorosi della città (quello di via Provinciale), per cui attorno a casa mia, a tutte le ore del giorno e della notte, gli acuti delle moto e i decibel delle auto raggiungono livelli pazzeschi. E sono tante le volte in cui, guardando la strada e aspettando che passi la botta rumorosa, mi chiedo se finalmente qualcuno, che passa ad alta velocità, non si sia per caso schiantato contro qualche muro.
La velocità è il problema principale, si capisce. La velocità uccide, per cui ben vengano gli autovelox e i tutor che, lì dove sono utilizzati per la sicurezza stradale e non per rimpinguare le casse comunali, aiutano a far rispettare i limiti. Ma i limiti del rumore chi li fa rispettare? Anche il rumore, a suo modo, uccide; se non altro uccide la tranquillità, il diritto di ciascuno di riposare, la pace domestica.
A volte penso che basterebbe un po’ di buona educazione, magari ripristinando quelle vecchie e buone maniere che sono state abolite, come se fossero passate di moda. Ma visto che la maggior parte della gente non ci arriva e continua a sfrecciare con le marce tirate all’impossibile, a dar gas al semaforo, a strombazzare senza requie, eccetera (evito di dilungarmi perché i rumori molesti li conoscete benissimo) non resta che affidarsi all’idea del “rumorvelox”. E anche se non sappiamo se esista sul serio un aggeggio del genere (ma in molti casi basterebbe solo controllare l’omologazione delle marmitte), sappiamo però che in questa città, alcuni anni fa, il consiglio comunale approvò un piano di zonizzazione acustica, che, come tutte le cose serie e buone, è rimasto seppellito in qualche cassetto del municipio. Perché qualcuno, che ha la possibilità di muoversi a proprio agio per le stanze del comune, non prova a ritrovarlo e ad applicarlo? Se ce ne darà notizia gliene saremo grati.
