
{module Firma_Anton Giulio Madeo}Alcuni amici, mi riferiscono che le 100 associazioni, in gran parte a conduzione familiare, che hanno fortemente sostenuto (e voluto) la fusione tra i comuni di Corigliano e Rossano, abbiano individuato nella tutela del territorio e dell’ambiente una delle priorità su cui la politica dovrà riflettere in vista del progetto di città unica. Concordiamo in pieno, una volta tanto, poiché il territorio di Corigliano-Rossano è, banalmente, da decenni che perde pezzi. Nel senso letterale: frane e alluvioni si verificano sempre più spesso. Che non accadono per eventi climatici eccezionali: a volte basta una pioggia persistente per qualche ora di troppo per causare gravissimi danni. Rammentate Corigliano e Rossano nel 2015? Piovve in modo pesante per qualche ora e ci furono danni incalcolabili. E sapete chi sono i responsabili morali di quei disastri? Gli ambientalisti e tutti i cretini (istituzionali) che gli danno retta, detentori di quella mentalità arrogante e ignorante che ha comandato per 30 anni, e ci ha ridotto in uno stato di totale prostrazione, nei settori ambientale, energetico e di qualità della vita. Costoro sostengono cose stravaganti, del tipo che ove c’è un quartiere che frana è il quartiere che non avrebbe dovuto essere lì. Non è un problema di infrastrutture spiegano i loro professoroni vendutisi per pochi tozzi di pane solo che le case non devono stare lì dove sono. Dove dovrebbero stare non è dato sapere. La verità è che per combattere il dissesto idrogeologico, nostra principale emergenza ambientale, bisognerebbe destinare centinaia di miliardi a geologi e ingegneri per la messa in sicurezza del nostro fragile territorio, invece s’investe in pale eoliche e pannelli fotovoltaici. E pazienza se è roba da imbecilli che non serve, fa ingrassare le mafie (a cominciare da quelle degli appalti) e andrebbe venduta in gioielleria: è il prezzo che secondo i governi più cretini degli ultimi dieci anni dobbiamo pagare per combattere i disastri climatici. Duecento miliardi, raccolti in gran parte con le bollette energetiche, che sottratti alla cura degli argini dei fiumi, alla costruzione di appropriate casse d’espansione, e a tutto quanto suggerirebbe il buon senso in ordine alla protezione delle nostre terre dalla forza di eventi naturali che la storia registra dai tempi più immemorabili non hanno potuto risparmiare i disastri che abbiamo conosciuto di recente. O almeno mitigarli. Per tutto ciò sappiamo chi ringraziare: gli ambientalisti e i loro compagni (politici) di merende. Una pletora di truffatori, imbecilli e falsi profeti, che potrebbero essere messi nella condizione di non nuocere se solo i nostri rappresentanti istituzionali, in un momento di lucidità, presentassero una proposta di legge, da far sottoscrivere a chi in Parlamento la condivide, al di là degli schieramenti, per destinare alla lotta al dissesto idrogeologico i fondi che ogni due mesi, da dieci anni a questa parte, noi poveri cittadini tartassati, versiamo, in bolletta, per finanziare la merce avariata delle energie rinnovabili, che ci hanno finora rifilato i tanti venditori di fuffa ambientalista. Sarebbe una bella battaglia per qualificare un territorio e la sua rappresentanza politica e soprattutto per isolare i cretini. Vi pare poco? Io penso proprio di no.
