
{module Firma_Anton Giulio Madeo}Stefano Mascaro, sindaco di Rossano, ha inviato alla stampa una ponderosa lettera, per dire, in sostanza, che la fusione tra i comuni di Corigliano e Rossano, a causa di una politica distratta, non si sta affrontando con la giusta mentalità e con l’equilibrio e i tempi che meriterebbe. Per cui l’idea stessa della città unica, lasciata in mano a chissà chi, potrebbe presto tramutarsi in un fallimento storico. A stretto giro di posta gli ha risposto Giuseppe Geraci, sindaco di Corigliano, il quale, sfoderando una forte dose di realismo, considerando anche le sue posizioni passate, ha cercato d’incoraggiare e confortare il collega, chiedendogli un ulteriore sforzo, nell’imminenza dell’arrivo del commissario prefettizio, per sconfiggere quella pericolosa impasse della politica che, come dice lo stesso Mascaro, potrebbe davvero pregiudicare il futuro del comune unico. Sono preoccupazioni che non ci sorprendono, poiché ne avevamo già scritto nei mesi scorsi, quando, in perfetta solitudine, sostenevamo che una fusione affrettata e senza una forte e comune guida politica, che avrebbe dovuto produrre un piano di fattibilità incentrato su un’organizzazione burocratica di alto livello, sarebbe stata inutile e controproducente, soprattutto per Corigliano, poiché avrebbe lasciato spazio a poteri più o meno forti che avrebbero garantito solo interessi di parte, pubblici e privati. Ed è ciò che puntualmente è avvenuto, poiché, proprio in questi giorni, pezzi più o meno fuori controllo della nostra burocrazia, in spregio agli interessi della città, hanno cercato di ritagliarsi miserabili vantaggi di carriera, scambiando una momentanea assenza della politica, dovuta alla necessità di sentire, su questo argomento, l’opinione degli esperti, per una presunta incapacità del comune di Corigliano ad avviare una “vera” riqualificazione del personale, prima che i due enti, il prossimo31 marzo, siano sciolti. Un errore colossale, alimentato dalla paura di restare fuori dalla stanza dei bottoni, per via di una Rossano, politica e burocratica, che ha già prodotto (forse pensando che organizzandosi prima avrebbe messo le mani sulla città) atti amministrativi capaci di garantire, con la riqualificazione di organici e personale, quelle figure dirigenziali di alta specializzazione di cui necessita il comune unico, e di una Corigliano, invece, in cui è ancora ferma ogni possibile attività legata a una rivalutazione della struttura comunale, che in qualche modo possa tener conto di capacità e competenze reali. Un grosso problema, come si comprende, che fa pensare, ai soliti maldicenti, che qualcuno stia bloccando, volutamente, la riqualificazione del nostro apparato comunale, magari perché non conosce la procedura legislativa che la riguarda oppure perché, non fornendo all’amministrazione soluzioni che possano far emergere le capacità e le competenze dei nostri migliori dipendenti comunali, vuole svendere il comune di Corigliano. E’ un fatto gravissimo, cui non vogliamo pensare, poiché riporta a galla le miserie di piccoli e insignificanti burocrati, che invece di aiutare un sindaco volenteroso a far bene in una materia complicatissima, pensano di seppellirlo con lo scarso peso che il comune di Corigliano potrebbe avere in un processo di fusione zoppo. Ma, abituati a fare i conti senza l’oste, questi personaggi hanno sottovalutato Geraci, il quale, dopo aver subodorato il pericolo, ha convocato una riunione coi sindacati della funzione pubblica per annunciare che presto, oltre a valorizzare il personale, a cominciare da quello di categoria A, darà il via a procedure concorsuali per creare quelle figure dirigenziali che finora il comune di Corigliano non ha avuto e che sono indispensabili per bilanciare la dirigenza rossanese, che altrimenti, potendo già contare su almeno sei/sette unità, la farebbe da padrona nella gestione dei delicati settori comunali. Altra strada non ci sembra percorribile. Almeno per ora.
