{module Firma_direttore}Spesso ci si chiede come abbiano potuto gli italiani diventare un grande popolo nonostante la peggiore classe politica d’Europa. La risposta è semplice: attraverso l’arte d’arrangiarsi, il cosiddetto fai da te, e cioè la grande capacità che hanno a fare da soli. Così se c’è il satanismo fiscale e burocratico, che uccide l’economia, loro rispondono con le armi di legittima difesa dell’evasione e del lavoro nero. Se c’è l’emergenza immigrati, con cui il governo più inetto della storia ci sta riempiendo di clandestini, loro, finalmente stanchi, rispondono con la rivolta. Com’è successo, ieri, anche a Corigliano, dove decine e decine di residenti, del Rione Madonna della Catena, sin dal pomeriggio, sono scesi in strada bloccando l’accesso all’albergo, requisito dal prefetto, che dovrebbe ospitare una cinquantina d’immigrati adulti, di cui nessuno conosce le intenzioni e lo stato di salute.
Ora, è inutile negare che siamo felicissimi per ciò che è accadendo, e anche se la gente si sta svegliando perché avverte l’emergenza immigrati solo come un problema di sicurezza e ordine pubblico, qui c’è anche da prendere coscienza che siamo di fronte a un’invasione, a un piano di accoglienza nazionale criminale, che, per via della denatalità, ci sta riempiendo di clandestini al solo scopo di sostituire gli italiani con una popolazione meticcia, tra l’altro ostile alla nostra civiltà laica e liberale, dalle radici giudaico cristiane, poiché composta prevalentemente da maschi africani, mediorientali e asiatici tra i 20 e i 30 anni, all’apice della fertilità, in gran parte musulmani orientati a sottometterci all’islam.
Un atteggiamento scriteriato, folle, suicida, che tra l’altro avviene mentre c’è, come dicono, una crisi spaventosa, che non permette agli italiani di mettere su famiglia e di fare figli, sostenendo che non ci sarebbero risorse; quelle stesse risorse (si parla di circa 10 miliardi di euro) che invece si trovano, misteriosamente, per insediare in Italia il maggior numero possibile di giovani stranieri, garantendo loro gratuitamente vitto, alloggio, vestiario, sanità, istruzione, sigarette, ricarica del cellulare e due euro e mezzo al giorno per le spese personali.
Giovani, tra l’altro, che sono clandestini, poiché non hanno regolari documenti d’identità e visto d’ingresso; che non sono immigrati, perché ovunque nel mondo gli immigrati si trasferiscono in un altro Stato per lavorare, mentre questi clandestini non hanno intenzione di lavorare né noi chiediamo loro di farlo; che non fuggono dalla povertà considerando che molte Procure hanno accertato che mediamente quelli che salgono a bordo dei gommoni provenienti dalle coste libiche pagano tra i 1.250 e i 3.500 euro a testa; che non fuggono dalla guerra, perché se ci fosse la guerra nei loro paesi dovrebbero restare lì a combattere. Ecco perché riteniamo che questi giovani siano da noi stessi concepiti e sfruttati come lo strumento biologico per la rigenerazione della vita in seno alla nostra società accoppiandosi con le donne italiane.
Infatti, il ministero della Salute ha recentemente comunicato che se gli italiani non faranno figli più di quanti non se ne facciano attualmente, nel 2050, tra soli 34 anni, ben l’84% degli italiani saranno anziani inattivi. Questo significa che non solo non ci saranno più i soldi per pagare le pensioni, ma non ci saranno più gli italiani e non ci sarà più la nostra civiltà. Se il governo avesse a cuore la nostra sorte, dovrebbe proclamare immediatamente l’emergenza demografica, investire tutte le risorse disponibili per promuovere la crescita della natalità degli italiani, per salvaguardare la nostra società e difendere la nostra civiltà. Ma se all’opposto il governo, anziché sostenere la crescita della natalità degli italiani favorisce l’autoinvasione di clandestini prevalentemente giovani, maschi e islamici, significa che sta deliberatamente perpetrando il crimine della condanna a morte della nostra società. Condividiamo questa denuncia. Mobilitiamoci, come hanno fatto nei giorni scorsi i coraggiosi abitanti del Rione Madonna della Catena, per porre fine a questo crimine, non rendiamoci complici della fine della nostra civiltà.
