Editoriali

Umili consigli e qualche avvertimento un po’ perfidi per i nuovisti di Coriglione

{module Firma_Anton Giulio Madeo}C’è una cosa intollerabile che spesso emerge nei movimenti che si affacciano per la prima volta sulla scena politica e forse elettorale della città unica ed è quello di sentirsi unti dal Signore e di avere il monopolio della moralità e del saper fare. Non a caso questi movimenti si dichiarano in maniera autoreferenziale “rappresentanti del popolo o della società civile”. Gli altri, naturalmente, sarebbero rappresentanti della parte elitaria e tribale della società. Ma, al di là di tutto, non bisogna fare caso a questa tentazione un po’ infantile e un po’ supponente cui non sono sfuggiti alcuni protagonisti della politica locale, perché è un fatto positivo che uomini e donne che sono già protagonisti della vita sociale e politica cittadina decidano di mettersi insieme per formare una propria lista alle prossime elezioni comunali magari con l’indicazione di un candidato a sindaco. Infatti, quella parte della politica locale, una volta assunta la forma di una lista per le prossime elezioni comunali potrà dare un contributo importante al governo della città. Riteniamo così importante la discesa in campo di questa gente che ci permettiamo di sussurrare qualche consiglio. Con umiltà e con la saggezza del dubbio naturalmente. Abbiamo letto e riletto una prima parte della loro agenda sul cosa fare nel 2019. E siamo rimasti un po’ smarriti perdendoci non tanto nel nulla ma in quei tanti obiettivi che nella loro genericità possono essere sottoscritti da tutti. Ma ciò che più ci preoccupa è che non vi è traccia di alcune questioni fondamentali di questo vasto territorio. La legalità, la sicurezza, l’economia, l’urbanistica, l’organizzazione degli uffici pubblici, le finanze comunali, la cultura e i beni culturali, tanto per citarne le principali. Eppure in quei movimenti politici non ci sono solo neofiti dell’impegno politico. Se ci permettiamo questi suggerimenti e queste domande è solo per evitare che i cittadini che hanno creduto in questa farsa della fusione siano delusi nelle speranze che quei movimenti cercano di dare alla città tutta. Un ultimo consiglio. Chi avesse tra i partecipanti al movimentismo locale, anche con ambizione a diventare sindaco, per sbadataggine, lasciato per strada la sincerità e la cultura della verità, la ritrovi rapidamente, perché l’insegnamento primo della società civile è che ciascuno testimoni con i propri comportamenti ciò che predica nelle piazze e nei salotti, perché tutto ciò che si presenta come nuovo lo sia per davvero. E questo, pensandoci bene, non è solo un consiglio, è anche un avvertimento.