{module Firma_Anton Giulio Madeo}Desta ancora preoccupazione in città la riscossione coattiva dei famosi 23 milioni di crediti, in parte ormai inesigibili, che il comune di Corigliano-Rossano vanta nei confronti dei contribuenti e che qualche sciagurato, all’interno del municipio (e non solo), vorrebbe riaffidare alla SOGET. Infatti, nelle prossime ore, i vertici commissariali dovrebbero prendere una decisione in merito a questa delicata faccenda; una decisione che noi, come cittadini, ci auguriamo sia negativa, così da evitare il rischio che il comune unico oltre a una figuraccia epocale erediti un altro problema di difficile soluzione, considerando il crescendo rossiniano che in questi ultimi tempi è salito negli ambienti comunali, per raccontare, nella totale indifferenza di tutti, l’inaffidabilità della società pescarese. Ecco perché, in attesa di questa scelta, ci sembra opportuno ricordare ai commissari, se ce ne fosse ancora bisogno, le vicende non proprio lusinghiere (divulgate, tra l’altro, dalla stampa locale e nazionale) che negli ultimi anni hanno riguardato la società pescarese: estromessa per inaffidabilità dalla gara d’appalto di Corigliano (con conferma, dopo ricorso della stessa SOGET, della giustizia amministrativa), accusata di truffa e usura, sottoposta a pesanti indagini da parte della procura di Pescara insieme con altre persone e i suoi alti dirigenti (tra l’altro dimessisi poco tempo fa dai loro incarichi), condannata dal tribunale di Taranto. E se non bastasse, seriamente sospettata di aver lavorato, a Corigliano, senza aver mai sottoscritto il contratto di proroga per l’affidamento della riscossione coattiva dei tributi o l’aver accettato, per il pagamento dilazionato dei tributi, assegni postdatati (assolutamente illegali) oppure essere stata in possesso di un conto corrente postale parallelo a quello ufficiale (di cui il comune ignorava l’esistenza) per riscuotere i tributi. Ecco, ciò che scriviamo non sono caciocavalli appesi come le idee hegeliane, ma solide e terragne radici, che dovrebbero essere sufficienti a far capire ai vertici del municipio che conclusioni pasticciate non si giustificano, perché le finanze comunali non sono uno scherzo, tanto meno in questo nuovo passaggio di fase e alla vigilia di profondi cambiamenti istituzionali. Il rischio, davvero mortale, è di non essere in grado di garantire i risultati attesi e pattuiti per la riscossione dei tributi, il che farebbe venir meno la ragion d’essere stessa della fusione che, ricordiamolo, al di là del folklore significa soprattutto cambiamento di visione e di mentalità. Altro che 106, tribunale e puttanate varie
