Editoriali

Jole Santelli, leonessa in un mare d’incapaci, cretini e cacasotto

{module Firma_redazione}Una volta tanto possiamo essere orgogliosi della nostra classe politica e in particolar modo di Jole Santelli, presidente della regione Calabria, che a partire da oggi, 30 aprile, ha riaperto, con largo anticipo rispetto al resto del paese, bar, ristoranti, pizzerie e agriturismo, ma a condizione che rispettino misure quali la sanificazione degli ambienti, l’uso delle mascherine, le distanze di sicurezza e soprattutto l’avere spazi all’aperto dove poter svolgere la loro attività. Tra le motivazioni di questo provvedimento, che sono tante, soprattutto di natura economica, considerando che proprio le attività che riaprono sono state quelle più penalizzate dalla quarantena, quella che pensiamo sia la più significativa riguarda il comportamento dei calabresi, ritenuto dalla Santelli impeccabile, al punto da meritare una linea di fiducia senza precedenti, perché, ha detto il governatore, “in queste settimane i calabresi hanno dimostrato senso civico e rispetto delle regole, per cui è giusto che oggi la Regione ponga in loro fiducia. Sapranno dimostrare buon senso nel gestire i nuovi spazi di apertura che la Regione ha deciso di consentire, anche oltre il dettato del Governo”. Un’esplosione d’orgoglio, che ha spinto, ovviamente, le opposizioni, a cominciare dal PD e dal tonno Callipo per finire a molti sindaci, tra cui purtroppo il nostro, che forse hanno scarsa stima dei loro concittadini, considerati dei minus habens, a contestare la decisione della Santelli, ritenendola pericolosa e imprudente, perché, non terrebbe conto del report degli esperti che ha frenato la presidenza del consiglio sulla Fase 2, che dev’essere molto prudente, poiché, dicono gli esperti, “se davvero avessimo riaperto tutto, scuole incluse, avremmo spedito 151mila persone in terapia intensiva già l’8 giugno, per un totale di 430mila a fine anno”. Cifre terrificanti, che hanno spinto, però, molte persone a interrogarsi se corrispondano al vero o se i cosiddetti esperti ci stiano prendendo in giro, o meglio abbiano commesso errori di calcolo. E infatti, proprio perché i conti non tornavano, un gruppo di matematici, ha trovato degli errori clamorosi nel report dei consiglieri scientifici del governo: perché se va in terapia intensiva lo 0,1% dei casi, vuol dire che gli infetti dovrebbero essere 150 milioni. Per cui alla fine dello studio si sono chiesti: ma dove sono finiti i circa 90 milioni di italiani che mancano all’appello? Ecco, sulla base di report così affidabili e precisi gli italiani continuano a essere tenuti agli arresti domiciliari. Siamo alla follia pura. Perciò bene ha fatto la Santelli, per ora, a dare la possibilità a una buona fetta di calabresi, che evidentemente lo merita, di tornare al lavoro, senza tener conto delle analisi farlocche degli esperti del genio di Foggia. Per il resto, a cominciare dall’ormai necessario rafforzamento delle autonomie regionali e locali, ci sarà tempo per discuterne.