
{module Firma_Edilberto de Angelis}In caso di malasanità, meglio prevenire i danni o aspettare gli eventi? Sembra una domanda banale, inutile, ma da noi purtroppo non lo è, poiché qui, troppo spesso, la prevenzione, intesa come riduzione dei rischi evitabili, è trascurata da chi dovrebbe occuparsene. Infatti, nei nostri ospedali, il campionario della “malpractice”, come la chiamano gli esperti, è fin troppo vasto, a cominciare dai problemi più o meno gravi causati dall’inadeguatezza e dalla disorganizzazione di molte strutture. Mettendo da parte per un attimo gli aspetti generali e fumosi del problema, che vedono la sanità più che mai nel mirino, qui vogliamo parlare di cose concrete, che attentano sul serio alla salute dei cittadini. Partiamo, ancora una volta, dall’ospedale di Corigliano, dove, in questi giorni, a ridosso di Capodanno, si è ingolfato, sin dal primo pomeriggio, il reparto di radiologia. Il che, direte, non è una novità, considerando che questo reparto opera ormai da anni in emergenza, per la sua nota carenza di personale. Ma, trovare, su segnalazione di solerti cittadini, stanchi di subire disagi, un reparto intasato da numerose persone in attesa di una TAC, provenienti da tutta la fascia ionica, poiché quella dell’ospedale di Rossano, dove c’è la cosiddetta emergenza, si è rotta all’improvviso e non la si riesce a riparare in tempi ragionevoli, è una vergogna senza fine, soprattutto se si pensa che tutto il lavoro è stato scaricato sulle spalle dei pochi medici della radiologia del Guido Compagna, che da anni si alternano in turni a dir poco massacranti perché sotto organico. Certo, può succedere che uno strumento delicato come la TAC possa rompersi, ci mancherebbe, ma è sospetto il fatto che tale strumento è già da due o tre anni, se non ricordiamo male, che a Rossano si rompe proprio a ridosso delle festività natalizie. Infatti, lo scorso anno lo stesso incidente capitò, guarda caso, il 24 dicembre. Che strana coincidenza. E che strana coincidenza che si ripeta anche lo stesso copione degli altri anni, quando, nell’immediato, per evitare disagi, il primario di radiologia (che è lo stesso per i due ospedali, visto che il reparto è unico) o la direzione sanitaria, sono riusciti, dopo telefonate di fuoco, ad alleggerire il carico sui medici di Corigliano facendo la cosa meno logica, che è stata quella di spostare verso il Guido Compagna alcuni radiologi dell’ospedale di Trebisacce. Cosa assurda se si pensa che al momento i medici della radiologia di Rossano, avendo gli strumenti più importanti fuori uso, non sono di certo carichi di lavoro. E’ ovvio che soluzioni del genere, le più logiche, pur sembrando semplici e pur avvantaggiando la salute dei cittadini, che non sempre ha la priorità, sono difficilissime da prendere se non c’è la volontà di farlo. Così com’è difficile avviare indagini interne, da cui potrebbero scaturire pesanti provvedimenti disciplinari, considerando la puntualità con cui la TAC di Rossano si rompe in occasione delle festività natalizie. E’ un cattivo pensiero? Forse. Ma come diceva qualcuno, che di cose così ne capiva più di noi, a pensar male si fa peccato ma a volte ci si azzecca. Chi lo sa.
